14 Aprile 2021

Sca Asti Under 14, l’ottimo inizio dell’allenatore Roberto Fabio: «Podio? Senza pressioni inutili»

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Chi ben comincia è a metà dell’opera, così la Sca Asti Under 14 sotto la guida di Roberto Fabio ha mosso i suoi primi passi nel campionato dei Giovanissimi Provinciali con grandissima sicurezza e determinazione: due vittorie su due partite giocate, sulla scia dell’Olimpia SQ capolista, con un totale di 16 reti all’attivo e appena 2 gol subiti. Esordio davvero niente male per gli astigiani, che, come tutti, fremono per tornare il prima possibile a giocare: «Spero, soprattutto per i ragazzi, che si possa tornare presto in campo. Adesso, finalmente, possiamo almeno tornare ad allenarci, certo, con tutte le precauzione del caso, ma anche se in modo un po’ stravolto, si torna a respirare un po’ di calcio. Effettivamente, siamo stati fermi per un bel po’, dalla seconda settimana di novembre fino a metà gennaio. Adesso abbiamo ripreso con tutti i controlli, seguendo alla lettera ogni protocollo, facendo il sierologico a tutti i ragazzi ogni 15 giorni, in modo che tutti possano stare tranquilli: la società si sobbarca la metà del costo, l’altra metà le famiglie. Direi che facciamo un controllo abbastanza discreto e anche gli allenamenti sono un po’ più brevi proprio per evitare eventuali contatti: siamo ovviamente vincolati a questo momento, senza contatto cerchiamo comunque di svolgere un’attività non esclusivamente individuale, cerchiamo di inventare giochi e attività che permettano perlomeno collaborazione: la partita finale, per esempio, diventa un calcio balilla, ognuno con il suo spazio. Facciamo tecnica individuale, cercando di divertirci tutti», racconta sulla recente ripresa l’allenatore Fabio. La rosa, composta da molti elementi e diversi innesti provenienti anche dai 2008, gira principalmente intorno al modulo 4-3-3, non disprezza però anche un più classico 4-4-2 o un più offensivo 4-2-3-1, ad ogni modo l’idea di base è sempre quella di una difesa a 4: «Posso avere due o tre centrocampisti, in base a loro poi cambia il numero degli attaccanti, la differenza è nel vertice. Fissa, senza nessun dubbio, l’idea di giocare con la difesa a 4. Ovviamente lo schema di gioco dipende sempre dai giocatori che si hanno a disposizione, ma in generale a questo livello tutti quelli che adottano la difesa a 3, stanno in realtà giocando con una difesa a 5, dove gli esterni scendono costantemente: è una difesa a 5 mascherata, semplicemente, ma è giusto così a quest’età», spiega Fabio. Idea di gioco, essenzialmente, basata su una difesa solida e ben strutturata, con palla a terra e geometrie veloci, che tende a sviluppare quanto più possibile il gioco: «L’idea di riferimento è quella del ‘giocare tanto’, soprattutto senza avere paura di perdere. Siamo in un ambiente di apprendimento, i ragazzi devono imparare e io non sono uno che specula sulla partita: vinciamo perché siamo bravi e vogliamo vincerla, se perdiamo non è un problema, ovvio che si va in campo per vincere, ma non bisogna mai tralasciare o mettere da parte la crescita dei ragazzi e i valori che la società vuole trasmettere. Si deve giocare per proporre e non per distruggere. Se dovessi fare dei nomi di allenatori che ammiro, sicuramente penso a Roberto De Zerbi, che sta proponendo una meravigliosa idea di gioco, penso a Pep Guardiola o anche Andrea Pirlo, che prova adesso a sviluppare un’idea del genere: un calcio più ‘europeo’, ecco, quando vedo loro mi piace la loro voglia di giocare e di imporre un proprio tipo di gioco».

