12 Agosto 2020 - 14:56:45

Gianpiero Opsi: dilettante di professione, un esempio per la categoria

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Gianpiero Opsi può essere preso come modello del calciatore dilettante, passione e dedizione gli hanno permesso di essere ancora nel giro nonostante abbia appena compiuto i quarant’anni (11 Aprile per l’esattezza). Ora che ha trascorso metà della sua vita nel calcio dilettantistico piemontese, tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, vincendo tre campionati di Promozione (Cheraschese, Sciolze e Santenese con annesso titolo regionale) e uno di Prima Categoria (Pozzomaina), può guardarsi un attimo indietro e godersi qualche ricordo.

Parliamo degli inizi, le prime esperienze del giovane Gianpiero Opsi, cosa torna alla mente?
Diciamo che sono scuola calcio Gabetto e Cenisia, poi Juniores Nazionale a Casale, ma dei miei inizi ricordo bene la parentesi in Puglia. Io sono di origine pugliese e durante una delle vacanze estive, tramite conoscenze, riesco a partecipare a un’amichevole con il Foggia Primavera, poi ne sono seguite altre, fino al punto che mi sono trasferito un anno per giocare la Serie D con il Melfi.

Poi il ritorno in Piemonte e una delle prime esperienze da protagonista, la Cheraschese e il primo campionato di Promozione vinto...
Si, In quel periodo giocavo esterno a tutta fascia e ricordo bene uno dei pochi gol che mi è capitato di fare in carriera, un sinistro di contobalzo da fuori contro il Sommariva Bosco, gara che ha dato inizio alla cavalcata vincente. Per di più in quel periodo giocavo con una persona che reputo uno dei miei modelli di giocatore, Stefano Fioccardi, un vero uomo, forte e serio.

A quando risalgono invece i ricordi più belli in assoluto?
Senza dubbio i campionati di vinti con lo Sciolze e con la Santenese sono le due stagioni a cui sono più affezionato. Uno consecutivo all’altro, quello di Santena forse il più bello, vinto da capitano, in una stagione partita male e passata attraverso il cambio dell’allenatore, Vincenzo Piazzoli, col quale trionfammo l’anno prima a Sciolze. Gli subentrò Antonio Ferraro e la squadra prese forma, vincemmo con un mese di anticipo e conquistammo il titolo regionale contro l’Olmo, fu l’apoteosi, ci creammo quel successo noi da zero, quello resta un ricordo indimenticabile.

La tua partita del cuore?
Di sicuro Santenese – Olmo 3-1 a Bra, finale che valse il titolo regionale.

Gianpiero Opsi a Trofarello

Quali sono stati gli allenatori che ti hanno segnato di più?
Anche qui torno sulle stagioni di Sciolze e Santena, con Vincenzo Piazzoli e Antonio Ferraro ho vissuto quei bei momenti. Poi dico anche Giuseppe Pisano, avuto come allenatore a Racconigi in un periodo in cui pensavo quasi di smettere e invece seppe ridarmi gli stimoli giusti per continuare.

É ora di darmi la tua Top 11 personale, vediamo quali saranno le tue scelte…
Come si potrà immaginare Sciolze e Santenese la faranno da padrone, in più è una formazione davvero a trazione anteriore. In porta Ussia, la linea a quattro composta da Todaro e Lavezzo sulle fasce e con me centrale un difensore fortissimo come Beccati. Davanti alla difesa Pisano con cui ho giocato a Racconigi e due mezzali molto offensive, Atteritano e Marco Serra, quest’ultimo mi impressionò già da giovane quando eravamo compagni a Moncalieri. Davanti super tridente, con Fascio che parte da destra Valzano a sinistra e Frigerio a finalizzare tutto quello che passa in area.

I migliori undici giocatori che hanno condiviso il campo con Gianpiero Opsi

Quali sono stati gli avversari più complicati da affrontare invece?
Quattro in particolare, “Bobo” Cravetto, Magno, De Peralta e Alì Gharizadeh, loro davvero fortissimi. Poi anche Atteritano, ma con lui ho anche avuto la fortuna di giocarci insieme.

Ultimo pensiero va al presente calcistico, ti rivedremo ancora sui campi alla ripresa, vero?
La mia volontà è quella di continuare, non mi sono posto un limite, fino quando mi sentirò bene vorrò esserci. Mi dicono tutti che sono un ragazzino e fisicamente devo dire che mi sento a posto, poi ovvio, il passo non è più quello di vent’anni fa. Con il Carrara eravamo in un buon momento e questo stop non ci voleva, ma ora è importante mettere al centro dei ragionamenti la salute di tutti, cercando sempre si pensare positivo.

Gianpiero Opsi – Racconigi

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