14 Luglio 2020 - 00:06:34

Sentenza ribaltata: Barcanova-Pianezza si deve rigiocare

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Barcanova-Pianezza, partita sospesa per insulti razzisti, si dovrà rigiocare. La Corte Sportiva d’Appello ha accolto il reclamo presentato dalla società ospite, cancellando la vittoria a tavolino a favore del Barca e riducendo di un terzo l’ammenda comminata al Pianezza (50 €). Perché questo sorprendente ribaltone? Per prima cosa il giudice ha riconosciuto che il fattaccio c’è stato, ma che il colpevole, a differenza di quanto sancito dalla prima sentenza, non ha un nome: non c’è dubbio che le frasi discriminatorie siano state dette, tuttavia non c’è certezza né del fatto che siano state pronunciate da un giocatore del Pianezza né che «possano ritenersi espressive di una generalizzata condotta discriminatoria da parte dei sostenitori del Pianezza». La responsabilità oggettiva, comunque, rimane, benché venga sottolineato il rammarico di «dover sanzionare […] una società che si è sempre distinta per la cultura del rispetto e del fair play e che non merita di essere affiancata a certi comportamenti». Ciò che però ha portato il giudice a optare per la ripetizione della gara è un errore procedurale commesso dall’arbitro, reo di non aver seguito per filo e per segno il regolamento. Il direttore di gara, infatti, dopo aver sentito le frasi razziste «convocava i capitani e gli allenatori (cosa non prevista) e ricevuta comunicazione che il Barcanova non intendeva continuare la gara […] vista l’inevitabile confusione in campo e la tensione fuori nel frattempo venutasi a creare, decideva di non riprendere la partita ritenendo fossero venute meno le condizioni per continuare». In occasione di episodi di razzismo, tuttavia, l’arbitro «deve interrompere momentaneamente la gara, comunicare l’interruzione temporanea alle squadre e convocare al centro del campo tutti i giocatori insieme agli ufficiali di gara ed attendere che le manifestazioni discriminatorie abbiano termine. Ove l’interruzione debba prolungarsi a causa del permanere delle manifestazioni discriminatorie, l’arbitro farà rientrare le squadre negli spogliatoi e riprenderà la gara solo se le condizioni ambientali lo consentiranno». A determinare la revisione della sentenza, dunque, è stato un vizio di forma. Non si vede, tuttavia, in quale altro modo avrebbe dovuto agire l’arbitro viste le condizioni che si erano create: non è nostra intenzione mettere alla gogna il Pianezza, ma di una decisione esemplare, in questo frangente, se ne sentiva il bisogno.

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