13 Luglio 2020 - 23:52:47

Francesco Ussia: cronaca di una certezza tra i pali, dal Cirié alla CBS

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Daniele Moccia
Eccellenza Girone B, Under 19 Girone C

Il destino del portiere, si sa, è spesso ingrato. Puoi salvare il risultato tante volte nel corso di una partita, ma basta la minima sbavatura per rovinare una grande prestazione. Voltare le spalle alla porta è una scelta difficile, ma spesso e volentieri riesce a regalare grandi emozioni, in qualsiasi categoria. Ne sa qualcosa Francesco Ussia, estremo difensore della CBS, classe ’87, dalla lunga esperienza tra Serie D, Eccellenza e Promozione. Grandi riflessi, simpatia e carisma: l’identikit perfetto per un grande uomo spogliatoio, in grado di dare grande sicurezza all’intero reparto anche nelle giornate più difficili, senza mai calare in concentrazione. A metà stagione Ussia, poco prima dello stop forzato a causa della pandemia, ha dovuto affrontare la rottura del legamento crociato, che costringerà il portiere rossonero ad una ripresa in salita, ma sempre con la stessa grande passione di sempre.

LA CARRIERA

Ussia esordisce “tra i grandi” nel 2004, a 17 anni, con la maglia dell’Orbassano Cirié, in Serie D. Resta con la stessa casacca (con la squadra che diventa Cirié) fino alla stagione 2009-2010, anno in cui si accasa al Pozzomaina di Fabio Nisticò, in Promozione. Seguono poi Santenese (con campionato di Promozione vinto nel 2010-2011), Lucento (due anni, in Eccellenza) e Chisola, rimanendo 4 anni e vincendo anche una coppa Promozione con Riccardo Boschetto in panchina. Nel 2017-2018 passa alla Piscinese Riva, rimanendo solamente un anno per poi sposare la causa della CBS, con cui ha ottenuto lo scorso anno la straordinaria e inaspettata promozione in Eccellenza con Marcello Meloni in panchina.

Ciao Francesco, come stai? Quanto ti manca il calcio?

Ciao e grazie per l’intervista. Manca a tutti moltissimo, anche se ho avuto un’interruzione forzata poco prima del lockdown a causa dell’infortunio al legamento crociato. Non vedo l’ora di riprendere il percorso di guarigione e recuperare al più presto.

Una lunga carriera tra Serie D, Eccellenza e Promozione e adesso l’avventura alla CBS. Dopo l’impresa dello scorso anno, cosa è mancato in questa stagione?

L’anno scorso con la CBS abbiamo letteralmente fatto un miracolo. Siamo arrivati ad un punto della stagione in cui eravamo addirittura fuori dalla zona playoff, ma poi con una rimonta incredibile abbiamo centrato la promozione in Eccellenza. In questa stagione è probabilmente mancata l’esperienza: per quasi tutti era la prima esperienza nella categoria e il susseguirsi di risultati negativi non ha aiutato sul piano dell’autostima.

Francesco Ussia con la maglia della CBS

Adesso la domanda più difficile. Riesci a fare una TOP 11 tra tutti i tuoi compagni di squadra?

Complicatissimo farla, soprattutto perché sono rimasto in ottimi rapporti con molti di loro e non vorrei fare torti a nessuno. In porta metto Andrea Bosticco, mio compagno al Lucento; difesa a 4 presa a metà dai miei anni a Vinovo e metà dai miei anni al Lucento: a destra Bortolas e sul centrodestra Casamassima, con cui sono rimasto in grandissimi rapporti; centrosinistra Panzanaro e sulla corsia mancina Montagna; metto poi Bettega, mio compagno al Chisola, davanti alla difesa con Abate e Salafrica come interni di centrocampo, incrociati rispettivamente al Lucento e al Cirié; davanti sulla destra schiero Atteritano, sulla sinistra Dossena e punta centrale bomber Barison.

TOP 11 FRANCESCO USSIA
La Top 11 della carriera di Francesco Ussia


Passando agli allenatori: a chi ti sei più affezionato in questi anni?

Più di tutti direi Leonardo Caputo, che mi ha allenato al Chisola: con lui ho creato un rapporto meraviglioso e ancora oggi siamo in contatto. In questo anno e mezzo alla CBS ho costruito un rapporto speciale anche con Meloni. Sul piano della preparazione invece direi Boschetto: è un vero maestro in queste categorie.

Tra i tanti avversari incontrati in questi anni, chi è quello che ti ha impressionato di più?

Anche qui ho una lista infinita. Te ne cito due che ho incrociato quest’anno: Marc Lewandowski e Mattia Piana.

Quali sono i tuoi modelli, se ne hai qualcuno, nel calcio dilettantistico?

Tra tutti direi Marco Miglino e Michele Basano: a entrambi ho fatto da secondo all’Orbassano Cirié in Serie D, da loro ho imparato moltissimo.

Hai una gara che ti è rimasta particolarmente a cuore?

Sicuramente Spezia-Cirié del settembre 2008. Era una delle prime giornate di quel campionato di Serie D e lo Spezia era appena fallito. Giocammo all’Alberto Picco con lo stadio completamente pieno, un’emozione unica. Riuscii anche a giocare una buona partita senza subire gol (finì 0-0, ndr).

Ultima domanda: hai un soprannome usato da compagni e avversari?

Ciccio. L’ha coniato mio padre, che è la vera star della famiglia Ussia: devo dire che è più conosciuto lui di me!

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