8 Maggio 2021

Valerio Doria: il Biondo che non passa mai di moda

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Palmares: 5 campionati di Prima Categoria, un campionato di Promozione e una coppa Italia di Promozione. Ecco come presentare Valerio Doria. Icona del calcio Piemontese, difensore d’altri tempi. Una carriera incredibile, costellata da tantissime vittorie. I momenti da ricordare sarebbero moltissimi e un articolo, francamente, non risulterebbe affatto sufficiente. Ecco perché, nell’intervistarlo, abbiamo scelto di proporre a Valerio domande precise. E le risposte, nel loro alto grado di interesse, ci hanno consentito di ripercorrere alcune tappe decisive degli ultimi vent’anni di calcio Dilettantistico. Avventure che il “Biondo” ha intrapreso con compagni di viaggio memorabili. Doria stenta a nascondere l’emozione, che trapela infatti dalle sue parole in maniera evidente. A emergere è la passione di un bambino che ancora si diverte a prendere a calci un pallone e che di smettere, sinceramente, non ne vuole sentire parlare.

Ciao Valerio, come sta andando per te questo difficile momento? Come stai?
Sto bene, grazie. Come per tutti, è un momento difficile, ma lo sto sfruttando per godermi la mia bambina appena nata. Il pallone in questo momento è secondario, la salute è vitale.
Hai giocato con calciatori molto forti. Chi è stato, invece, il più tosto che hai dovuto affrontare?
Come hai detto, sono stati proprio tanti. Dovessi sceglierne uno, ti direi Luca Perri. Era un attaccante difficilissimo da affrontare, temibilissimo sulle palle alte. Era davvero una guerra contro di lui. Non ci siamo mai risparmiati dei colpi duri, ma l’ho sempre rispettato molto. Lo considero uno dei migliori attaccanti che c’era in circolazione
A quali allenatori sei più legato? Chi ti ha lasciato qualcosa di più?
Due su tutti: Giovanni Cantagallo e Paolo Scirè. Il primo mi ha formato da un punto di vista caratteriale, rendendomi più sicuro delle mie capacità e di me stesso. Il secondo, invece, ha arricchito incredibilmente le mie conoscenze da un punto di vista tecnico e tattico, allungandomi la carriera grazie a preparazioni fisiche eccezionali. Ci tengo a nominare anche Piero Casalis: uomo vero.
Hai vinto tantissime partite nella tua carriera, alzando più volte dei trofei importanti. Eppure, ci dev’essere una partita che ricordi in maniera limpida: qual è?
Si, è vero, ho avuto il piacere di vincere spesso in questi anni. Nonostante abbia vinto molto, la partita che ricordo con più piacere è ua sfida salvezza. Ero a Pavarolo, in Promozione e giocavamo contro il Leinì. Il risultato era sul tre a tre e, nei minuti di recupero, ho realizzato la rete del definitivo 4-3. Era da poco mancato mio padre e sono corso verso la tribuna per esultare con i miei cari. Ho incrociato lo sguardo con quello di mia madre, emozionandomi un sacco. Rappresenta davvero un ricordo dolcissimo, emozionante ancora oggi.

Il Biondo in azione con la maglia dell’Esperanza

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