24 Novembre 2020 - 16:45:32

Niguarda, il Responsabile delle Attività di Base Mauro Bolis racconta la sua società: «È dura vedere i ragazzi fermi»

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Il Direttore Sportivo Maurizio Bolis, che all’interno del Niguarda ricopre anche il ruolo di Responsabile delle Attività di Base e di Responsabile del Settore Giovanile, ha deciso di entrare nella società fin dalla sua storica nascita nel lontano 2007, dalla scissione tra Azzurri Niguardese e Frassati CEP. Fin da subito, l’obiettivo della milanese è stato quello di portare avanti lo scopo sociale. Ed è proprio per questo, che ora non poter vedere i ragazzi scendere in campo provoca in Bolis un po’ di tristezza: «È dura vedere i ragazzi fermi. Non è semplice, soprattutto per i bambini, che sono stati fin da subito i più penalizzati. Non hanno nemmeno iniziato il campionato, sono stati fermati sul più bello e, a parte qualche amichevole e torneo, non hanno avuto nemmeno la possibilità di confrontarsi con le altre squadre», commenta.

Poi, dando un suo commento su come sarebbero potute andare le cose, commenta: «La pre-agonistica, a mio parere, sarebbe dovuta iniziare direttamente a febbraio. Questa indecisione e questa continua confusione sullo stop e sugli allenamenti, non ha fatto bene a nessuno. Soprattutto pensando a tutte le risorse messe in campo per riuscire a sanificare gli ambienti ed a conformarci alle attuali norme igienico-sanitarie. Secondo me, i ragazzi si sono sentiti illusi in questo modo».

Gli esordienti del Niguarda in campo per un’amichevole

Anche gli allenamenti individuali si sono rivelati molto meno praticabili di quello che ci si aspettava: «Per me erano da evitare, non si sarebbero dovuti iniziare. Abbiamo cercato di rispettare il regolamento e di mantenere le distanze tra i ragazzi, ma è stato difficile, il tutto complicato dal fatto che non si poteva sostare negli spogliatoi, né utilizzare le docce. Stiamo aspettando di capire cosa succederà il 3 dicembre per capire il da farsi su tutto quello che sta accadendo. Anche sulla questione economica non siamo tranquilli, in quanto noi prendiamo una quota d’iscrizione più bassa degli altri centri perché quando piove abbiamo dei problemi a fare allenare e giocare i ragazzi visto che il campo diventa impraticabile. Abbiamo sempre tenuto conto di questo disagio, come del fatto che proprio per questo problema, i nostri atleti non si allenano con la stessa frequenza degli altri, e per questo non abbiamo mai preteso molto. Abbiamo investito davvero tanto per mettere tutto a norma tra gel per le mani, mascherine, strumenti per sanificare gli ambienti, e tutto per cercare di iniziare questa stagione. Per andare incontro alle famiglie abbiamo fatto anche degli sconti per i mesi persi tra febbraio e maggio, ma in questo momento abbiamo speso il doppio di quello che stiamo guadagnando.».

Un pensiero viene anche dedicato a quando si ricomincerà a giocare. Una previsione che cerca di tenere conto anche del momento che la società stessa sta vivendo: «Credo che si ricomincerà a febbraio, sperando che allora, finalmente, si abbiano le idee più chiare e si cerchi di evitare di illudere e di dare false speranze a società e ragazzi. Spero vivamente che sia tutto più gestibile perché abbiamo davvero bisogno che le cose siano diverse da come lo sono ora».

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