23 Giugno 2021

Mezzaluna Under 15, Luca Gamba: «Autostima e voglia di sfidare i limiti»

Le più lette

Eccellenza girone B: Club Milano – Pavia posticipata alle ore 18:00

il gol di Alessandro Volpini, che ha permesso all'Alcione di battere 2-1 il Pavia in pieno recupero, ha permesso...

Arcellasco Promozione: confermato in panchina Raul Bertarelli

Dopo l'acquisto di Amadio Gjonaj, l'Arcellasco ufficializza anche l'allenatore per la prossima stagione, ovvero Raul Bertarelli. Il tecnico, arrivato...

Calcio Bosto: novità Under 18 sotto la guida di Figliolia, Giardini: «C’è entusiasmo, c’è voglia di ricominciare»

Sono stati mesi difficili per le due società Bosto e Calcio Bosto e per tutto il mondo del calcio...

La sospensione dei campionati non ferma le ambizioni e i sogni di una squadra dinamica e sorprendente come il Mezzaluna Under 15 allenato dal tecnico Luca Gamba. Cambio d’aria quest’anno per la sua squadra classe 2006 dopo l’ottimo terzo posto raggiunto nella scorsa stagione (e che poteva essere di più visto il ritmo con cui il Mezzaluna viaggiava nelle ultime giornate) nel girone di Asti, sono infatti i campi del girone D di Torino a poter assistere alle prodezze dei villanovesi.

Adattamento di cui ci parla il dirigente Ivan Colitti: «Ci troviamo benissimo e il primo posto testimonia che siamo partiti con il piede giusto, si potevano e si possono fare delle belle cose anche quest’anno. I ragazzi hanno tanta voglia di giocare e divertirsi, l’altro giorno abbiamo avuto l’ultimo allenamento ed erano molto tristi».

Pochi cambiamenti rispetto all’organico dell’anno scorso, rimane la base a cominciare dai bomber Alberto Fontana e Moad El Rhaiti, rispettivamente 12 e 9 gol negli Under 14, senza dimenticare il portiere Andrea Casalaova che ha chiuso con la miglior difesa. Tre i nuovi acquisti per puntellare la squadra, Alessandro Cocozza in attacco, Riccardo Raco a centrocampo e Gabriele Lanna in difesa. A descriverci, vivendola in prima persona, l’evoluzione della squadra ci pensa l’allenatore Luca Gamba:

L’ultima partita che avete potuto disputare nello scorso campionato è stata contro il Lenci Poirino, terminata con una vittoria all’ultimo respiro che vi permetteva di stare al terzo posto e a tre punti dalla prima Canelli. Quanto rammarico c’è stato per com’è andata e quanto sono cresciuti i ragazzi da quella partita?

«Quella con il Lenci è stata una partita molto intensa e con un avversario che in quell’occasione ci aveva messo in forte difficoltà. 1-1 a pochi minuti dalla fine della partita. Una partita combattuta e che ci aveva visti soffrire, e non poco, in diverse occasioni. Sbagliammo un rigore nei minuti finali. Continuiamo a credere di poter ottenere qualcosa in più fino allo scadere del tempo e all’ultimo respiro riusciamo a siglare la rete della vittoria. Un’emozione per tutti, come in tutte quelle partite che ti regalano una vittoria nei secondi finali e che portano il morale alle stelle. Ero contentissimo per i ragazzi perché tutto ciò che ci siamo detti nello spogliatoio, ovvero di essere consapevoli del sudore versato in tutti gli allenamenti e di essere alla ricerca di un momento in più per potersi migliorare e divertire, lo stavamo vivendo tutti in prima persona. Poi la situazione di lockdown ha cambiato per molti giorni le nostre abitudini. Stare lontani dal rettangolo verde non ha fermato la voglia di continuare il nostro processo di crescita. Questo è stato il pensiero che ci ha accompagnato per tutto questo periodo fino alla ripresa delle attività, con tutte le misure di sicurezza e restrizioni da rispettare, ma pur sempre una boccata d’ossigeno. È stato bello ritrovarsi. È stato bello ricominciare da dove avevamo lasciato».

La coincidenza vuole che ritroviate il Lenci nel vostro girone di Torino, quanto è cambiato l’approccio tra il girone di Asti e quello attuale?

«Ho deciso di soffermarmi principalmente sull’aspetto psicologico e mentale, che a mio avviso rappresentano la vera ossatura di ogni ragazzo e giocatore. Credo che noi istruttori abbiamo il dovere di trasmettere ai ragazzi quelli che sono poi i valori che ci spingono ogni giorno a vivere e parlare di calcio. Per cui la voglia di raggiungere insieme obiettivi comuni, credendo nel sacro potere dell’allenamento e della collaborazione, vivendo il momento della partita come un’occasione per poter esprimere il meglio di sé, senza ansie, senza alibi, nel rispetto di tutti, “solo” con tanta passione e voglia di, perché no, vincere, diventano dei pilastri su cui lavorare quotidianamente».

Pensando ad una ripresa del campionato, siete primi insieme al San Luigi Cambiano, l’obiettivo è già dichiarato o preferisce avere cautela?

«Con i ragazzi ne parliamo. La consapevolezza dei nostri mezzi e la voglia di sfidare i nostri limiti, ci porta a parlarne. Riconoscere che il vero nemico di ogni squadra e giocatore sia la presunzione, diventa un punto di partenza. Il vero obiettivo di noi istruttori rimane la valorizzazione delle potenzialità di ogni singolo ragazzo. “Trasmettere” passione e rispetto.
Ai ragazzi parlo di tutto questo. Vincere un campionato deve essere una grande emozione ma, la strada che porta a quel traguardo lo deve essere ancor di più».

SCARICA LA NOSTRA APPLICAZIONE


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli