10 Aprile 2021

Audace Boschese Under 19, un gruppo unito e compatto dentro e fuori dal campo

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Un allenatore giovane ma già molto determinato, un gruppo unito e compatto a caccia dei prossimi successi. In casa Audace Boschese ci sono tutti gli ingredienti per fare in modo che a partire dalle prossime stagioni si possa puntare a traguardi molto importanti e sempre più prestigiosi. Un progetto messo in piedi in poco tempo per una società che, nella creazione della propria Under 19, ha incontrato non poche difficoltà: «La cosa è nata piuttosto tardi – ha spiegato l’allenatore dell’Under 19 dell’Audace Boschese Alessandro Del PellaroBisogna premettere che è difficile trovare ragazzi che possano prendere parte ad una Juniores, in quanto spesso chi è bravo fa già il salto in prima squadra. Capite bene che è stato tutt’altro che semplice creare la squadra. Per quanto riguarda quest’anno non siamo partiti bene: la preparazione notevolmente ridotta rispetto alle altre stagioni e la possibilità di disputare amichevoli solo con la nostra prima squadra e non con i pari età di altre formazioni hanno minato sin da subito il nostro percorso. Non abbiamo fatto in tempo a formare il gruppo che siamo stati costretti a fermarci. Penso però che la nostra sia una buona squadra: la base era ottima e, con il passare delle giornate, sono convinto che questo gruppo avrebbe potuto togliersi parecchie soddisfazioni. Non posso lamentarmi della mia rosa: sono tutti ragazzi molto bravi, che possono fare già la differenza. Nonostante qualche ragazzo non si potesse allenare tutte le settimane per impegni di lavoro o di studio talvolta anche fuori città, il gruppo rispondeva sempre numeroso agli allenamenti. Devo ringraziare tutti i ragazzi, che mi hanno sempre ascoltato e hanno seguito i miei consigli: solo così possiamo toglierci le nostre soddisfazioni». E per quanto riguarda gli obiettivi futuri, Del Pellaro non ha alcun dubbio su quali traguardi può raggiungere e superare la sua squadra: «Non so dire se possiamo puntare alla vittoria del campionato, forse sarebbe troppo pretenzioso. Dobbiamo fare i conti con ottime formazioni presenti nel nostro campionato, tra le quali il Sale, ma penso che questa sia una squadra che possa stare senza troppe difficoltà nelle zone alte della classifica». Una squadra unita e compatta, le cui buone prestazioni in campo sono frutto anche di un ottimo spirito di gruppo fuori dal terreno di gioco: «Mi piacerebbe che a settembre si potesse ricominciare con questi ragazzi: io penso che questo gruppo, con l’aggiunta di qualche innesto di qualità, possa diventare una buonissima squadra. Ho voluto creare sin da subito un buon rapporto fuori dal campo, attraverso cene e uscite di squadra: il nostro è un rapporto che va oltre il gioco del calcio. Questo è molto importante e contribuisce in parte alla conquista dei risultati sul campo. Lavorare in armonia è la cosa migliore che ci possa essere in un gruppo. In questo periodo ci continuiamo a sentire, proprio perché il nostro è ormai diventato un gruppo di amici. Qualcuno si allena anche da casa, altri hanno perso un po’ l’allenamento. Abbiamo la possibilità di allenarci, ma per il momento abbiamo sospeso le attività di gruppo». Un allenatore molto giovane, che alterna il lavoro in panchina a quello sul campo: «Io sono allenatore della Juniores e giocatore della prima squadra – ha dichiarato Del Pellaro – Sono molto giovane e ho un buon rapporto con entrambe le squadre. In comune accordo con l’allenatore della prima squadra decidiamo di premiare i nostri giocatori più meritevoli portandoli in prima squadra come Guido Mattia, Alberto Lovelli, Pitis Dorin Mihai. Quando mi hanno comunicato che sarei stato io a guidare la Juniores dell’Audace Boschese ho immediatamente accettato: ho visto questa decisione come un premio da parte della società, come un’occasione da non farsi scappare. Futuro? Una volta che avrò smesso con il calcio giocato, ho intenzione di prendere il patentino e continuare la mia carriera da allenatore. Questo ruolo è completamente differente dal giocatore, cambia il modo di vivere e vedere il calcio: diventi molto più responsabile, non solo di te stesso ma anche di tutti i componenti del gruppo». Infine, per quanto riguarda l’aspetto tattico, Del Pellaro spiega come è nata e come sta via via maturando la sua idea di calcio: «Ad inizio stagione avevo un’idea ben precisa, ma non ho avuto di fatto il tempo di metterla in campo. Nel corso delle mia carriera da allenatore ho avuto tanti allenatori importanti a cui mi sto ispirando e prendendo spunto. Ero partito con il 4-2-3-1, con i quattro attaccanti davanti che mi consentono di giocare un bel calcio offensivo e di dare una consistente pericolosità al nostro contropiede. Le cose andavano molto bene nelle prime uscite, per questo sono convinto che questa sia la strada giusta per noi».

 

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