10 Agosto 2020 - 20:49:08

Ndoci, gesto da campione: toglie un’espulsione agli avversari

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Roberto Bucci
Roberto Bucci
"Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio"

Minuto 36 di Castiglione-Ciriè, big match del girone E di Seconda Categoria: gli ospiti hanno appena pareggiato con un rigore trasformato da Ndoci, nell’azione successiva lo stesso bomber ha un battibecco con Marotta, a seguito di un fallo subito da Musa, in cui volano insulti e l’arbitro sentendosi preso in causa decide di espellere quest’ultimo.

ndoci2Ndoci, capitano dei nerazzurri, con grande Fair Play però gli comunica che gli insulti erano rivolti a lui e non al direttore di gara che così decide di revocare l’espulsione. L’attaccante albanese racconta così l’episodio: «Avevamo appena pareggiato grazie a un rigore che mi sono procurato e ho segnato; l’azione dopo Musa è intervenuto su di me con un calcione che mi ha costretto poi ad abbandonare il campo, se non avessi saltato avrei avuto conseguenze più gravi. Io di solito non mi arrabbio quasi mai – continua Ndoci – ma in quell’occasione ho avuto da ridire perché ho rischiato davvero di farmi male, in difesa del compagno è arrivato Marotta dicendomi di non insultarlo con conseguenti epiteti e l’arbitro l’ha espulso pensando ce l’avesse con lui. A me è sembrato giusto fare questo gesto perché non volevo rovinare una partita importante per un errore, anche se a noi avrebbe fatto comodo. Poi a Castiglione ho giocato per due anni lasciandomi in buoni rapporti e sono amico con tanti ragazzi tra cui lo stesso Marotta».

Alla fine la partita è stata vinta dai padroni di casa per 2-1 portando il Ciriè alla seconda sconfitta di un campionato fin qui stradominato con 36 punti, frutto di dodici vittorie e solo due sconfitte: «Ultimamente siamo un po’ in difficoltà per via di qualche infortunio specialmente a centrocampo; domenica forse non abbiamo meritato la sconfitta e, senza presunzione, se fossi rimasto in campo magari non sarebbe successo ma faccio i complimenti a loro perché sono una grande squadra e con questa vittoria hanno riaperto il campionato. Penso che in caso contrario lo avremmo chiuso perché saremmo andati a più quattordici ma va bene così».

Davide De Vita, tecnico del Ciriè
Davide De Vita, tecnico del Ciriè

Il condottiero di questa corazzata ha un nome e cognome, Davide De Vita, che Ndoci può solo elogiare: «De Vita è un allenatore e una persona che stimo tantissimo, è lui che due anni fa ha voluto fortemente che sposassi il progetto Ciriè e guidassi il gruppo in Seconda Categoria. Mi trovo benissimo in questa società, la squadra è giovane ma sono tutti ragazzi disponibili che mi seguono tanto, essendo il più anziano, anche negli allenamenti e per me faranno tanta strada; siamo messi bene in attacco con Solazzo, Pistone, Del Verme e il nostro obiettivo ora è vincere il campionato per salire in Prima Categoria».

Il centravanti albanese fa Edinho di nome, una scelta del padre in onore del difensore brasiliano che ha militato anche in Serie A nell’Udinese tra il 1982 e il 1987: «La mia famiglia ha sempre tifato Brasile; nei Mondiali del 1978, l’anno prima che nascessi io, Edinho era il difensore titolare della nazionale verdeoro, mio padre se ne innamorò e volle chiamarmi come lui. Ormai sono 23 anni che vivo in Italia, sono sposato con un’italiana e sei anni fa ho preso anche la cittadinanza».

Essendo un tifosissimo verdeoro i suoi idoli calcistici sono giocatori che hanno fatto la storia di questa Nazionale e che la stanno facendo: «Mi è sempre piaciuto Denilson oltre ai mitici Ronaldo e Ronaldinho; ora il mio preferito è Neymar, penso che sia un giocatore straordinario. Preciso non mi paragono a loro perché sarebbe come mettere a confronto una 500 con una Ferrari».

Tornando all’attualità è una stagione importante anche dal punto di vista realizzativo con nove gol segnati fin qui, molti pesanti, ma potrebbe anche essere l’ultima sui campi di gioco per il classe ’79: «Si è una stagione importante ma penso sarà l’ultima perché ho parecchi acciacchi che non mi lasciano tregua; ora mi è tornato il dolore all’inguine già avuto a novembre e forse dovrò stare fuori due settimane. Io vorrei fare con tutto il cuore la Prima Categoria con questa squadra però questi problemi mi stanno affliggendo e già ora mi dispiace fare una partita sì e tre no, fa male stare seduto in panchina. La mia carriera comunque l’ho vissuta, ho fatto la Serie D con il Volpiano a inizio millennio poi Eccellenza tra Santena e Cambiano, Promozione a Chivasso, Prima con il Caselle e Seconda con il Corio dove ho vinto il campionato e sono stato notato da mister De Vita. Per ora è una sensazione, nulla di ufficiale ancora; ci penserò bene».

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