12 Luglio 2020 - 11:06:16

Mamme nel pallone: a tu per tu con Tamara Mutti, tre figli e una passione

Le più lette

Cob 91, Maurizio Mautone fa il suo ritorno a Cormano: è il nuovo Direttore Generale del club

Maurizio Mautone torna alla Cob 91. Dopo 8 anni, l'ex ds del Meda sposa nuovamente il progetto del club...

Albinoleffe, ufficializzati i quadri tecnici 2020-2021: confermati Biava, Maffioletti e Esposito

Il post-Zirafa è definito: l'Albinoleffe ha infatti ufficializzato tutte le panchine del Settore Giovanile diretto da Marco Malenchini. Confermate...

Caravaggio Serie D, ben sette conferme per la rosa di Terletti

Rivoluzione sì, ma a Caravaggio si vuole ripartire anche da dei punti fermi della scorsa stagione. Per la rosa...

Tamara Mutti ha tre figli: Federico, Emanuele e Diego Armetta, classe 2007, 2006 e 2010. Attualmente dirigente al Bresso, ci racconta com’è svolgere questo ruolo al fianco dei suoi giovani calciatori.

Da quanto tempo fai la dirigente? In quali società sei stata?
Ho iniziato tre anni fa alla Polisportiva OsBer – un oratorio del quartiere Comasina – per tastare un po’ il terreno e capire se intraprendere questo percorso potesse appassionarmi. Poi mi sono spostata al Bresso, dove l’anno scorso seguivo la squadra di Emanuele e da quest’anno quella di Diego.
Il calcio ti è sempre interessato, o è un mondo che hai scoperto con i tuoi figli?
Il calcio mi è sempre piaciuto, sono una tifosa interista e l’ho sempre seguito con mio fratello e mio padre, che mi portava allo stadio e che ha avuto anche un glorioso passato all’Aldini. Quando, al Bresso, mio figlio Diego è passato dal gruppo A al gruppo B, ho conosciuto l’allenatore Giulio Todisco che si era ritrovato senza dirigente, così mi sono offerta.
Nella tua esperienza con le varie squadre, come ti sei trovata con i dirigenti uomini?
A mio parere, la differenza sta nel fatto che noi non rompiamo le scatole agli allenatori, e forse di questo loro ce ne sono grati. Gli uomini sono, in fondo, tutti “allenatori nel pallone”: si immedesimano al massimo nella partita e vogliono sempre dire la propria. Sono più tecnici, mentre, per quello che ho visto, noi rispettiamo di più i confini implicati dal ruolo di dirigente: durante una partita, io mi concentro più che altro sul tifo, senza commentare la prestazione.
Una mamma è sempre la prima tifosa del proprio figlio, ma da una dirigente ci si aspetta uguale considerazione di tutti i giocatori della squadra: qual è il rapporto con gli altri bambini?
Ho spesso fatto la rappresentante di classe, quindi il fatto di preoccuparmi di tutti i bambini allo stesso modo non mi è nuovo. Al massimo, con mio figlio mi permetto di essere un po’ più dura (Diego ha un bel caratterino sul campo!). Per quanto riguarda gli altri, posso dire che li sento come “i miei ragazzi” e, soprattutto quest’anno, sono stata felice di trovare un gruppo davvero unito e dei genitori che mi fossero riconoscenti. Dalle tribune sono partiti cori anche per me, che trasporto magliette e borracce e aiuto i bambini ad asciugarsi i capelli.
Il weekend sui campi era un appuntamento fisso per tutte le mamme dei giovani giocatori. Forse però, per le mamme-dirigenti era qualcosa di ancora più importante: come stai vivendo questo periodo di fermo?
Noi avevamo la partita del campionato il sabato e i tornei la domenica. Quindi all’inizio pensi ‘ok, la prendo come una pausa e finalmente mi dedico ad alcune cose per cui di solito non c’è tempo, come i classici pranzi domenicali’. Ma quando ti rendi conto che non è una tua scelta, bensì una forzatura per altro causata da una grave situazione sanitaria, un po’ ti demoralizza, e tira tanto giù anche i bambini. Fortuna che il nostro allenatore è stato il più presente possibile, con tutte le applicazioni e piattaforme del caso!

 

Vivi Sprint e Sport al 100%, scarica l’applicazione e scopri tutte le sue funzioni.

L’APP PER ANDROID

L’APP PER IPHONE

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli

×