Luca Conta sul suo Quincitava e il premio giovani: «Se sono bravi devono giocare a prescindere»

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Luca Conta, tecnico del Quincitava

Con Luca Conta i giovani giocano, a prescindere da eventuali premi, questo il suo Quincitava lo sta dimostrando da inizio anno, abbinando risultati e prestazioni. Il progetto giovani presentato nelle scorse settimane dal Comitato Regionale vede il Quincitava quinto nella classifica parziale, in piena corsa per raggiungere il premio in denaro.

Ma cosa pensa l’allenatore di questo incentivo all’utilizzo dei giovani?

Io parto dal presupposto che il giovane gioca se è bravo, in questo caso il “vecchio” può anche stare in panchina. Poi è chiaro che il nostro scopo come allenatori è quello di far crescere il ragazzo e prepararlo alle categorie, quindi va bene premiare chi li fa giocare, ma la questione non deve diventare una forzatura nell’utilizzare i giovani ai fini di arrivare al premio, in questo caso si rischia solo di mandarli al macello e bruciarli. Non tutti sono pronti subito, quindi hanno bisogno dei loro tempi di inserimento.

Quindi su cosa bisogna concentrarsi per far si che i giovani abbiano un processo graduale di crescita secondo te?

Il fulcro di tutto è il pensiero che hanno allenatore e società, chiaro che avere tanti giovani e puntare a farli giocare tanto si sposa meno con le necessità di vittoria. Per questo va sensibilizzata la figura dell’allenatore nel far giocare il giovane, perché tante volte ci si tutela mandando in campo i vecchi, più adatti a certi tipi di campionato e che possono darti una mano in più a portare via qualche punto anche nelle partita più sporche. Va anche detto che i giovani delle società che puntano alle vittorie dei campionati son tutti ragazzi che alle spalle hanno settori giovanili importanti, quindi più abituati a certi tipi di spogliatoi e “pressioni”. L’ideale è investire sui tecnici delle giovanili come si fa con quelli delle prime squadre e gli allenatori devono essere bravi ad adattarsi alla categoria.

Al Quincitava nessuno ti chiede di vincere il campionato, quanto aiuta questo nel poter lavorare con i giovani?

Molto, come ho detto prima ci sono società che non possono permettersi di aspettare il giovane perché hanno investito tanto per far la squadra. Noi non abbiamo questo assillo e eventuali passi falsi dovuti all’inesperienza possiamo anche reggerli. Va detto che in questo modo è possibile avere un certo tipo di progettualità, perché stiamo già valutando dei 02 che il prossimo anno potrebbero giocare e i 01 avranno già un anno di esperienza in categoria. Se poi contiamo che i vecchi della squadra sono dei 96 o 97, ci sono molti margini di crescita.

Si parla anche di una possibile riduzione del numero dei fuoriquota obbligatori, cosa ne pensi?

Io credo sia importante avere la regola per far giocare i giovani, ma non si deve forzare il loro utilizzo. Quindi come è ora secondo me va bene, almeno per la Promozione, dove il giovane si può adattare un po’di più. Forse per l’Eccellenza è un po’ diverso, perché il campionato è un po’ diverso e se il ragazzo non è pronto può diventare un problema.


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