La risolve un colpo di biliardo di Bosco infilando Tornatora nell’angolino basso sul secondo palo su un passaggio da sinistra. Canelli San Domenico Savio Rocchetta Tanaro in visibilio e Accademia Borgomanero disperata. La formazione di Ferrero aveva retto bene per quasi 60′ in 10 contro 11 ma si deve inchinare a mister 17 gol Niccolo’ Bosco. Per il collettivo di Raimondi la stagione ha tutte le caratteristiche per diventare memorabile: primo posto in campionato e possibilità di disputate la fase nazionale della manifestazione coccardata.
Formazioni titolari con atteggiamento tattico simile (4-3-3) ma con qualche appunto: nel Canelli SDS Celeste fa da raccordo quasi da quarto di centrocampo a destra; dell’Accademia Borgomanero in panchina Beretta, sulla linea degli attaccanti De Bei avvicina Poi e Secci.
L’avvio è guardingo per entrambe le squadre con lanci lunghi che fanno assaporare la durezza del terreno di gioco trinese. Estemporanee le prime occasioni. Al 4′ per l’Accademia Borgomanero mancino di Manfroni da fuori e deviazione che non inganna Gjoni. Risponde all’8′ Celeste direttamente su punizione da posizione defilata e Tornatora si mostra molto attento bloccando in presa aerea senza scivolare nell’indietreggiare. Qualcosa di bello capita al 14′ con un lancio lungo per Secci che in maniera magistrale serve a centro area Poi il quale cicca la conclusione ma è ampiamente perdonato dell’errore dalla bandierina alzata del guardalinee a segnalare il fuorigioco. Attenzione poi a quel che accade pochi istanti dopo: Manfroni rallenta la sua corsa e va a terra per un sospetta distorsione. Il centrocampista prova a rientrare ma poco dopo si lascia cadere a terra facendo intuire come la sua finale sia finita. Al suo posto Cherchi che diventa subito protagonista. Prima prende subito un giallo per una manata ad un avversario, poi va al tiro dal limite reclamando un tocco di mano avversario, di seguito sbaglia un passaggio arretrato favorendo un inserimento di Celeste in area (ben murato dalla difesa rossoblu’) ed infine commette fallo tattico a centrocampo su Picone. Secondo giallo ed espulsione al 34′. La sua partita è già finita e l’Accademia Borgomanero resta in 10. Gli uomini di Ferrero hanno paradossalmente le occasioni migliori da qui in poi sistemandosi con un 4-2-3 che vede Giovagnoli e Leto Colombo centrali reduci di centrocampo. Dopo una sponda di Poi De Bei calcia in acrobazia ma il tiro è respinto. A seguire lo stesso Poi spara alto di poco al 39′ e chiude il conto dei tiri rossoblu’ del primo tempo al 43′ con una delle sue tipiche sassate a rientrare da sinistra che Gjoni è costretto a buttare in corner dopo un rimbalzo in area. Ma al riposo si va con il Canelli SDS più pericoloso che concreto: all’altezza del dischetto Bosco va al tiro al 45′ di prima intenzione dopo una palla in mezzo da destra ma conclude altissimo.
Nella ripresa Accademia che lascia agli spumantieri l’incombenza del gioco per partire così in contropiede. E al 9′ Poi si trova anche a tu per tu con Gjoni concludendo fuori di poco nel tentativo di piazzare la sfera ma ad annullare il gol ci avrebbe pensato la bandierina alzata dal guardalinee a segnalare l’off side. In realtà il Canelli non produce molte occasioni da rete nonostante la superiorità numerica che porta al solo pressing. Celeste prova il colpo di biliardo da fuori al 20′ ma conclude oltre la traversa, bravo invece Di Santo al 26′ a sgusciare via in area ma ancora migliore il gesto di Salice che manda alla svelta la palla in corner. Tutto sembra poi condurre ai supplementari con ben poco da segnalare fino al 94′: è lì che Bosco si inventa la giocata del mercoledì sera e manda tutti a casa. Il Canelli scoppia di gioia mentre l’Accademia ha più di un rammarico, anche a ragione contro un arbitraggio non certo favorevole agli agognini.

a cura di Marco Stesina

CANELLI SDS-ACC. BORGOMANERO 1-0

RETI: 49′ st Bosco (C)

CANELLI SDS (4-3-3): Gjoni, Coppola, Fontana, Lumello (42′ st Azzalin), Acosta, Alasia, Bosco, Redi, Di Santo (27′ st Gili), Celeste, Picone. A disp. Zeggio, Vaqari, Soldano, Bordone, La Ganga, Blini, Gallo. All. Raimondi.

ACCADEMIA BORGOMANERO (4-3-3): Tornatora, Pici (17′ st Cerutti), Ottina, Leto Colombo, Salice, Moia, Poi (32′ st Beretta), Manfroni (21′ Cherchi), Secci, De Bei (17′ st Cabrini), Giovagnoli (10′ st Silva Fernandes). A disp. Piras, Anderson, Francioli, Savoini, Cabrini. All. Ferrero.
ARBITRO: Rossini di Torino.
GUARDALINEE: Carbone di Aosta e Rosso di Collegno.
ESPULSI: 34′ Cherchi per doppia ammonizione.
AMMONITI: Picone, Acosta, Alasia, Bosco (C), Cherchi, Leto Colombo (A).

