21 Aprile 2021

Infernotto Under 14: Il gruppo di Alessandro Caffaro, la rivelazione tra i 2007 cuneesi

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Individuare le principali forze in gioco in un girone così equilibrato, dopo solo 3 partite disputate e in una situazione tanto anomala come quella in cui versiamo è quantomeno azzardato. Su un fattore però non vi sono dubbi: l’Infernotto Under 14 del giovane tecnico Alessandro Caffaro non ha nulla da invidiare alle contendenti più accreditate. Busca, Saluzzo e Villafranca sono avvisate; quest’anno ci sarà da fare i conti con i diavoli rossi di Barge.
Alessandro Caffaro nasce a Villafranca e per gran parte della sua carriera da giocatore ricopre il ruolo di difensore centrale della squadra della sua città. Appesi gli scarpini al chiodo, Alessandro decide di imbarcarsi nella carriera da allenatore affiancando il suo maestro calcistico, il compianto Antonio Gambino, stimatissimo tecnico tra le altre del Saluzzo e proprio del Villafranca. «Nell’esperienza da vice di Gambino non solo mi sono innamorato del ruolo dell’allenatore, ma ho anche imparato tantissimo dal punto di vista tecnico-tattico: d’altronde un ex attaccante che arriva a esordire in coppa Italia con la Juventus al fianco di Scirea e Laudrup non può che essere fonte di ispirazione». Dopo aver conseguito il patentino di allenatore, Alessandro si mette in proprio: inizia dagli adulti, guidando prima la Costigliolese in Prima Categoria e in seguito il Lagnasco in Seconda Categoria; dopodiché la decisione di spostarsi sul mondo dei ragazzi. Ormai da tre anni è il tecnico dell’Infernotto 2006, un gruppo solido, vivace, rafforzato la scorsa stagione dall’esodo di diversi elementi provenienti dal Cavour e pronto a colmare il gap che lo separa dalle top squadre della zona.
Quando si esprime in merito agli obbiettivi della stagione in corso, emerge dalle parole del tecnico un’intensa nota di rammarico e disillusione: «Questo doveva essere l’anno con cui chiudere un ciclo, così era stato stabilito insieme ai vertici societari. Siamo attrezzati per dar filo da torcere a chiunque, l’avevamo dimostrato fin da subito nei primi scontri e per questo dispiace ancora di più che sia andata come tutti sappiamo. Se e quando rientreremo in campo sono interrogativi su cui non mi esprimo. L’unica certezza è che la stagione è compromessa, in qualunque modo vada a finire». Le prime partite a cui fa riferimento Caffaro sono il pareggio e le due vittorie con cui i suoi ragazzi si sono posizionati in vetta nel girone A di Cuneo a pari punti con il Saluzzo: 0 a 0 interno contro una rivale ai vertici come il Busca, 2 a 1 sul campo della Pro Dronero e 5 a 0 tra le mura amiche contro il malcapitato Valle Po.

«Adoro il modo di intendere il calcio di Jurgen Klopp. Rapidità, ricerca immediata della profondità, recupero palla aggressivo e giocate massimo a due tocchi. Non sono un fan del tiki taka e del possesso palla fine a sé stesso, preferisco di gran lunga una manovra verticale che in tre passaggi attraversa il campo da area ad area». Sulla base di queste idee prende forma il 4-4-2 solitamente utilizzato dalla squadra di Barge. Gli elementi a disposizione del tecnico nativo di Villafranca sono molti e ciascuno con caratteristiche diverse; l’ossatura di questa rosa è da individuarsi nella sicurezza del portiere Ragazzoni, il terzino sinistro e capitano Cirino, il difensore centrale Alessandro Barbero, la mediana composta da Bernardi e Malan, gli esterni rapidissimi Bertone e Zingarelli e il rapace d’area Frencia. La ciliegina sulla torta è il fantasista Mattia Barbero, fratello del difensore centrale e vero leader del gruppo per personalità e tecnica, come dimostrano i 5 gol realizzati nelle prime tre apparizioni stagionali, sui 7 totali messi a segno  dalla squadra.
«L’auspicio è di poter tornare in campo ad allenarci tra circa un mesetto e tra due magari ripartire con il campionato». Non ci resta che condividere l’auspicio del tecnico e incrociare le dite: solo così sapremo fino a dove potranno arrivare i diavoli del cuneese.


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