22 Giugno 2021

Sentenza storica, Pianezza stangato: 3-0 a tavolino per gli insulti razzisti al Barcanova

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Tanto tuonò che infine piovve. Dopo la sospensione al 18’ della ripresa di Barcanova-Pianezza per insulti razzisti un’altra decisione inedita, presa questa volta dal Giudice sportivo, crea un buon precedente. La società di casa, nelle cui fila gioca il ragazzo preso di mira, si è vista infatti assegnare 3-0 a tavolino in proprio favore, mentre al Pianezza è stata comminata una multa di 150 euro «per il comportamento discriminatorio tenuto dai propri sostenitori e dal proprio tesserato, non identificato dall’arbitro». Ripercorriamo la vicenda: Shogbanmu Victory Oluwani, intorno alla metà del secondo tempo, viene fermato in area da un intervento del portiere del Pianezza; non vedendosi concedere il rigore, corre verso l’arbitro, che nel frattempo, dall’altra parte del campo, aveva fischiato un calcio di punizione per la formazione ospite. Una volta raggiunto lo spintona e lo insulta e Shogbanmu viene espulso (6 le giornate di squalifica assegnategli dal giudice sportivo). Ma ecco il fattaccio: «in quel frangente venivano pronunciate da parte di un giocatore (non identificato) e dei sostenitori della società Pianezza Calcio nei confronti del Sig. Shogbanmu frasi di natura discriminatoria su base razziale, distintamente avvertite dal direttore di gara». Resosi conto dell’impossibilità di stemperare la tensione creatasi in campo e sugli spalti, il direttore ha dunque deciso di mandare tutti negli spogliatoi. Decisione non gradita, evidentemente, dai tifosi (la cui appartenenza, tuttavia, non è stata accertata), che hanno rincarato la dose urlando ogni genere di cosa all’arbitro, «insultato e minacciato ripetutamente» mentre lasciava il campo. Amareggiato Gianni Corrarati, presidente del Pianezza: «Abbiamo presentato reclamo, le cose non sono andate così come sono state riportate. L’insulto, che non è stato né sentito né pronunciato da nessuno dei nostri, non è stata la vera causa della sospensione: l’arbitro, comprensibilmente, visto il grande nervosismo che si era creato dopo l’espulsione non era più in grado di dirigere la partita e l’ha sospesa – spiega Corrarati – Per colpa di un episodio di razzismo che non è stato accertato verremo ricordati come la prima società in Italia a ricevere una sconfitta a tavolino». Parola, dunque, alla sentenza d’appello: se il reclamo venisse accettato la vicenda però risulterebbe, verosimilmente, ancora più assurda.


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