10 Luglio 2020 - 18:23:25

Sisport 2006: Gian Luca Chessa racconta presente e futuro

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Tra le regine dei Provinciali Under 14 del Comitato di Torino c’è la Sisport di Gian Luca Chessa. Una squadra che ha dimostrato sul campo che i Regionali sono alla portata e non fanno alcuna paura. Nel Girone B sono stati fuochi d’artificio con il Collegno Paradiso:  un testa a testa che tuttavia potrebbe non avere mai un verdetto finale sul campo. Il Paradiso è avanti di tre punti, conquistati proprio nello scontro diretto con la Sisport nel match di andata. Il ritorno attende e a Chessa piacerebbe che fosse il campo a decidere il finale di stagione: «Ogni decisione che prenderanno, dal punto di vista sportivo, non soddisferà nessuno. In caso di congelamento, valorizzerebbero il loro risultato, ma non credo nemmeno che sia la loro ambizione perché sicuramente avrebbero voluto magari giocarsi il ritorno: l’unico vero arbitro è il campo».

Come stanno affrontando i ragazzi questo periodo di allontanamento dal calcio?

«Siamo sempre in contatto come società, lo vedete anche dai social network con il progetto delle foto #DistantiMaUniti e le varie challenge. E poi abbiamo mandato anche dei video per farci riproporre dai ragazzi delle gestualità tecniche a casa e  in totale sicurezza».

Da quanto segui il gruppo dei 2006?

«Possiamo dire che li seguo da tre anni, il primo anno e il secondo anno ho avuto una parte di questi ragazzi. Ma li ho praticamente conosciuti tutti tra il primo ed il secondo anno».

E il prossimo anno che succederà?

«Ci potrebbe essere l’opportunità di continuare questa annata per il prossimo anno. I ragazzi farebbero con noi il secondo anno di giovanissimi e parallelamente lanceremo con il primo anno i Giovanissimi 2007. In caso contrario, nel mio gruppo nessuno avrà difficoltà a trovare una collocazione eventualmente e noi li seguiamo anche in questa fase. Già a gennaio alcuni ragazzi avevano una corte spietata».

E tu invece? Che progetti hai?

«Il prossimo potrebbe essere il quarto anno con loro e vedremo se li seguirei ancora perché probabilmente dovrebbero fare un percorso di apprendimento con un altro allenatore. Onestamente credo corretto cambiare, soprattutto perché parliamo di ragazzini che crescono e hanno bisogno di un altro tipo di personalità ad un certo punto.  In caso, se dovessero confermarmi nel settore giovanile sarei fiero vadoe contento, ma se dovessero optare per un altro profilo, le mie scelte future sarebbero comunque tutte orientate verso il settore giovanile e non più con Scuola Calcio. L’anno scorso non me lo sarei aspettato di avere il gruppo dell’U14 ed è stato bello veder riconosciuto il proprio lavoro».

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