12 Maggio 2021

Onnisport Under 16, Giuseppe Torchia: l’educazione e il rispetto prima di tutto

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L’Onnisport riprenderà con gli allenamenti a partire da questo week end. Fino adesso si erano allenati solamente i ragazzi della scuola calcio rispettando i vari protocolli sanitari. Per risparmiare le spese dell’impianto si è cercato di programmare le sedute di allenamento durante la fascia oraria pomeridiana e al mattino con la luce del sole. Ne ha parlato il responsabile tecnico della scuola calcio e allenatore dell’Under 16 Giuseppe Torchia: «la scuola calcio abbiamo cercato di tenerla attiva con gli allenamenti rispettando le normative. Gli altri riprenderanno da questo week end e ci sarà un solo allenamento serale a settimana per risparmiare le spese. Il resto sarà distribuito fra la mattina e il pomeriggio di sabato e domenica. I ragazzi sono fermi da mesi, quindi andranno rifatte tutte le visite mediche». Fra i progetti dell’Onnisport uno risalta in particolare: «con questa società abbiamo fatto partire un progetto psicomotorio con alcune classi delle scuole qua nei dintorni al cui interno ci fosse almeno una persona diversamente abile. – racconta Torchia – Questo progetto non esclude gli altri ragazzi, ma include quelli svantaggiati perchè lo sport è per tutti ed è bello lavorare con questi ragazzi. So che esiste un patentino da allenatore per lavorare con i ragazzi diversamente abili. Tenevano il corso l’anno precedente a Rimini, ma potevano parteciparvi solo i professionisti perché le altre persone come me non possono allontarsi dal lavoro per così tanto tempo. Infatti so che è stato annullato. Adesso sto facendo diverse chiamate per cercare di farlo partire, possibilmente online, perchè è una cosa che desidero fare». Da qui i ricordi del percorso calcistico di Torchia da giocatore e in seguito da allenatore: «Ho giocato tanti anni fa nel Real Moncalieri, è stata la mia prima esperienza calcistica e avevo 13 anni. Marino Masuzzo, il presidente, mi aveva visto mentre giocavo in strada e mi chiese di giocare con loro. Con quella squadra abbiamo ottenuto il titolo di vice campioni d’Italia. Dopo aver vinto il campionato con un solo pareggio abbiamo incontrato una squadra della Valle D’Aosta con cui abbiamo vinto. Poi siamo andati in Liguria contro il San Donato, una squadra dell’Emilia, ed è finita 0-0, poi persa ai rigori. Qualche giorno dopo è arrivata una comunicazione che diceva che avremmo comunque partecipato alle fasi finali nazionali. Siamo arrivati in finale proprio contro il San Donato e abbiamo perso 0-2. L’anno successivo son dovuto rimanere fermo per almeno un anno per un problema alle ossa e poi mi hanno detto che avrei dovuto smettere di giocare a calcio. Qualche anno fa ho scoperto che tipo di problema fosse grazie ad un medico e so che avrei potuto continuare a giocare, ma va bene così. Nel 2001 un amico mi ha chiesto di aiutarlo e ho fatto il dirigente esterno, poi sono diventato allenatore in seconda. Dopodichè ho fatto percorso da allenatore per 5 anni. Nel 2009 sono andato alla Bruinese che aveva una categoria della Juventus Academy. Mi sono perfezionato con il corso base alla Juventus che teneva questi corsi, non ufficiali Figc, per aiutare gli istruttori. Negli anni successivi ho girato diverse società nella provincia di Torino sud. Poi hanno imposto il discorso del patentino e quindi ho fatto la qualifica Uefa C. Adesso sono al mio quarto anno qui all’Onnisport e sono entrato a far parte di un direttivo che ha buoni propositi per diventare una bella società. L’anno scorso avevamo 10 bambini nella scuola calcio, quest’anno siamo arrivati a 50». Soffermandosi sui ragazzi del 2005 che sta allenando ecco cosa dice: «con loro ho fatto i giovanissimi, avrei preferito se avessero fatto la categoria degli allievi con un altro tecnico. A prescindere dalla squadra forte o debole, a volte, ci si dimentica che anche gli allenatori debbano avere stimoli nuovi. Secondo me ci sta cambiare il gruppo in modo che vengano raggiunti obiettivi diversi e ci siano stimoli nuovi. Sono contento di continuare ad allenarli, però, questo sia chiaro. La scorsa stagione all’andata molto male, al ritorno ci sono stai dei bei progressi evidenti. Sono questi i bei progressi che un allenatore deve avere e a cui deve puntare. Vincendo tutte le partite come si mostra la crescita di un tecnico? Le sfide devono essere continue per poter migliorare se stessi».

