giovedì, 21 Novembre 2019

Razzismo, il caso dei Pulcini dell’Aurora Desio e la risposta della Sovicese

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Dove siamo stati, la rubrica di Sprint e Sport dove sveliamo i campi in cui sono stati presenti i nostri inviati per raccontare le partite del week-end
Dennis Carzaniga
Dennis Carzaniga
Caposervizio Redazione Lombardia

È stato il caso della settimana, e non è ancora finito. Al termine di una partita di Pulcini di sabato scorso, l’Aurora Desio – società che partecipa ai campionati della Delegazione di Monza – ha denunciato un caso di razzismo avvenuto durante la partita dei 2009 che giocavano contro la Sovicese. Il caso è finito su tutti i media nazionali, e l’Aurora Desio ha comunicato che nel prossimo turno di campionato «Come gesto simbolico di condanna totale del razzismo» alcune squadre scenderanno in campo con il volto coperto di nero. Subito è arrivata la risposta della Sovicese, che ha annunciato di aver avviato un’indagine interna e di voler sanzionare il responsabile del gesto – che secondo l’Aurora Desio sarebbe una delle mamme dei 2009 – nel caso in cui venisse identificato.

LA NOTA DELL’AURORA DESIO

“Negro di m…”. Proprio così. Senza se e senza ma. Senza senso. Senza pudore. Senza cervello. Nel mirino: un bambino di 10 anni. Dieci. Non è un incubo. E’ realtà, tristissima. Andata in scena sabato pomeriggio in Brianza. Attrice protagonista, da “oscar dell’inciviltà”, una mamma. La partita è Aurora Desio – Sovicese, Pulcini 2009. Una semplice partita di calcio giovanile, che dovrebbe essere solo momento di amicizia, condivisione, fair play, come l’Aurora ripete e promuove concretamente da anni, con una serie di iniziative: su tutte, le proprio maglie arancioblu da gioco, 300, con la scritta #SquadraAntiBulli sul petto. E invece, la partita, senza motivo, si scalda. Ma il peggio arriva quando un piccolo giocatore dell’Aurora, di colore, si sente insultare con quella frase choc – “negro di merda” – proveniente dai genitori ospiti. La voce è femminile ed è sentita da altri compagni e da altri adulti. Il bambino finge indifferenza. Con grande forza d’animo incassa e continua a fare ciò che più ama, correre dietro il pallone, con i suoi amici. A fine partita, insieme a un compagno, riferisce quelle parole al mister e poi ai genitori, tra l’altro molto attivi nel mondo del volontariato, della cooperazione, della difesa dei diritti umani. Con questa lettera, l’Aurora Desio vuole pubblicamente denunciare questa vergogna – avvenuta tra l’altro in un weekend di altri casi eclatanti come gli insulti a Balotelli e l’aggressione a un ragazzo di colore del Melzo – alle autorità politiche nazionali e locali, alla Lnd Figc, ai media locali e non, affinché si faccia squadra contro questo disgustoso fenomeno. La stessa è indirizzata anche alla Società Sovicese: “Certi che i vertici della Società condividano i valori di sportività e condannino ogni forma di razzismo – sottolinea l’Aurora Desio – ci aspettiamo che venga avviata una indagine interna per individuare chi si è resa autrice di questo gesto vile e indegno, nei confronti di un bambino di 10 anni. Finchè non sarà individuata e oggetto di Daspo temporaneo dai campi giovanili, ci rifiuteremo di incontrare la Sovicese in qualsiasi competizione ufficiale, anche a costo di rischiare multe e penalizzazioni”.Non solo: “Come gesto simbolico di condanna totale del razzismo e di sostegno a tutti coloro che ne sono vittima – aggiunge la Società desiana – nel prossimo weekend alcune nostre squadre giocheranno con il volto dipinto di nero e con altre squadre faremo dei laboratori, con disegni per far capire che noi l’unica razza che conosciamo è quella umana. Sperando che un giorno, non troppo lontano, sia così ovunque”.

LA RISPOSTA DELLA SOVICESE

«In riferimento all’episodio avvenuto durante la partita dei 2009 Aurora Desio-Sovicese che ci ha coinvolti, condanniamo sicuramente qualsiasi manifestazione di razzismo specialmente in uno sport che serve per creare senso di appartenenza e di integrazione culturale. Chi ci conosce sa che da parte nostra c’è sempre stato, fin dall’inizio della nostra attività (1969) l’impegno nel comporre squadre di tutte le categorie in modo tale che risultassero eterogenee sia dal punto di vista sociale che etnico, al fine di favorire processi di integrazione tra i ragazzi. Venuti purtroppo a conoscenza dei fatti solo tramite sociale network, senza aver prima ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Aurora Desio, abbiamo immediatamente attivato un’inchiesta interna per risalire all’eventuale responsabile. Qualora i fatti vengano accertati e che il responsabile venga individuato, provvederemo ad avviare le dovute procedure sanzionatorie. Infine una delegazione dei genitori del 2009 ci ha fatto richiesta esplicita di favorire, in accordo con i dirigenti dell’Aurora Desio, un incontro chiarificatore con i genitori del ragazzo coinvolto nell’episodio e garantire loro la vicinanza e la comprensione della Sovicese tutta».

L’INTERVENTO DELLA POLITICA

Sull’argomento è intervenuta anche la politica, con la nota diffusa da Martina Cambiaghi, Assessore Sport e Giovani della Regione Lombardia: «Sicuramente servono provvedimenti seri contro i genitori violenti e aggressivi. In caso di intemperanze verbali deve scattare l’espulsione dei genitori, che dovranno poi frequentare corsi di fair play organizzati dalle associazioni sportive».


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