13 Luglio 2020 - 23:52:19

Mauro Maggiolo, tutta la passione per la Virtus Vercelli

Le più lette

Concorezzese, il classe 2004 Mauro Colombo Oliotti promosso in prima squadra!

Mauro Colombo Oliotti giocherà nella prima squadra della Concorezzese nella prossima stagione. A comunicarlo è lo stesso club biancorosso:...

Caravaggio Serie D, ben sette conferme per la rosa di Terletti

Rivoluzione sì, ma a Caravaggio si vuole ripartire anche da dei punti fermi della scorsa stagione. Per la rosa...

Aldini, sciolte le riserve sulla panchina dell’Under 14: ecco Mayco Bonetti

Ufficiale: la panchina dell'Aldini Under 14 sarà affidata a Mayco Bonetti. Il tecnico ex Atletico Alcione, dopo varie esperienze...

Classe 1964, Mauro Maggiolo è uno di quei personaggi del nostro mondo pallonaro dilettantistico, una di quelle persone che con il lavoro silenzioso e incondizionato è sempre garanzia di serietà in panchina ed in società. Determinato e presente in sede e nel lavoro frivolo del dirigente, corretto quando la domenica siede in panchina al fianco del mister:  rispetto per gli avversari e massima collaborazione con i direttori di gara. Da anni alla Virtus Vercelli, il suo amore nell’essere partecipe degli alti e bassi della sua squadra in prima categoria non è nato da un colpo di fulmine, ma è cresciuto gradualmente nel tempo, condiviso con i figli Edoardo e Gabriele, anch’essi presenti nell’organico del team vercellese e definiti da Mauro stesso …”molto più forti di me”

Mauro, parlaci della tua carriera, da giocatore e poi da dirigente.

“Come giocatore la mia e’ stata una carriera abbastanza corta e sfortunata. Ero un discreto esterno basso molto grintoso, quello sì. Ho iniziato qui a Vercelli nella Pro, non c’era ai miei tempi la Scuola Calcio e si iniziava direttamente con i Giovanissimi. Ho dovuto poi piano piano mollare un po’ anche perché ho iniziato a lavorare prestissimo, a 14 anni e per me era difficile conciliare il lavoro con gli allenamenti. Poi sai, l’età dell’adolescenza si è fatta sentire anche con me, preferivo magari il sabato sera uscire con gli amici e allora ho dovuto dire addio alla Pro. Ma la passione è rimasta: tra campionati C.S.I. comunque di alto livello e soprattutto i tornei estivi a 7 e a 11 dove giravano fior di premi e… tante zanzare mi sono ancora divertito. Peccato che poi mi sono fatto male al ginocchio, con i legamenti saltati ed il menisco k.o. ed ho dovuto fermarmi. Poi è arrivato il momento del militare, ho voluto di nuovo giocare in caserma e ho dato il colpo di grazia al ginocchio, questa volta volta definitivamente. I miei figli (Edoardo e Gabriele) hanno subito iniziato a giocare a pallone da piccoli e quindi mi sono riavvicinato ai campi sportivi, anche perché non volevo perdermi le partite di entrambi, a costo di macinare decine di chilometri nel fine settimana. Dopo che Edoardo è passato alla Virtus, è capitato che anche Gabriele sia stato corteggiato per poter giocare in prima squadra nella stessa società. A quel punto per me è stato quasi un dovere ed un piacere dare una mano in società, ma non avrei mai pensato che questo impegno diventasse per me una vera e propria passione.”

