5 Agosto 2020 - 13:16:38

Promozione, la vittoria più grande di Mauro Guaraldo

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Roberto Bucci
Roberto Bucci
"Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio"

«Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti», si può e si deve partire da questa frase storica pronunciata da Arrigo Sacchi per raccontare il percorso che ha dovuto affrontare l’attuale allenatore della Gaviese, Mauro Guaraldo.
Lui che sia da giocatore e tecnico ha disputato tante sfide nell’ultimo trentennio sui campi piemontesi e lombardi, due anni fa si è trovato davanti l’avversario più difficile ovvero un tumore; più precisamente il Linfoma non Hodgkin, un tumore maligno che origina dai linfociti, cellule principali del sistema immunitario.
Una notizia terribile nella vita del tecnico con patentino UEFA A che ha allenato le giovanili della Sampdoria e dell’Alessandria, oltre ad aver salvato l’Oltrepovoghera pieno di giovani in Serie D prima di ricominciare dalla Gaviese, di cui è stato capitano dal 2002 al 2007, dopo aver sconfitto il male e che quest’anno compie cento anni di storia; ha voluto a tutti i costi essere lui l’allenatore durante questa ricorrenza.
Mesi terribili con l’operazione, la chemioterapia e la radioterapia; il primo pensiero è stato la morte «La prima cosa che ho pensato è stata la possibilità di abbandonare la mia famiglia e che mondo ci sarebbe stato dall’altra parte; in queste situazioni non sai quanto tempo ti rimane. La cosa più brutta è stata la chemioterapia, ho perso i capelli e la fiducia. Un semplice fastidio alla gamba mai avrei pensato si potesse trasformare in questo».
Momenti terribili superati grazie ai suoi unici due amori, la famiglia e il calcio «La famiglia e la voglia di tornare sono stati fondamentali; il tumore cammina , ti prende spazio e tempo. Se tu molli ti prende, o tu o lui».
L’ha vinta lui la battaglia ed è tornato ad allenare a casa, che per lui si chiama Gaviese ma il suo obiettivo è quello di tornare ad allenare tra i professionisti e per questo vuole lanciare un messaggio «Non bisogna mollare mai, ognuno di noi deve porsi un obiettivo; il mio è farmi notare per tornare tra i grandi, grazie a questa spinta ho vinto. Ho fatto il corso a Coverciano nel 2006 per il UEFA A con Simone Inzaghi, Moreno Longo, Zeman; con Inzaghi siamo rimasti in buoni rapporti e mi ha scritto quando ha saputo della brutta notizia. Avrei il piacere di incontrare Vialli e Mihajlovic anche. Il mio è un monito anche per dire che ci sono tanti bravi allenatori tra i dilettanti, seri e preparati».
Il calcio come arma contro un male più grande «Spero che il mio percorso e la mia testimonianza siano un esempio positivo per tante persone che stanno male. Sognare aiuta a vivere». Un esempio di guerriero con valori importanti che cerca di trasmettere alle sue due squadre perché, oltre alla prima squadra in Promozione, Guaraldo da qualche mese ha preso la guida anche dell’Under 19 che ben sta figurando nel girone D con il terzo posto in classifica che varrebbe le fasi finali. Tanti di quei ragazzi la domenica fanno gli straordinari con i biancogranata che sono una delle squadre con l’età media più bassa del campionato e propone un calcio brillante.

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