10 Aprile 2021

Alessandria Under 15: La storia infinita di Fabio Marletta e il Libarna, i 2006 pronti a stupire

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«Il Libarna è tutto». Per Fabio Marletta, approdato alla società rossoblù 18 anni fa e Responsabile del Settore giovanile da 15, non può che essere così. Un progetto di vita e un impegno continuo portato avanti con la stessa passione del primo giorno. «Quando sono arrivato c’era solo la Juniores, la società mi aveva chiesto di costruire il Settore giovanile, che è diventata la mia creatura, non potrei lasciarla».

LA carriera DI FABIO MARLETTA

La prima squadra allenata dall’attuale tecnico dei 2006 al Libarna sono stati gli Allievi 1989-1990, con cui Marletta ha vinto al primo colpo il campionato provinciale. L’anno successivo è stata la volta della Juniores Regionale, con lo stesso gruppo, seguito per un altro biennio. Poi è la volta dei 1999, un’annata che segna indelebilmente la carriera dell’allenatore rossoblù. «Quando mi misi alla guida dei ragazzi del ’99 erano Piccoli Amici. Con loro mi sono tolto grosse soddisfazioni, li ho seguito fino alla Juniores. Eravamo una squadra importante, siamo arrivati a giocarcela con squadre come il Chisola nei Regionali. Per una realtà provinciale come la nostra, disputare un campionato con squadre di quel blasone e farlo in maniera costruttiva è stato un segnale importante».

Fabio Marletta con i Giovanissimi 1999

Terminato un ciclo importante come quello dei 1999, Fabio Marletta ha virato sui 2006, allora Esordienti, nella stagione 2018-2019. «Era una squadra risicata a livello numerico, ma pian piano abbiamo preso i nostri riferimenti». Il gruppo ha dimostrato al tecnico di poter crescere molto, partendo da una buona base e dalla voglia che i ragazzi mettono in campo». Il passaggio dalla Scuola calcio al Settore giovanile, sotto l’occhio vigile di Marletta, ha mostrato i frutti di questa crescita. «Nel campionato Under 14 abbiamo iniziato bene – prosegue il tecnico – A livello di classifica abbiamo raccolto anche meno di quanto avremmo meritato per qualche pareggio di troppo, ma abbiamo perso solo due volte (contro Boys Calcio e Valenzana Mado, ndr)».

Con queste premesse, l’obiettivo dell’attuale stagione era quello di poter migliorare i risultati della scorsa annata, terminata con il quinto posto nella delegazione di Alessandria a quota 27 punti. Fabio Marletta infatti in 20 anni di carriera non si è mai nascosto: «L’importante non è partecipare, è vincere. La crescita dei ragazzi passa anche dall’importanza data al risultato. In più per una realtà provinciale come la nostra il frutto del Settore giovanile deriva da questo: se una squadra vince con costanza, più ragazzi vorranno venire a giocare in quella società. Far bene è una vetrina per la società e per i giocatori, che si mettono in mostra e raccolgono i risultati del loro lavoro».

LA ROSA DEI 2006

Affinché ogni ingranaggio di una squadra funzioni, serve uno staff tecnico unito alle spalle, come quello a disposizione dei 2006. Ad aiutare Marletta infatti, ci sono il vice allenatore Enrico Bellardino e il preparatore dei portieri Abdellatif Dandane.

A sinistra Enrico Bellardino, vice allenatore, a destra Fabio Marletta, allenatore dei 2006

I moduli usati in avvio stagione sono stati prevalentemente due: «Molto è dipeso dal numero di ragazzi a disposizione, specialmente in questo momento – ammette Marletta – Noi usiamo maggiormente il 4-3-3, ma abbiamo alternato anche il 4-4-2». L’avvio di campionato dei 2006 (5 punti in 3 partite, vittoria con l’Atletico Acqui e pari con Audace Boschese e Valenzana Mado) aveva soddisfatto il tecnico, fiducioso sul campionato che avrebbero potuto disputare i suoi. Merito di una rosa competitiva, in ogni suo reparto.