PAGELLE CANELLI SAN DOMENICO SAVIO a cura di Roberto Bucci
Gjoni 7: I tiri indirizzati verso il suo specchio sono rari, sul finale di primo tempo mostra I suoi riflessi felini su un cross di Poi insidioso visto il rimbalzo davanti al portiere.
Coppola 8: Bosco gli ruba la scena ma il terzino destro classe 98 rimane uno dei migliori del match con una prestazione sontuosa sulla fascia, sempre in anticipo e ficcante nelle avanzate specialmente nel primo tempo dove il suo lato é quello più utilizzato dalla squadra di Raimondi.
Fontana 7.5: Il capitano viene fuori nella ripresa quando spinge come non mai a sinistra, negli ultimi minuti si mette centrale con l’uscita di Lumello e Bosco gli regala la gioia di alzare la Coppa Eccellenza 2019.
Lumello 7.5: Protagonista di tutte le azioni difensive del Canelli, si immola per la causa sui tiri di Poi e compagni, si gusta il finale di partita dalla panchina.
Dal 42′ st Azzalin 6.5: Raimondi lo butta dentro per mettere sostanza in mezzo al campo in vista dei supplementari, presenza impreziosita dalla vittoria finale.
Acosta 6.5: Agisce davanti alla difesa ma non é il suo ruolo preferito, rischia il rosso con un’entrataccia nel primo tempo ma poi trova le misure con il passare del tempo.
Alasia 6.5: Qualche pecca difensiva sulle imbucate dei rossoblù ma recupera in altre situazioni.
Bosco 9: Come tutti I grandi campioni, l’uomo più atteso del Canelli gioca in sordina per 90 minuti poi Picone confeziona un cioccolatino che lui trasforma in un capolavoro di tacco al volo che decide la finale. Dopo il tacco di Allah ecco il tacco di Bosco.
Redi 8: L’uomo con più qualità nel centrocampo di Raimondi, il classe 1999 si sta confermando ad alti livelli da inizio stagione, fa sparire la palla quando vuole.
Di Santo 7.5: Lavoro di pressing sul primo possesso dell’Accademia Borgomanero e risalita della squadra, prova anche a colpire.
Dal 28′ st Gili 6.5: Lotta per conquistare il pallone, mette sicuramente centimetri all’attacco astigiano.
Celeste 7: Il giocatore con più fantasia, le azioni più importanti partono dai suoi piedi ma non é sempre dentro la partita.
Picone 8: Il primo a crederci, al terzo minuto di recupero ha la luciditá e la forza di andare sul fondo fascia e innescare il talento di Bosco. Impronta sulla finale.
All. Raimondi 8: Porta a casa il primo trofeo stagionale in attesa di completare il double con il campionato; la partita é tirata come la più classica delle finali, la squadra rimane ordinata e alla fine il suo talento più illuminante risolve la pratica nel momento giusto. Una é andata.

PAGELLE ACCADEMIA BORGOMANERO a cura di Alina Gioacas
Tornatora 6.5 Eroe in numerosi frangenti della stagione, sia in Coppa che in campionato, in finalissima non è chiamato a grandi interventi. Solo un’invenzione geniale di Bosco lo batte.
Pici 7 Pronti via una discesa pericolosa che avrebbe potuto portare al gol. Ottimo in fase di copertura, si fa trovare pronto e con un gran interventi ferma la cavalcata di Di Santo.
19’ st Cerutti 6 Entra in una fase di partita abbastanza tranquilla. Non commette errori, però il cross di Picone arriva dal suo lato.
Ottina 7.5 Sul campo dove ha trovato il suo primo gol in campionato, offre una prestazione molto positiva. Aveva contro un cliente difficile come Celeste, non lo lascia mai scappare via.
Leto Colombo 7 Il capitano guida alla perfezione la squadra, comandando i movimenti dei reparti. Con i suoi lanci prova a innescare Poi e l’attacco.
Salice 9 La partita perfetta e basterebbe questo. Contro di lui Di Santo ha vita dura. Non sbaglia un intervento, posizionato sempre al posto giusto.
Moia 8 Insieme a Salice erge un muro difficile da superare. Fino al gol decisivo, il temibile attacco del Canelli ha infatti prodotto poco o nulla. Capolavoro sfiorato.
Poi 7.5 Tante belle giocate a eludere gli interventi di Acosta e liberare i compagni. I principali pericoli arrivano, non a caso, da lui: in chiusura di primo tempo avrebbe meritato il gol.
33’ st Beretta 6 Buttato nella mischia sperando in uno dei suoi tocchi vincenti. E in effetti un’occasione l’ha anche avuta.
Manfroni 6.5 La maledizione della finale di Coppa. L’anno scorso la spalla, quest’anno la caviglia e di nuovo la sua partita dura una ventina di minuti. Peccato, i suoi inserimenti e le sue giocate avrebbero potuto fare la differenza.
21’ Cherchi 4 Già ammonito, commette una grossa ingenuità e si becca il secondo gialla. La sua finale dura meno di 15’, da dimenticare.
Secci 7 Una prima frazione frizzante per il folletto rossoblù, con un bel pallone per Poi e una conclusione ribattuta da un difensore. Pochi guizzi nella ripresa ma come tutti ha speso tanto.
De Bei 7 Riproposto nel tridente, fa da collante tra centrocampo e attacco. Belle giocate largo a destra, nella ripresa prova a ripartire ma viene fermato anche con le cattive.
19’ st Cabrini 6 Pochi palloni per provare a fare male, ordinato in copertura.
Giovagnoli 7 L’uomo della Coppa, i suoi gol sono sempre stati puntuali nell’arco della competizione. E per poco non ha piazzato la zampata anche in finalissima.
11’ st Silva Fernandes 6.5 Qualche minuto per carburare, poi una partita di sostanza nell’area nevralgica.
All. Ferrero 7.5 È mancata solo la ciliegina, al di là del risultato finale lui e i suoi ragazzi meritano un grosso plauso. Competizione dominata dalla prima all’ultima partita, anche contro il Canelli la sua Accademia ha dato l’impressione di essere superiore. Peccato non essersela giocata 11 contro 11 fino alla fine.