21 Aprile 2021

Storie di Stadi: il Piero Gasco di Mondovì, culla dello sport monregalese

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L’attuale stadio comunale di Mondovì, intitolato al dott. Piero Gasco, è l’evoluzione del campo sportivo realizzato nell’allora nascente rione Altipiano negli anni 1935-37 accanto alla palestra della GIL (Gioventù Italiana del Littorio), progettata in puro stile Mussolini dall’architetto romano Costantini su terreni agricoli di cascine di periferia.
Tale stadio, dotato di regolare campo da calcio, di pista ad anello per le corse, di settore per i salti, oltre che di spogliatoi e di una prima tribuna, favorì l’emergere di validi atleti del territorio. Quella fioritura di sport fu però una breve stagione, presto condizionata dalla guerra dichiarata nel giugno del 1940.
Il complesso della GIL fu inaugurato il 5 dicembre 1937: presenti il vice-segretario nazionale del PNF Dino Gardini, il federale di Cuneo Bonino, il podestà Dardanelli, il segretario del fascio locale Tavecchio, l’anziano senatore Viale. Su quel campo si radicò il sabato fascista per fitte schiere di ragazzi e ragazze in divisa. Il mattino della domenica si svolgevano le istruzioni paramilitari per Avanguardisti e Giovani Italiane. E gli elementi più ligi e promettenti potevano sperare d’essere inviati a Roma per i Campi Dux.

Storie di stadi: lo stadio Piero Gasco di Mondovì.
Lo stadio Piero Gasco di Mondovì.

Prima del 1937, gli allenamenti e le gare sportive si svolgevano su strade e piazze del centro cittadino.
Il gioco del calcio fu scoperto dai monregalesi il 14 agosto 1910 con un primo confronto su un prato del vicino Santuario di Vicoforte fra quattro squadre, due locali e due no; e la nuova disciplina – è il caso di notarlo – prese presto piede. Successivamente, negli anni del Regime, l’Enciclopedia Treccani tentò di fare ombra al foot-ball degli inglesi rivendicando a Mondovì l’invenzione della “pillotta”, un’antenata del calcio documentata già negli Statuti monregalesi del 1415. Comunque, fin dal 1910 a Mondovì si prese la palla al balzo chiedendo una “pista per lo sport” in città, o nei suoi pressi: essa venne realizzata nel rione operaio di Carassone, dove, per decenni, fino al 1937, ospitò confronti di numerose squadre anche importanti, Juventus compresa.

Un volantino del 1961 che invitava gli appassionati monregalesi all'incontro di campionato della Carassonese contro il Cuneo
Un volantino del 1961 che invitava gli appassionati monregalesi all’incontro di campionato della Carassonese contro il Cuneo.

Terminato il secondo conflitto mondiale (1945), a Mondovì esplose di nuovo la voglia di sport, specie del calcio, grazie a dirigenti appassionati, a validi allenatori, a giocatori nuovi o reduci dalla prigionia e dalla lotta di Resistenza. Vennero allora in auge l’USM, Unione Sportiva Monregalese, e la Società Aurora. Eugenio Turco e Aldo Cattaneo furono tra gli allenatori più in vista, più competenti e di lungo corso. Il medico carassonese dottor Piero Gasco si fece sostenitore di una squadra ovviamente battezzata “Carassonese”, che dai primi anni del 1950 durò per svariato tempo, passando poi dal campo iniziale di Carassone allo Stadio Comunale sull’Altipiano, che venne rilanciato e dotato di nuove strutture. Intanto anche tanti altri atleti – maschi e femmine – e diverse società, iniziative e manifestazioni si misero in luce in vari sport: la Pro Mondovì, il G. S. Valeo su un campo in zona industriale presso l’omonimo stabilimento (attuale Centro Sportivo Monregale di corso Francia); dal 1971 una Virtus che rilanciò lo storico campo di Carassone. Ma giustamente lo stadio comunale dell’Altipiano fu intitolato al dottor Gasco.

 

CHI ERA PIERO GASCO

Personaggi illustri del Calcio monregalese, padri dell'U.S. Carassonese Mondovì in una foto del 1953 Eugenio Turco, Piero Gasco e Aldo Cattaneo
Personaggi illustri del Calcio monregalese, padri dell’U.S. Carassonese Mondovì (1953): in ordine, Eugenio Turco, Piero Gasco e Aldo Cattaneo

Un medico umanista e mecenate (1913-1991) innamorato del suo rione natale, il borgo popolare e operaio di Carassone. Reduce dall’internamento in Germania come il suo infermiere di fiducia, Cecco Barberis – che fu suo stretto collaboratore anche sul campo e nello spogliatoio della squadra – sostenne generosamente iniziative culturali, istituzioni, e con particolare dedizione e assiduità, lo sport in varie espressioni: oltre il calcio, suo primo amore, il tennis, le bocce, il ciclismo…

LA SVOLTA

Storie di stadi: tribuna del Gasco gremita di tifosi.
Tribuna del Gasco gremita di tifosi.

A metà degli anni ’90 avvenne un’importante ristrutturazione: sul lato del campo opposto alle scuole si costruì una gradinata per ospitare 400 persone, portando la capienza a oltre 1000 spettatori seduti, con ampi spogliatoi, infermeria, locali di servizio e magazzini. Le stanze trasformate in spogliatoio fino a quel momento vennero restituite nel loro utilizzo al complesso scolastico e lo storico botteghino di via Risorgimento fu trasferito sul lato opposto all’angolo di via Piemonte con un nuovo ingresso riservato agli atleti. Fu così eliminata la pista di atletica e vennero ampliati i vialetti per il pubblico.

Nel nuovo millennio, dando seguito alle antiche tradizioni di accogliere i ritiri di squadre professionistiche (Torino, Sampdoria, Genoa e addirittura la nazionale del Costarica dei Mondiali ’90), dal 2012 in avanti la città di Mondovì ha ospitato una parte del ritiro estivo del Torino FC con la collaborazione della società di casa e del volenteroso Toro Club. Con tutta probabilità, arrivando a contare oltre 2000 spettatori, sono stati questi gli appuntamenti di maggiore afflusso della storia del Gasco.

Storie di stadi: amichevole del Torino FC al Piero Gasco.
Amichevole del Torino FC al Piero Gasco.

Oggi continua a dar lustro regolarmente agli incontri casalinghi della squadra maggiore (militante in Seconda Categoria) e Juniores della Monregale – dopo la storica Carassonese si sono avvicendate numerose fusioni dando vita a diverse società fino a quella attuale fondata nel 2016. La dirigenza ha potenziato il già citato Centro Sportivo di corso Francia per quanto riguarda gli allenamenti e l’attività delle numerose squadre giovanili, riservando al suo Stadio quel profumo di calcio di un tempo passato e dal fascino indimenticabile sia per chi ha calcato quell’erba, sia per chi ha semplicemente assistito dagli spalti a memorabili momenti di sport locale.

 

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Si ringrazia per l’aiuto e la disponibilità tutte le persone che hanno aiutato a questa ricostruzione: in particolare, Franco Degrandis e il professor Ernesto Billò.


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