7 Marzo 2021

La Chivasso, Camillo Gialanella: «Riforma improponibile, aspettiamo ulteriori aiuti economici dallo Stato»

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Camillo Gialanella, direttore sportivo del La Chivasso, è molto scettico sulla ripresa dei campionati che non avverrà sicuramente prima di marzo dopo l’ultimo decreto emanato dal governo. Il dirigente biancorosso spiega che «è praticamente impossibile concludere la stagione per intero, anche con tanti turni infrasettimanali già solo per un aspetto logistico: molti giocatori lavorano e non riuscirebbero pertanto ad essere presenti nelle eventuali partite fissate in settimana». Un’alternativa proposta da Gialanella sarebbe quella di far disputare solamente il girone d’andata prima dei playoff allungati ma «credo che la soluzione migliore sia annullare tutti i campionati e riprendere direttamente a settembre. In questo caso bisognerebbe però bloccare tutte le annate legate ai fuori quota e ai settori giovanili. Sono state disputate davvero troppe poche partite nel 2020 e questo è sicuramente molto penalizzante per i giovani. Ad esempio, il passaggio da una Juniores ad una Prima Squadra militante in Eccellenza od in Promozione si rivelerebbe troppo brusco in quanto il divario tecnico è particolarmente elevato. Questo perché i giovani non hanno ancora quella esperienza necessaria per giocare ad un certo livello avendo disputato circa dieci partite nella loro attuale categoria. Bloccare le annate nella prossima stagione sarebbe quindi la scelta più intelligente».

La Prima Squadra del La Chivasso, militante in Prima Categoria, non ha comunque ancora incominciato ad allenarsi individualmente perché molti giocatori arrivano fuori dal comune e non possono pertanto presenziare al campo d’allenamento in caso di zona arancione o rossa. Gialanella si trova comunque d’accordo con la decisione di non far ricominciare il campionato in quanto «il rischio è ancora alto ma sarò favorevole alla ripresa nel momento in cui le istituzioni riterranno opportuno far riprendere il calcio giocato. L’aspetto più importante in assoluto è che il Governo consenta la presenza del pubblico sugli spalti in un’eventuale ripresa. I tifosi sono fondamentali per tutte le società dilettantistiche perché, senza di loro, si perde molto a livello economico. Non possiamo neanche contare sui soldi derivanti dall’affitto del campo o dai tornei disputati dal settore giovanile e dalla scuola calcio. I contributi dati finora dalle istituzioni si sono inoltre rivelati essere insufficienti. La riforma scritta da Spadafora è davvero improponibile perché rischia di creare solamente un effetto boomerang per giocatori e società. Quest’ultime sarebbero costrette ad aumentare i costi d’iscrizione e non avrebbero neanche più interesse a rifare i settori giovanili proprio per l’aspetto economico». Il direttore sportivo biancorosso ritiene infatti che, in questo periodo, vi sono solamente costi aggiuntivi per le società creando loro un problema in quanto le dirigenze si basano sul volontariato e non hanno alcuna intenzione di lucro. Gialanella si augura quindi che il governo riesca a fornire ulteriori aiuti economici alle società dilettantistiche e, in caso contrario, «spero almeno nelle agevolazioni per gli sponsor in modo da avvicinarli sempre più alle categorie minori. Solamente in questo modo il calcio dilettantistico può sopravvivere perché, altrimenti, ci saranno sempre meno squadre e sempre più fusioni. Un ulteriore aiuto per le società sarebbe proprio la presenza del pubblico, anche solo contingentato: già cento persone darebbero un importante contributo economico».

Per quanto riguarda invece l’aspetto sportivo, Camillo Gialanella, che ricopre anche il ruolo di vice allenatore al fianco di Francesco Parisi, pone come obiettivo minimo della Prima Squadra la salvezza per poi puntare ai play off. «Siamo attualmente secondi a pari merito con quattro squadre, ad un solo punto di distanza dalla Virtus Vercelli. Possiamo quindi tranquillamente sognare di arrivare nelle prime cinque posizioni» commenta il dirigente biancorosso. Il La Chivasso ha una rosa impuntata sui giovani all’interno della quale vi sono cinque ragazzi negli anni Duemila e tre nel 1999, anno dei fuori quota. L’obiettivo principale della Juniores è infatti quello di essere un valido serbatoio di giocatori per la Prima Squadra in maniera tale da non cercare necessariamente calciatori in altre società. In questo modo la squadra biancorossa può puntare alla conquista della Promozione con una rosa molto giovane ma comunque valida tecnicamente.

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