Svelato il progetto Passione Vibe

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La dirigenza presenta il progetto Passione Vibe
La dirigenza presenta il progetto Passione Vibe

«La nostra filosofia nel fare calcio mette al centro l’allenatore e non ha il risultato come fine ultimo, bensì la possibilità di creare giocatori. Il nostro progetto si basa su una metodologia di lavoro differente». Con queste brevi, ma incisive parole si potrebbe riassumere il nuovo progetto sportivo della Vibe Ronchese, Passione Vibe, presentato alla società martedì sera. Come ha ben illustrato il neo dg della società di Ronco Briantino, Gabriele Donghi, il progetto si sviluppa in due tronconi, tanto differenti quando complementari. In primis Passione Vibe si articola nel modo in cui la società brianzola ha intenzione di comunicare con l’esterno. Al fine di ciò il neo dg ha illustrato tutti gli implementi del sistema comunicativo della società: da una pagina web tutta nuova, che permette agevolmente di restare in contatto e di seguire gli sviluppi della società, all’utilizzo sempre più massiccio dei vari social network, Facebook e Instagram in particolare, per cercare di mettere la società in stretto contatto con i suoi tesserati e non solo. Questo sistema di comunicazione moderno indirizza chiaramente la Vibe in un’altra dimensione, rendendola dunque una società 2.0 dove tutto è documentabile ed in stretto contatto con il pubblico. Oltre all’aspetto comunicativo, il nuovo progetto Passione Vibe si articola principalmente in una nuova metodologia sportiva che parte dalle categorie inferiori della scuola calcio. Il succo dell’intera vicenda è che la società sposta il focus dall’atleta all’allenatore. È infatti il tecnico colui il quale dovrà essere in grado di trasmettere i valori e cercare di migliorare il più possibile la qualità dei ragazzi. A coordinare questo “occhio di falco” che la società avrà sui suoi istruttori principalmente nel settore pre agonistico, ci saranno due pesi massimi in questo settore come Roberto Ferrario e Alberto Giacomini che andranno ad assumere, a livello di organigramma, il ruolo di direttori tecnici della società. Per cercare meglio di spiegare che cos’è questo progetto in concreto, ci ha pensato Roberto Ferrario: «Passione Vibe è arrivare al campo e giocare con i ragazzi per cercare di insegnarli sempre qualcosa. Per fare ciò c’è bisogno di tanto impegno. Inoltre è importante sottolineare come ogni progetto sportivo tendenzialmente mettono al centro il bambino, noi invece mettiamo l’allenatore: è lui che con la sua passione deve cercare di trasmettere qualcosa all’atleta». Roberto Ferrario ha poi anche tenuto a sottolineare come fulcro principale dell’intero progetto sia la metodologia di lavoro che si farà sul campo e che quindi non è così matematico che i risultati vengano di conseguenza. «Non mi piace – ha aggiunto Ferrario – fare promesse. Ogni bambino ha un proprio talento, che non per forza deve essere quello calcistico. Quello che noi puntiamo a realizzare tramite la nostra metodologia di lavoro sarà quello di mettere sia i mister sia i ragazzi in grado di poter sviluppare al meglio le proprie capacità. Il tutto si deve fondare su una parola: eterogeneità». Ulteriori dettagli in merito alla spiegazione di questo progetto le ha date l’altro dt Alberto Giacomini: «Il progetto che noi vogliamo realizzare sarà unico nel suo genere perché cercheremo di creare una metodologia di lavoro della Vibe per la Vibe. Sostanzialmente un metodo adatto a noi che sarà in continua evoluzione». Sugli sviluppi per il futuro, sui risultati che questo progetto potrà dare Gicomini è stato molto chiaro: «Non dobbiamo raccontare bugie, i risultati e le vittorie si ottengono quando si hanno ragazzi di grandi qualità. Sarebbe sbagliato dire che a noi queste cose non ci interessano, perché a tutti fa piacere vincere. Però la differenza è che noi non stiamo costruendo una metodologia di lavoro che incentra tutto su il risultato e che lo vede come fine ultimo. Noi stiamo cercando di fare calcio, che è diverso. Il nostro fine ultimo è quello di crearci in casa i giocatori che, magari, un domani possono far parte della nostra prima squadra dopo che hanno giocato e sono cresciuti qui alla Vibe». Ad avvalorare quasi in anticipo la bontà di questo progetto ci ha pensato la Prima Squadra, militante nel tostissimo Girone B di Promozione, che con una squadra poco più grande di una Juniores dove molti degli elementi presenti in rosa sono cresciuti in casa. Questo è solo un dato che esula con grande probabilità al succo del discorso illustrato martedì, può essere anche vista come una piacevole coincidenza. Intanto però dimostra che con coraggio e professionalità i risultati alla lunga arrivano sempre, e questo alla Vibe già lo sanno.


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