Mi hanno detto… che fai il dirigente praticamente 24 ore al giorno; ci racconti come è la tua “domenica tipo”, magari quando la Virtus gioca in casa ?
“Intanto seguo gli allenamenti in settimana e poi, tra il venerdì sera e il sabato mattina mi faccio dare dal nostro tecnico Michele Lepore la formazione, sempre che sia già pronta. La domenica mattina la sveglia suona alle 7.30 ed alle 8 sono già in sede, al campo. Tra il segnare il rettangolo di gioco, sistemare la distinta , preparare le maglie ed i palloni si fanno le 10. Poi torno a casa, faccio pranzo e rientro al campo per la gara. Se poi invece siamo in trasferta alcune cose cambiano come per esempio il trasferimento al campo: vediamo sempre chi tra i ragazzi è disponibile con i mezzi ed organizziamo le “macchinate”. Diciamo che quattro auto sono sufficienti per la trasferta. Ebbene si, sono uno di quelli che vive la partita dalle 8 della mattina alle 17-18 del pomeriggio.”

Come pensi che le società possano ripartire in futuro?
“Prima di tutto non vorrei essere frainteso proprio perché la Virtus al momento attuale è ultima in classifica: per tutto quello che è successo, il pallone per me passa in secondo piano e onestamente mi augurerei che tutto finisse qui per questa stagione. E dicendo questo non mi interessa se dal punto di vista sportivo dovessimo retrocedere. Preferisco mettere da parte il calcio rispetto a tutto il resto, anche se la federazione ha interesse di finire i campionati. Non per essere pessimista e vedere il nero dappertutto, ho anche seri dubbi nella ripartenza futura perché tante società non hanno praticamente mezzi a disposizione e non credo che gli eventuali sponsor, con i problemi che ci sono, daranno priorità al calcio dilettantistico. Io mi auguro che la federazione si metta una mano sul cuore, a cominciare dal problema delle iscrizioni per il prossimo campionato, che mi auguro siano gratuite.”

Questa stagione non è stata per voi positiva, se guardiamo freddamente ai numeri, visto che al momento siete ultimi. Che cosa vi è mancato?
“Effettivamente se guardo la classifica mi viene il magone… ma guardo anche la rosa della nostra squadra, molto giovane. Nel girone di andata non siamo mai riusciti a gestire le gare, demerito nostro chiaramente, ma è stata molte volte una questione chiaramente di testa: magari passavi in vantaggio, magari arrivavi al novantesimo con un risultato positivo, ma si veniva raggiunti e superati sempre. Sicuramente una decina di punti che li siamo mangiati così, colpa anche dell’inesperienza. Nel girone di ritorno abbiamo cominciato a fare punti e risultati, sono convinto che fino alla fine avremmo ancora potuto dire la nostra nella corsa playout. Certo, è una classifica negativa… nel passato siamo sempre riusciti a salvarci anche grazie alla presenza di giocatori con provata esperienza. Quest’anno, con una rosa giovanissima, i fatti non ci stanno dando ragione, ma il gruppo è solido e sarà una sicurezza anche per il futuro, comunque dovessero finire le cose.”

I vostri giocatori sono tutti di Vercelli o arrivano anche da fuori ?
“Sono praticamente tutti di Vercelli, salvo tre ragazzi che arrivano da Trino Vercellese.”

E concludiamo con la solita domanda finale: se un bambino volesse iscriversi alla scuola calcio e ti chiedesse un consiglio al riguardo, tu cosa gli risponderesti ?
“Sarebbe una cosa bella se un bambino mi chiedesse un consiglio del genere! Gli direi “vai, divertiti e sii contento”, che poi sono le parole che ho detto singolarmente ai miei figli quando hanno iniziato. Se poi la scuola calcio deve diventare un sacrificio e non un divertimento, una voglia dei genitori per avere dei nuovi Cristiano Ronaldo in casa, allora non va bene. Lo sport di squadra ed il calcio in particolare, senza nulla togliere agli sport individuali, ti forma, ti fa fare amicizia con altri ragazzi come te e soprattutto ti fa crescere in un ambiente sano. Questo deve essere sempre essere tenuto a mente, a partire principalmente e soprattutto dai genitori.”

Non è facile oggi incontrare persone che amano veramente questo sport e vivono questa passione senza nessun altro scopo. Ecco, Mauro Maggiolo è una di queste.

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli