Giuseppe Perziano: quando i bomber scelgono di insegnare calcio

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Caselle Pino Perziano
Pino Perziano con la divisa del Caselle

Si, si può: anche i grandi attaccanti possono diventare allenatori. Chi infatti meglio di loro conosce i segreti del campo? Chi sa cosa ci vuole per scardinare le difese avversarie e trovar pertugi dove sembra che non ci siano? Se lo deve esser detto spesso anche Pino Perziano, bomber infinito attualmente alla guida del Caselle. La sua incredibile carriera da giocatore non poteva fermarsi. Gli insegnamenti appresi e le gioie ottenute dovevano tramutarsi in qualcos’altro. Difficile immaginarlo dietro una scrivania. Pino è fatto per stare in campo, per sporcarsi le mani. Ecco perché il mestiere dell’allenatore è un abito che gli si addice alla perfezione. Tra le tante opzioni, ha scelto la più giusta. La sua vocazione è il calcio, il suo destino vincere.

Pino Perziano, qui con la maglia prestigiosa del Rivoli

Ciao Pino, come stai? Come stai passando questo periodo difficile?
Ciao. E grazie per aver pensato a me. Ho ricominciato a lavorare e questo mi aiuta: uno come me a casa dopo un po’ impazzisce.
La tua carriera è stata incredibile. Che ricordo hai dei primi tempi?
Si, hai ragione, ho davvero pochi rimpianti. Ho avuto la fortuna di esordire in Serie C giovanissimo, ad appena 15 anni. Giocavo all’Adeilade Incastro, squadra calabrese. Poi venni acquistato dal Toro, dove vinsi di tutto: campionato di Berretti (con annesso titolo di capocannoniere) e campionato di Primavera. E poi a lì ho girato un sacco di squadre, tra cui: Monopoli, Triestina, Valenzana, Savona. Ho giocato in piazze davvero importanti, segnando praticamente ovunque.
Tra tutte le emozioni che ti ha regalato il calcio, quale è stata la migliore?
Domanda davvero difficilissima. Oltre alla parentesi da professionista, ho avuto la fortuna di giocare e vincere ovunque: a Moncalieri, a Orbassano, a Saluzzo. Non saprei proprio cosa scegliere.
E la partita più bella della tua vita?
Anche questa domanda tosta. Direi una vittoria per tre a due in casa del Settimo. Vestivo la maglia del Rivoli e vincemmo per tre a due. Feci una doppietta, realizzando la rete decisiva, su punizione, al novantesimo minuto. Ho ancora i brividi. Ma sinceramente potrei elencarne altre, ho avuto la fortuna di togliermi davvero tantissime soddisfazioni.
Ora però sei un grande allenatore. Chi è il giocatore che ti ha stupito di più in questi anni?
Non ho molti dubbi: Antonio Le Pera. Un ragazzo davvero incredibile, che nonostante l’età gode ancora nel giocare a pallone. Un esempio, oltre che un piacere per gli occhi.

Pino Perziano e Zocco
Pino Perziano, con la maglia del Rivoli, in azione con Zocco, compagno di mille battaglie

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