venerdì 5 Giugno 2020 - 05:27:56

La Vischese, Vincenzo Prago: «Non ho il patentino, aspettavo la deroga»

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Giovanni Teolis
Giovanni Teolis
Redattore - «E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra»

E’ stato un weekend molto movimentato in casa La Vischese: prima della sconfitta per cinque a zero subita contro la capolista La Chivasso nella settima giornata del campionato di Prima Categoria, Vincenzo Prago, ingaggiato due settimane prima per la guida tecnica della squadra, ha dovuto rinunciare alla guida della squadra.

Prago commenta così gli eventi che lo hanno portato: «Avevo un accordo con la società, che era a conoscenza del fatto che non avessi il patentino per allenare in questa categoria. Visto che la società poteva fare richiesta alla federazione per ottenere una deroga in tal senso, abbiamo deciso di intraprendere questa strada fino al momento in cui non avessi ottenuto l’abilitazione ufficiale». Dopo le prime due partite, però, qualcosa non è andato nel verso giusto; sempre Prago: «Non so esattamente cosa sia successo a livello societario ma alla fine abbiamo deciso che questa situazione non fosse più sostenibile e abbiamo deciso di interrompere la collaborazione di comune accordo. La mia impressione è che il presidente si sia spaventato». Prago, oltre alla comprensibile delusione per questa avventura finita prematuramente, pensa già al futuro: «Il mio primo obiettivo è ovviamente fare il corso della FIGC e prendere il patentino. Una volta che avrò messo le carte in regola sceglierò il progetto che mi sembrerà più adatto al modo in cui lavoro. Ho ancora un buon mercato e in tanti si sono interessati a me».

Al posto di Prago è stato chiamato Fabio Masi, che si è presentato come un generale di ferro. «Ho messo subito le cose in chiaro – ha dichiarato Masi – o si fa come dico io o vado via, non mi faccio nessun tipo di problemi». E’ soprattutto sulla gestione della rosa a sua disposizione che l’allenatore vuole avere il pieno controllo: «Non voglio prime donne in squadra, io punto sul gruppo e tutti saranno importanti. Se qualcuno si sente superiore agli altri, sia tecnicamente che a livello di gerarchie nelle mie scelte, non può stare con me e vedrò di fare in modo ciò non accada mai».

L’ambiente, molto depresso dopo le recenti vicissitudini nello staff tecnico, è sembrato un po’ giù di morale e Masi sembra avere pronta la ricetta per risollevare la situazione: «Punteremo su cose facili, che tutti sanno fare, per non mettere in difficoltà nessuno. Proprio per questo ho deciso di puntare, almeno in questa prima fase, sul 4-4-2, che ritengo il più semplice da mettere in pratica».

Giovanni Di Renzo

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