Giacomo Resina (Onnisport 2005)
Giacomo Resina (Onnisport 2005)

Sebastiano Triolo (Onnisport 2005)
Sebastiano Triolo (Onnisport 2005)

Per quanto riguarda gli effettivi della rosa troviamo il capitano Walid Hayat, mezza punta a cui è difficile togliere la palla. Il trascinatore della squadra è Giacomo Resina che, nato come difensore centrale, gioca nel ruolo di mezz’ala, ma è in grado di giocare in più ruoli. Giacomo Resina protagonista di una bella notizia perché ha firmato un contratto da giovane dilettante e da Marzo, quando avrà compiuto 16 anni, potrà essere convocato in Juniores e in prima squadra. Fra gli altri nomi della rosa spunta quello di Manuel De Stefano, il bomber della squadra, un’ala pura veloce e dal forte tiro. Fra i nuovi arrivati c’è Massimo Malva in grado di fare sia il centrocampista sia il terzino. Infine in porta troviamo Simone Olivieri e Michelangelo Rotaru. In aiuto al tecnico troviamo i dirigenti Aurelio Lomartire, Marco Zaccaria, Luca Malva e Pierangelo Galilani su cui Torchia spende un paio di parole: «è una figura importantissima e genuina, ha oltre 70 anni e credo non farà più il dirigente, ma ci dovrebbero essere più figure come lui». Per cercare di completare il pensiero di cosa voglia dire allenare e istruire i ragazzi ecco uno dei principi di Giuseppe Torchia: «prima di essere giocatori bisogna essere ragazzi e uomini. Metto davanti a ogni cosa l’educazione. Noi ci chiamiamo allenatori, ma gli “allenatori” son persone con tante figure a supporto. Noi siamo educatori in primis. Ci vuole rispetto per l’arbitro, per l’avversario e anche verso l’impianto in cui si gioca. Più si va avanti con l’età più si mettono paletti. Se alle 18 se c’è allenamento tu devi essere pronto per scendere in campo perchè un giorno non potrai permetterti di fare ritardi. Sono per l’educazione calcistica prima del calcio di per sé come sport. A volte vedo tabellini di altre partite con scritto 18-0 e penso “che cosa stai insegnando?”. L’obiettivo del tecnico è vincere le partite, ma per essere dei vincitori e raggiungere gli obiettivi non serve per forza vincere la partita. Quando hai raggiunto il risultato, punti a fare degli obiettivi e cerchi di fare allenamento. La sconfitta pesante vuol dire denigrare il proprio avversario e non c’è bisogno, soprattutto a quell’età. I ragazzi devono imparare l’educazione. Alcuni li vedo anche come si comportano all’esterno e, a volte, li richiamo anche per come si comportano fuori dal campo. Loro rappresentano l’Onnisport e voglio che ne siano fieri e non macchino il nome loro e di questa società, poi le cavolate ci stanno, ma non bisogna pentirsi di averla fatta troppo grossa. Il gruppo deve imparare a crescere in modo sano e insieme. Non possiamo escludere la crescita dei ragazzi».

Marco Zaccaria (Onnisport 2005)
Marco Zaccaria (Onnisport 2005)

LA ROSA DELL’ONNISPORT UNDER 16

Portieri: Simone Olivieri, Michelangelo Rotaru.
Difensori: Sebastiano Triolo, Samuele Magariello, Gabriele Armanetti, Francesco Macchiavelli, Davide Tessari.
Centrocampisti: Giacomo Resina, Jacopo Lomartire, Massimo Malva, Mattia Pierro, Manuel De Stefano.
Attaccanti: Walid Hayat, Edem Elmourjani.
Allenatore: Giuseppe Torchia.
Dirigenti: Aurelio Lomartire, Pierangelo Gallilani, Marco Zaccaria, Luca Malva.


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