Michele Spoto, made in San Mauro

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Spoto, San Mauro
Michele Spoto, bomber del San Mauro

La stagione del San Mauro sta andando ogni più rosea aspettativa ma guai a pensare che la locomotiva gialloblù sia nel gruppo di testa del girone D di Promozione per sbaglio; la squadra di Piazzoli è un gruppo molto giovane e compatto che si diverte e fa divertire. Il primo obiettivo della salvezza è stato ormai raggiunto e ora nulla vieta di sognare in grande specialmente se si ha a disposizione il bomber del campionato Michele Spoto, 14 reti in 18 presenze con la media di un gol ogni 109 minuti. Il classe 1996 è un prodotto a km 0, essendo nato proprio a San Mauro Torinese, e si gode il momento raccontandosi tra passato, presente e futuro.

Partiamo dalla grande annata che sta facendo il San Mauro, ve lo aspettavate?
Ci avevano dato tutti per spacciati ma neanche noi avremmo potuto pensare di essere qui a questo punto della stagione; siamo tutti giovani e usciamo anche insieme fuori dal campo, penso sia questo il segreto. Non abbiamo la struttura economica per fare un campionato del genere ma siamo lì.

Sei il nuovo capocannoniere del campionato
Quest’anno sto segnando più degli altri anni, ho trovato un gran compagno come Di Vanno che anche domenica mi ha fatto assist; in due abbiamo fatto 25 gol sui 40 complessivi della squadra, non male. L’anno scorso ho fatto nove reti ma un infortunio alla schiena mi ha bloccato, in questa stagione sto avendo una cattiveria che non ho mai avuto, è un fattore di maturazione; prima non sentivo il bisogno di segnare sempre mentre ora me la godo.

Quanto è importante la squadra per questo traguardo?
Devo tantissimo alla squadra; Stocco è un ragazzo che ascolta, in passato ho avuto compagni che hanno usato il bastone e la carota con me, io e Di Vanno stiamo facendo lo stesso con lui, è un buon giovane che può crescere tanto così come Pozzana che ha delle qualità importanti per questa categoria. Dietro ci affidiamo a nostro ‘padre’ Salerno perché è un amico prima di tutto, un ragazzo con delle qualità umane enormi che ci aiuta, lo rispetto per come gioca; così come Infantino, penso che siano una delle migliori coppie difensive. Ultimamente prendiamo un po’ troppi gol ma la colpa è di tutti perché si difende in undici.

Cosa sta dando Piazzoli a questo gruppo?
Piazzoli arrivato al San Mauro ha detto che si voleva divertire ed è così perché ci sta tenendo uniti; è un personaggio a cui piace scherzare, conosce benissimo le altre squadre e per me è una grande persona. Ha portato la spensieratezza che l’anno scorso non c’era, non ci pesa fare qualcosa per lui, anche quando dobbiamo correre lo facciamo con il sorriso. Per dirne una dieci minuti prima della partita con il Derthona eravamo lì nello spogliatoio a scherzare, in altri ambienti c’è tensione prima di una gara così importante.

A proposito di Derthona sta un po’ faticando ultimamente, secondo te perché?
Hanno giocatori forti e per questo molte pressioni, devono essere bravi a reggere queste pressioni; devono salire per forza e sono pagati per vincere, all’intervallo dello scontro diretto sul 2-1 per noi il loro allenatore gli ha proprio detto questo. Comunque una squadra come la loro fa bene alla Promozione, hanno un tifo spettacolare. Bisogna stare attenti anche alla Cbs, un bel gruppo di giovani, hanno l’età media più bassa del campionato ma in generale ora in Promozione quasi tutte le squadre stanno utilizzando giovani perché i giocatori forti costano.

Nel 2014 il passaggio dagli Allievi in Prima Squadra, un’intuizione di Vito Bellantuono
Arrivavo da una stagione agli Allievi del Lucento in cui giocai poco perché non stavo bene con me stesso, volevo anche smettere quell’anno ma pensai di andare al San Mauro. Un giorno di questi Bellantuono, allora allenatore della prima squadra, mi guarda e mi chiede se ho scarpe e pantaloncini a portata di mano, nell’amichevole feci una doppietta che lo convinse a portarmi in prima squadra. Alla prima giornata di campionato si infortuna il bomber Collimato e mi lancia in campo, feci 20 gol in Prima Categoria a 16 anni. L’anno dopo sono andato in Serie D alla Pro Settimo Eureka e lì ho visto vero calcio. Bellantuono quando parla di me si vede che gli luccicano gli occhi ma deve stare tranquillo che anche io parlo bene di lui, lo dovrò sempre ringraziare.

Com’è avvenuto il ritorno al San Mauro?
Alla Pro Settimo ebbi poco spazio ma l’anno dopo mi riconfermarono e a gennaio andai in prestito all’Alpignano con cui ho vinto la Coppa Italia contro il Casale con una mia doppietta in finale; ho fatto ancora un altro anno all’Alpignano e da due anni sono tornato al San Mauro.

Cosa ha in mente per il futuro Spoto?
Spero che questa stagione sia un trampolino di lancio per me e per i miei compagni, mi piacerebbe arrivare alla sfida finale contro il Derthona con il campionato in tasca ma sarebbe comunque fantastico giocarsela all’ultima in casa loro con più di mille tifosi. San Mauro è un’isola felice, i pagamenti sono sempre puntuali e non c’è pressione, il presidente Angelicchio è una persona unica. Abbiamo tutto per fare bene, ci siamo parlati con i compagni e probabilmente sarà l’ultimo anno che giochiamo insieme ma spero di trovare la soluzione giusta con il San Mauro; a dicembre ho ricevuto offerte dall’Eccellenza ma ho rifiutato perché non avrei potuto lasciare la squadra a metà stagione, poi il mercato chiudeva il 14 e il 16 c’era una partita che non volevo perdere.

Il giocatore a cui ti ispiri, un modello di riferimento?
Io non nasco prima punta, il mio giocatore preferito è Ronaldo il Fenomeno perché anche lui non era una prima punta classica; puoi chiedere a Talamo, con cui sono molto amico, che il sabato sera mi guardo cento video di Ronaldo. Tra quelli in attività mi piace Cavani, penso sia proprio un animale dell’area, uno dei pochi attaccanti completi.


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