14 Luglio 2020 - 00:31:06

Alfonso Di Grigoli: garanzia di Prima Categoria

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Un nome, una garanzia. Se vi serve un uomo che sappia cosa vuol dire lottare e sacrificarsi per la squadra, Alfonso Di Grigoli è l’uomo giusto. Fin dagli inizi della sua lunga carriera a Borgaro (prima le giovanili in gialloblù, poi il debutto in prima squadra nel Real Borgaro in Seconda Categoria), quando ha dovuto lottare con una numerosa serie di infortuni, il bomber non ha mai mollato, riuscendo a imprimere a chiare lettere il suo nome fra le icone della categoria. La prima esperienza indimenticabile con l’Edelweiss Giaveno, condita da una salvezza a dir poco miracolosa. Poi un anno a Rosta, per poi stabilirsi a Leinì per ben sei stagioni. Fino ad arrivare agli ultimi due anni al Corio, che prima dello stop navigava nelle zone alte del girone C di Prima Categoria. Una vita passata a fare a sportellate con i difensori avversari, facendosi largo grazie alla sua fisicità e alla sua abilità nel colpo di testa. Doti che non passano mai di moda, anche nell’era dei “falsi nove”, motivo per cui il Corio l’anno scorso ha puntato su di lui come pilastro su cui costruire una squadra con ambizioni da Promozione.

Ciao Alfonso, come va? Come vivi questo difficile momento?
Ciao! Prima di tutto grazie mille per l’opportunità. Comunque diciamo che si resiste e si tiene duro, come tutti.

Quanto ti manca il calcio giocato?
Da impazzire. Mi manca tutto: il campo, lo spogliatoio, ma soprattutto i miei compagni, con cui stavamo disputando una stagione incredibile. Per fortuna riesco ad allenarmi regolarmente a casa, anche perché non sono più un giovincello: se mi fermo anche solo un attimo sono fritto.

Chi è l’allenatore a cui ti senti più legato?
Senza dubbio Gous ai tempi del Rosta. Ho imparato più cose con lui in un anno che in tutto il resto della mia carriera.

Chi metteresti invece in una top 11 fra tutti i compagni che hai avuto?
Partirei sicuramente da Lubello. Non mi aspettavo che fosse così forte, molti dei nostri successi di quest’anno sono da attribuire alle sue parate. In difesa a destra un altro biancorosso come Tarallo, mentre a sinistra scelgo ad occhi chiusi la grinta di Napodano, con cui ho giocato a Leinì. Per la coppia di centrali vado con Riccelli e Renna. A centrocampo non ho dubbi: trio di qualità con Rubino, Loiacono e Pelle. Il primo purtroppo recentemente ha dovuto smettere. Una percentuale della scelta di Loiacono va attribuita a Livieri, nostro allenatore ai tempi di Leinì, che ebbe l’intuizione geniale di spostarlo da trequartista a regista. Su Pelle niente da dire: forse il più forte di questa ipotetica top 11. Davanti schiererei a sinistra Cigna per le doti tecniche sopra la media, mentre a destra vado con Gianinetto, che a Leinì mi impressionò nonostante la giovane età. La punta è la scelta più facile, Lele Lombardo: attaccante completo se ce n’è uno (qui la top 11 di Lombardo).

Top 11 Di Grigoli
Ecco la top 11 scelta da Di Grigoli

Per finire, chi ha rappresentato per te un modello a cui ispirarti?
Ho sempre ammirato e cercato di emulare le capacità di Lucio Volpe, che ha chiuso la carriera a Corio. Per fortuna il destino ha voluto che andassi proprio a prendere il suo posto tra le fila biancorosse.

Alfonso Di Grigoli
Alfonso Di Grigoli, qui con la fascia di capitano ai tempi del Real Leinì

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