21 Aprile 2021

Atletico Acqui Under 15: esordio per Marco Pesce nei Giovanissimi, i 2006 la sua carta vincente

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Allenare la squadra della propria città: il riconoscimento più grande per chi, come Marco Pesce, è legato indissolubilmente alle proprie origini. Nato nel 1974, il tecnico da questa stagione è entrato nell’organico allenatori dell’Atletico Acqui, che gli ha affidato la guida dei 2006 nel campionato provinciale di Alessandria. «Mi trovo molto bene – esordisce l’allenatore – Sono in una società che lavora in stretta sinergia con l’Acqui, e con cui condivido i miei obiettivi primari: insegnare ai ragazzi e farli crescere il più possibile». In 15 anni di carriera, Pesce si è dedicato sempre ad Allievi, Juniores e Prima Squadra. La guida dei Giovanissimi è quindi un’esperienza del tutto nuova, che il tecnico sta affrontando con serietà e passione: «L’anno scorso questa squadra ha disputato i Regionali tra le seconde squadre, un’esperienza per certi versi formativa e per altri proibitiva. Bisognava dare fiducia ai ragazzi, preparandoli ad un eventuale salto nei Regionali con l’Acqui».

Davanti a sé Marco Pesce ha trovato un gruppo appassionato, pronto a mettersi in gioco, e con un spirito di abnegazione impagabile. Ottimi ingredienti per costruire un futuro radioso. Le uniche tre partite giocate hanno dimostrato le possibilità di questo Atletico Acqui. Tolta la prima sconfitta con il Libarna, una squadra insidiosa anche per la sua fisicità, sono arrivate due vittorie, con CTSPRO e Castelnovese. «La prima partita non ce la siamo giocati bene fisicamente, il gap era importante, noi siamo più piccoli. Poi c’è stata la vittoria alla seconda uscita che ha portato fiducia, e il bis è arrivato sull’onda di quell’iniezione di consapevolezza nei propri mezzi». I 2006 dell’Atletico Acqui hanno quindi trovato il proprio equilibrio, grazie ai loro mezzi e alla determinazione del tecnico: «Le giovanili danno la possibilità di insegnare qualcosa, per questo quando l’Atletico Acqui, la squadra della mia città, mi ha offerto questa possibilità, non potevo dire di no. Da allenatore ho avuto tante esperienze belle a partire da quella all’esordio con la Juniores del Bistagno Valle Bormida, ma le migliori soddisfazioni arriveranno con le giovanili, proprio perché si può toccare con mano la crescita dei ragazzi»

LA ROSA DEI 2006

«Ho la fortuna di allenare una rosa con una buona predisposizione tecnica per proporre un bel gioco palla a terra» spiega ancora Marco Pesce. Dopo i primi tentativi a inizio stagione con una difesa a 3, il tecnico ha virato su una difesa a 4, che è riuscita a garantire più stabilità alla squadra. Tutto il gruppo si è subito messo a disposizione del suo timoniere, che è riuscito a plasmare una realtà coesa, tanto negli allenamenti quanto in partita.

A difendere la porta c’è il duo formato da Simone Cazzola e Dionysis Papagianni. Per entrambi vale un discorso a monte fatto da Marco Pesce: «I portieri che provengono dalla scuola Acqui partono con un grosso vantaggio, perché a loro viene data molto attenzione da subito e questo li prepara in modo scrupoloso». Simone è un numero uno molto tecnico, Dionisys invece è più pronto fisicamente. I due sono complementari: «Devo dire che non ho mai riscontrato difficoltà con nessuno dei due» sottolinea il loro tecnico. La retroguardia vede molti elementi di spicco. I terzini destri di riferimento sono Edoardo Grosso, un esterno che aiuta spesso i centrali in copertura grazie alla sua precisione, e Giovanni Trivigno, un elemento dotato di grande atletismo, su cui sarà possibile fare un gran lavoro di crescita. Abbondano i centrali. Andrea Matarese è quello più pronto fisicamente, e riesce a sfruttare una velocità importante. Federico Vercellino fa della sua intelligenza la sua arma di battaglia, come ci racconta Pesce: «Capisce bene come giocare sui suoi punti forza e non su quelli deboli. È la sorpresa in positivo della squadra». Poi spazio a Giovanni Ghiglione, una garanzia sull’uomo e sulla marcatura. Infine, ecco Viktor Sokolov, l’ultimo arrivato nella retroguardia, ma non per questo da non tenere d’occhio, viste le sue doti tecniche. Chiude la linea a quattro il terzino a sinistra, Matteo Scibetta, un giocatore dal grosso potenziale sia a livello tecnico che fisico, capace di fare tranquillamente tutta la fascia.

In mezzo al campo l’ago della bilancia è Stefano Moscato, non solo un play d’eccezione, ma anche un ottimo realizzatore. «Giocando davanti alla difesa, ha già segnato 4 gol – conferma Marco Pesce – Ha grandi potenzialità, alcune ancora da sviluppare. Dà ottime letture sul modo di stare in campo». Gli interni nell’Atletico Acqui si spostano da un versante all’altro, grazie alla loro versatilità. Partiamo da Simone Farinasso ed Ettore Cucuzza. Simone è un centrocampista piccolino per quanto riguarda la statura, ma molto tecnico e abile a capire il gioco grazie alla sua visione; Ettore invece punta sul suo atletismo e sulle doti innate da trascinatore che lo rendono imprescindibile. Un interno, che però ha giocato anche da esterno per colmare il vuoto lasciato in attacco da alcuni infortuni, è Mohamed Latrache, «ragazzo intelligentissimo e molto determinato, non molla mai mezzo pallone». Anche Flavio Rranci è stato in grado di spaziare come Mohamed, merito dei suoi mezzi tecnici che, abbinati alla giusta concentrazione da ricercare in partita, possono fargli fare il salto di qualità. Chiudono Enea Floria Samuele Fogliati, sfortunati per gli infortuni che li hanno costretti allo stop, ma ottimi elementi per la rosa, come specifica Pesce: «Si sono sempre allenati seriamente, su di loro puntiamo molto, sia da interni di centrocampo che da esterni».

Chiude il reparto offensivo. Le punte di diamante sono Alberto Torrielli Christian Giachero. Alberto, piccolino ma molto tecnico, ha molte potenzialità pronte a brillare con l’aiuto della squadra; Christian invece ha una storia particolare: nato e cresciuto portiere, si è riscoperto recentemente punta, un ruolo che gli calza a pennello per la facilità di movimento in area, l’istinto da bomber e la generosità che lo contraddistingue. Sulle corsie esterne ecco a destra Youssef El Brahmi, un giocatore possente dalla grande tenacia, che in più vede molto bene la porta, come dimostrano i 3 gol siglati in campionato. L’out di sinistra è il regno di Mattia Balduzzi: «Un’ala d’altri tempi – prosegue il suo tecnico – che corre tanto ed è disciplinato: uno di quei giocatori che ci fa sempre quadrare il cerchio». Ultimo, ma non per importanza, il jolly Andrea Violino: un lottatore nato, capace di occupare tutte le posizioni del reparto offensivo, dando sempre una mano a tutti.


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