LA ROSA DEI 2007

Proviamo a conoscere meglio gli interpreti, gli attori delle idee dell’allenatore della Sca Asti Under 14. Incominciando dai portieri, troviamo ben tre nomi: Francesco Frasson, Alberto Ichou e Mirko Lodo. Francesco e Alberto sono i due portieri che più spesso si alternano, «Semplicemente per una questione di struttura fisica», sottolinea prontamente l’allenatore. Francesco ha ottime capacità di palleggio, è un portiere moderno che rimane molto alto e dialoga frequentemente con la difesa: molto presente sull’impostazione del gioco. Un giocatore che può ancora migliorare, dotato di una sicurezza positiva. Alberto, invece, rispetto a Francesco è un po’ meno presente nel gioco palla a terra, ma è uno di quei portieri che tra i pali riesce a infondere sicurezza a tutti i compagni, reattivo e agile. Mirko risente ancora dell’altezza, ma è solo questione di tempo e crescita: lui intanto non vuole saperne di provare altri ruoli, vuole essere un portiere punto e basta. «Ha tanta voglia e coi piedi è davvero forte: grande potenziale», racconta la guida Fabio. Nella difesa a 4 degli astigiani troviamo invece: Francesco Biamino, ragazzo molto solare, uomo spogliatoio della Sca Asti. Esterno basso, elemento valido, spesso presente nelle rotazioni dell’allenatore. Christian Marello, fisicamente strutturato e molto veloce, tecnicamente può senza nessun dubbio migliorare: esterno basso che svolge il suo lavoro con costanza, senza deludere. Jacopo Ceste è il jolly difensivo degli astigiani: in grado di rivestire qualsiasi ruolo della difesa, un mancino che non patisce la fascia destra e dotato di un’ottima falcata. All’occorrenza disponibile anche come difensore centrale, un giocatore immancabile e sempre presente: «Gioca sempre, si allena con grande serietà, ci tiene moltissimo. Uno dei molti profili in squadra che potrebbe arrivare ai regionali tranquillamente». Lorenzo Manta, difensore centrale specialista nella rottura del gioco avversario, da migliorare invece la costruzione del proprio. Umanamente, grandissimo elemento. Infine, Umberto Rondi, senza dubbio tra i migliori del reparto, tecnicamente abile, sicuro ma che non pecca di presunzione. Ottima attitudine, un esempio per la squadra: «Ottimo sotto tutti i punti di vista: per la comunicazione, per la grinta, per la voglia, per la leadership». Nel reparto di centrocampo: Mattia Bucciol, tecnicamente molto capace, da migliorare solo l’aspetto caratteriale: «Un po’ timido, manca di aggressività in campo, però ha grandi doti e ci tiene molto. È sempre presente durante gli allenamenti, partecipa molto e con intensità, uno di quelli che non mi sorprenderebbe vedere ai regionali». Davide Faletti è il classico centrocampista dalla grande intelligenza tattica, dotato di un’ottima visione, in grado di capire e attuare immediatamente le richieste tattiche del proprio allenatore: sempre pronto, sul pezzo. Riccardo Gianuzzi è un giocatore particolare, forse un po’ troppo individualista, che spesso non entra nelle dinamiche di gioco, ma che altrettante volte conserva dei colpi sorprendenti: «Genio e sregolatezza!». Segue Andrea Maio, giocatore forte tecnicamente, non rapidissimo, che si presenta già con una discreta fisicità: 170 cm che possono giocare tanto quanto mezzala o mediano, tanto quanto difensore centrale. A completa disposizione per  l’esigenze delle squadra. Francesco Zucco, indubbiamente il calciatore più tecnico tra gli astigiani: un play basso di costruzione, dalle ottime qualità: distruttivo sulla breve distanza, dotato di un gran senso della posizione, con buone geometrie. Se lasciato solo nei 20-25 metri può diventare pericoloso: un tiro che sa far male. Passando ai giocatori più offensivi: Simone Fauli, sia attaccante che esterno, un ragazzo che si sacrifica molto per la squadra, per questo probabilmente trova meno spesso la porta. Molto presente anche a centrocampo, spesso sulla trequarti. Si muove tantissimo e liberamente, spaziando da un lato all’altro del campo: attaccante fuori dal comune. Con Andrea Frascà ritroviamo invece il più classico degli attaccanti. Fisicamente molto strutturato, in grado di conquistare spazio con forza e velocità, punta che vede benissimo la porta, con il giusto egoismo. Matteo Mascia, esterno alto, talvolta anche basso, molto versatile, dalle discrete capacità, un giocatore che ben si sa adattare alle diverse situazioni di gioco, che sa leggere la partita, realizza perfettamente cosa succede in campo: tatticamente astuto. Mirko Mazzotta è l’altro esterno offensivo della Sca Asti, giocatore generoso, che punta la porta senza paura, parte largo e prova spesso il dribbling. Ottimo elemento offensivo.

Come già detto, la rosa vede frequenti innesti da parte dei 2008, questi quelli che più spesso si allenano e giocano con il gruppo: Ermir Tabaku, in grado di giocare in tutto il reparto d’attacco. Non paga l’essere di un anno più piccolo, anzi, nonostante l’età risulta tra i profili più interessanti. Già in segno molte volte, tatticamente molto intelligente, grande passione e voglia immensa. Riccardo Cussotto, esterno offensivo. Fisicamente forte, dalla grande corsa. Da migliorare un po’ sulla convinzione: «Deve capire che può essere determinante, che può fare la differenza» specifica sempre Roberto Fabio. Nicolò Valsania, centrocampista centrale, molto interessante dal punto di vista tecnico: ottime qualità. Giocatore che lavora e si impegna. Bladis Laforè, altro centrocampista, mezzala che potrebbe giocare tranquillamente anche come seconda punta. Molto estroso e con qualità tecniche invidiabili, «Con la palla fa quello che vuole», deve lavorare sugli aspetti più tattici del gioco. Costantemente in campo, non abbandona quasi mai la struttura: innamorato del calcio. Concludiamo con Daniel Gissi, difensore centrale roccioso, dal quale è difficile sfuggire, un giocatore ben strutturato per essere un 2008. Solido e rapido, che non ha paura di impostare il gioco dalla retroguardia, utile anche come esterno difensivo. Non ha problemi in nessun ruolo del reparto. Un giocatore e un ragazzo serio, uno che mantiene l’impegno.

Visto il buon inizio e la ripresa degli allenamenti, le ambizioni dei ragazzi di Fabio immaginiamo possano essere alte, anche con una certa cognizione di causa, visto che le qualità per raggiungere risultati importanti non mancano, tuttavia l’allenatore sa benissimo come sia controproducente creare delle pressioni inutili: «Il nostro obiettivo principale è far crescere i ragazzi, dobbiamo valorizzare ognuno di loro nel migliore dei modi. Non siamo partiti con l’idea di vincere ad ogni costo, certo che si scende in campo per provare a vincere ogni partita, ma l’obiettivo resta quello: crescere e crescere bene soprattutto. Come risultato cerchiamo di arrivare al podio, ma non sarebbe certo la fine del mondo se non dovessimo arrivare tra i primi tre», conclude con sincerità e chiarezza l’allenatore Roberto Fabio.


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