Tra i pali si alternano tre numeri uno. Emiliano Primo è un ragazzo dalle doti tecniche elevatissime, il classico portiere matto, che alterna parate esagerate a qualche intervento più rischioso, un giocatore che sa fare la differenza. Lorenzo Gandini ha fisico e attitudine da numero uno: avendo iniziato solo un anno e mezzo fa, molto del suo bagaglio personale deriva da una sua naturale predisposizione per il ruolo. L’ultimo arrivato è Filippo Barbagelata, classe 2007, un ex Novese pronto a farsi vedere sul campo. In difesa il perno sulla destra è Raul Roso, terzino estremamente diligente in marcatura, per questo motivo un valore aggiunto nei momenti di difficoltà della retroguardia. Può giocare sulla fascia, ma più spesso è adoperato come centrale Sebastiano Niero, un ragazzo dal fisico minuto, che ha saputo fare di necessità virtù in marcatura: non si stacca mai dall’avversario, gli toglie il respiro. Gestisce la manovra difensiva in maniera impeccabile Vincenzo Ventorino: in lui è innato il senso della posizione, che esprime nel suo gioco e nel saper ordinare i compagni, a questo si aggiunge la sua arma letale, il colpo di testa. Lo affianca Reda Dandane, l’esplosività fatta difensore, un centrale capace di sfruttare al meglio la sua forza fisica. Sulla fascia sinistra il mancino Tommaso Lavezzato: corsa importante e piede elegante, doti che mette a disposizione dei compagni con costanza. Chiude il reparto Samuele Nicodemo, classe 2007. Gli infortuni di inizio stagione lo hanno rallentato, ma il centrale ex Pozzolese è pronto a entrare a pieno regime nelle trame rossoblù.

In mezzo al campo si staglia Mohammed Saita, il cuore del centrocampo. «Fa sia la fase difensiva che quella offensiva – conferma Marletta – Lo trovi in qualunque parte del campo, è importante per la nostra autonomia di squadra». Alla sua destra ecco Davide De Biase, che si contraddistingue per una presenza fisica notevole e un temperamento grintoso, che riesce a coordinare con la giusta tecnica. Sul versante opposto c’è una vera scheggia, Mattia Notarianni, specializzato in dribbling ubriacanti. Un factotum imprescindibile è Frankye Cunalata. Nato portiere, Frankye ha espresso poi il desiderio di giocare in mezzo al campo, un nuovo ruolo in cui si è subito dimostrato devastante: salta l’uomo con facilità, gioca sia come regista che come esterno, non dando mai riferimenti all’avversario. Ma non è finita qui, perché il reparto è ricco e conta ancora due nomi importanti: Elmahdi Nourani, più propriamente un centrale, con un buon bagaglio tecnico da sfruttare e Gabriele Carrozzi, un altro Bolt, capace di saltare l’uomo e di spaziare per tutto il centrocampo.

Il parco attaccanti non delude certamente le aspettative. Il ruolo di prima punta è ambitissimo e vede diversi talenti in rosa. Tommaso Borgoglio nasce come numero 9, ma ha le qualità per poter essere impiegato anche come esterno di centrocampo. Tommaso ha il merito di saper calciare da qualunque posizione, grazie alla sua tecnica e alla sua rapidità che gli permette di bruciare gli avversari: il suo tiro è stato letale per tanti portieri. Adam Asshite è «un giocatore d’altri tempi» sia per fisico che per senso della posizione, con la giusta cattiveria agonistica può diventare un osso duro per tutti, specialmente con i suoi colpi di testa. Sebastiano Riga è un centravanti di posizione, può diventare famelico in area di rigore. Esterno alto sulla destra è l’estro in persona, Samuele Bellardino: «È un giocatore da playstation, non molla mai, ha quattro polmoni in corpo». Spazia in tutto il reparto, ma anche lui è un rapace d’area, Aymane El Amraqui, fino all’anno scorso impegnato sia nel calcio che nell’atletica. Questa sua seconda passione gli ha permesso di essere devastante, specialmente in contropiede, e lo rende il perfetto spaccapartite. Infine, due elementi ancora tutti da scoprire. Houssam El Azizi è un 2007 di prospettiva, sempre presente e disponibile per i compagni, che sta facendo esperienza e può crescere ancora molto, Pietro Gemme infine, arrivato quest’anno, è un esterno destro molto volenteroso, che punta a imporsi nel reparto offensivo.


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