12 Luglio 2020 - 12:48:29

Travaglia e Cimiano: Festa della mamma (nel pallone), i racconti di Francesca Cassata e Claudia Sulmona

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Una veterana ormai del mestiere è Francesca Cassata, ex Masseroni e attualmente dirigente degli Esordienti 2008 al Travaglia. «Vado dove vanno i miei ragazzi» afferma Francesca, che di figli ne ha quattro, tre dei quali – classe 2007, 2008 e 2011 – alle prime armi con il calcio. Oltre che mamma e dirigente, racconta anche un passato da calciatrice: «Ho iniziato con la Triestina e ho finito con il Fiammamonza. Ho giocato in totale dieci anni: questo la dice lunga sulla mia grande passione e su cosa mi abbia spinto ad assumere questo ruolo al fianco dei miei figli». «Posso dire di essere un po’ il classico maschiaccio», aggiunge la Cassata «e spesso gli uomini dello staff o gli altri dirigenti pensano di saperne un po’ più di me che sui campi ho passato tanti anni, ma in generale ci confrontiamo in maniera costruttiva». In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, è dovuta certamente cambiare la modalità di essere punto di riferimento per i propri figli (anche per quelli acquisiti sul campo). Come testimonia, infatti, «non è stato facile farglielo affrontare, soprattutto perché la stiamo vivendo malissimo anche noi genitori. Tutti vogliamo tornare in campo e, ad oggi, le nostre speranze sono rivolte verso i tornei estivi». Proprio in merito al rapporto con i ragazzi, Francesca certifica come il gruppo che attualmente segue sia particolarmente affiatato e assicura: «In quel frangente, sono tutti miei figli: sto attenta a come si comportano e sono sempre tutti coccolati, specialmente nelle più fredde giornate di campionato quando gli porto le coperte in panchina o ci prendiamo un tè caldo al bar».

 

Cassata
Francesca Cassata in versione figurina per l’ASD Travaglia

Anche Claudia Sulmona, bergamasca d’origine e cuore, appassionata di calcio più o meno da sempre e dirigente del Cimiano, pare sulla stessa linea in fatto di attenzioni e cura dei ragazzi: «Non nascondo il fatto che faccio anche un po’ da mamma chioccia in varie situazioni, perché… il cuore di mamma aiuta sempre! Se vedo che c’è qualcosa che non va nei ragazzi, lo percepisco subito, ne parlo con il mister ed eventualmente con i genitori». Da due anni segue gli Esordienti (nei quali, tra l’altro, milita anche il figlio Tommaso, classe 2007) e, oltre alle tante mansioni che il suo lavoro comporta – dalla preparazione materiale delle gare al primo soccorso, alla mediazione fuori e dentro gli spogliatoi – racconta con orgoglio l’adesione alla società biancorossa per condivisione di prospettive e per l’entusiasmo del «vivere da vicino le emozioni delle partite e della panchina»; ancor prima, ricorda le domeniche passate allo stadio a seguire quei «compagni delle superiori che giocavano nella Primavera dell’Atalanta». Sul suo ruolo, infine, riflette: «Una donna dirigente rende forse più facile una figura chiave così importante per il rispetto del codice etico ad ogni livello tra le componenti della società: sa interpretare al meglio, secondo me, il suo essere congiunzione tra tecnici, ragazzi e genitori».

 

 

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