martedì 2 Giugno 2020 - 11:12:44

Under 14 Regionali, parla il neolaureato allenatore del Pozzomaina Andrea Mirasola: «Testa alla prossima stagione, sarà anno zero»

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L’appuntamento clou della stagione per l’Under 14 del Pozzomaina era fissato a domenica 22 marzo, ore 17. In via Monte Ortigara sarebbe arrivata la capolista Derthona e con lei, probabilmente, sarebbe giunto anche il verdetto del testa a testa appassionante che ha visto i tortonesi contendersi la vetta della classifica coi ragazzi di Andrea Mirasola. Il tempo, tuttavia, s’era già fermato due settimane prima e l’ora fatidica, così, non è scoccata. Nell’attesa di capire che ne sarà di una stagione dall’epilogo ancora incerto, abbiamo sentito l’allenatore del Pozzomaina, Andrea Mirasola, che ci ha parlato delle sue sensazioni su una possibile conclusione del campionato, spiegandoci inoltre come sta vivendo l’emergenza.

 

Ciao Andrea, dopo un mese di quarantena e di esilio forzato dai campi immagino che la pesantezza della situazione e la nostalgia della normalità, per te come per tutti noi, si facciano sentire sempre di più. Come stai vivendo questi giorni?

Andrea Mirasola: «Per fortuna sto bene, viste le circostanze è già un buon punto di partenza. Per quanto la mia quotidianità sia stata stravolta riesco a vivere bene le mie giornate, mi sto adattando a questi ritmi. Non dovendo dedicarmi al calcio mi ritaglio più tempo per me, nella tranquillità della quarantena sto riscoprendo momenti di pace interiore che a volte non trovano spazio nella routine di tutti i giorni. Inoltre il fatto che vivo fuori città, a Volpiano, rende l’isolamento un po’ meno asfissiante».

Che ripercussioni ha avuto l’emergenza Covid-19 sul tuo lavoro?

AM: «Nessuna in realtà, anche se, da studente universitario, una conseguenza importante c’è stata perché una settimana fa mi sono laureato (ride, ndr)».

Congratulazioni! In che cosa?

AM: «In Scienze Motorie. Ovviamente mi è dispiaciuto non poter condividere questo momento con i miei amici, ma d’altra parte sono contento di aver raggiunto un traguardo importante. Ora devo decidere se proseguire o meno gli studi, approfitto della situazione di stasi attuale per pensarci su».

In bocca al lupo allora. Ti senti spesso con i ragazzi? Gli hai dato delle direttive da seguire per tenersi in allenamento in questi giorni di isolamento in casa?

AM: «Ci teniamo sempre in contatto, con strumenti diversi a seconda dei casi. Gli ho dato un programma comune da seguire, ma ho cercato di dare degli obiettivi personali ad ognuno di loro affinchè tutti provino, malgrado le difficoltà del caso, a restare sul pezzo. La mia preoccupazione principale è che i ragazzi non perdano troppo i ritmi mentali, non tanto quelli fisici, e che il focus rimanga sempre sul costante miglioramento di sè. C’è chi riesce a essere più preciso nel seguire quello che gli dico di fare e chi abbassa la guardia, ma è normale scoraggiarsi in questa situazione, non posso biasimarli».

Pensi che si troverà un modo per concludere la stagione? Se non si riuscirà come si procederà l’anno prossimo?

AM: «È nell’aria che la stagione, per lo meno per il settore giovanile, sia ormai finita. Anche se non sarà così, comunque, sarà una decisione difficile da prendere e si dovrà trovare un modo per non svantaggiare nessuno. Viste le circostanze penso già alla prossima annata, che sarà una sorta di anno zero. La soluzione migliore per me è sempre quella che passa dal campo: in caso di congelamento della stagione la cosa più logica e meritocratica è che si determini la composizione dei campionati dell’anno prossimo riprendendo dai gironi di qualificazione preliminari. Perlomeno si eviterebbero verdetti ingiusti. Se si riuscisse a concludere la stagione, invece, si potrebbe passare direttamente alle fasi finali, valutando però girone per girone in maniera tale che nessuno venga penalizzato. Ad ogni modo spero, specialmente per i ragazzi, che si ritorni in campo il prima possibile: per loro il calcio è la quotidianità e di normalità, in questi gironi, se ne sente davvero il bisogno».

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