20 Giugno 2021

Bra Under 15: Alessandro Murgia e lo spirito Bra, i 2006 che guardano al futuro

Le più lette

Primavera 1, tutti i verdetti: Sampdoria e Inter dirette in semifinale, si salva il Torino

Si è conclusa con la trentesima giornata la regular season della Primavera 1 2020/2021, campionato che fino all'ultimo turno...

Prevalle Eccellenza: si dividono ufficialmente le strade tra Nicolini e la società

Nel pomeriggio di oggi la società Prevalle ha comunicato la fine consensuale del proprio rapporto con il tecnico Aldo...

Lascaris-Chisola Under 15: la fotogallery della partita

L’urlo di Alex De Robertis, la festa del Chisola che inizia quando ormai, in pieno recupero, il 2-2 sembrava...

Alessandro Murgia al Bra ha trovato tutto quello che stava cercando. Da avversario prima, e da tecnico giallorosso poi, Murgia ha potuto apprezzare le qualità che si celano dietro all’ambiente Bra. «È una società che mi è sempre piaciuta – esordisce il tecnico – Tutte le volte che ho affrontato qualche sua squadra ho sempre visto competitività, aggressività e forza». Le buone impressioni si sono confermate nei fatti, quando nel 2017 Alessandro Murgia sposa la causa del Bra. «È un posto fantastico, lo dico ora che sono qui da quattro anni. Sposa bene i miei ideali: è una società attenta, sana, con un ambiente che pone molta attenzione alla crescita e al percorso dei propri giocatori in ottica Juniores Nazionale, Serie D e anche professionismo».

LA CARRIERA DI MURGIA

Alessandro Murgia

Prima di arrivare al Bra, Murgia accumula tanta esperienza sulle spalle. Seguendo le orme di papà Marco, ex giocatore di Torino e delle Nazionali Giovanili, Alessandro muove i primi passi nel calcio nel piccolo comune di Villanova Mondovì, come ala, arrivando fino all’Eccellenza con il Valli Monregalesi. Un infortunio interrompe presto la carriera nel giocato, ma dà via immediatamente a quella da tecnico. «Ho iniziato ad allenare a 17 anni, aiutavo Umberto Bonelli e l’allora Responsabile della Scuola calcio del Parma, Sergio Soldano, che segue attualmente le Nazionali di Malta, e al tempo collaborava con il Trevalli, anche se non era propriamente un punto Parma». L’esordio in solitaria arriva nel 2003 nella Scuola calcio della Juventus, in cui Murgia rimane per tre anni, con gruppi di Piccoli Amici. Nella stagione 2005-2006 arriva un passaggio importante, quello alla Scuola calcio del Torino, in cui il tecnico classe 1982 si guadagna la stima di Silvano Benedetti, seguendo in tre anni i 1998, i 2000 e i 2001. La parabola granata termina nel 2008, con Murgia che decide di tornare a casa, dal Trevalli, arrivato nel frattempo in Promozione. Dopo tanti anni nel monregalese e una stagione alla Virtus Mondovì, arriva nel 2015 la chiamata del Fossano. Il passaggio in blues alla guida dei Giovanissimi fb 2002 segna quello al Settore giovanile, che diventerà l’habitat naturale del tecnico.

Le sue doti non passano certo inosservate e per questo arriva la chiamata del Bra nel 2017: «Ringrazio Pietro Cannistraro, che mi ha voluto fortemente qui anche ai tempi del Fossano, Pietro Sartori, un Direttore generale che sa sempre essere presente in società e sul campo, e il presidente Giacomo Germanetti, una persona di enorme disponibilità». In giallorosso ad Alessandro Murgia vengono subito affidati i 2004, che segue per tutto il biennio Giovanissimi, e dalla scorsa stagione i 2006 per compiere lo stesso percorso di crescita. «Ogni categoria è molto diversa – commenta il tecnico – Avendole toccate più o meno tutte con mano, posso dire di aver più attitudine per Esordienti e Giovanissimi, per quello che è il mio modo di rapportarmi con ragazzi e famiglie, per come insegno a calcio».

la rosa dei 2006

Alessandro Murgia spesso è sceso in campo con il 4-2-3-1 o con il 4-3-3, ma la prima regola dell’allenatore giallorosso è non imporre un sistema di gioco fisso. «In genere prediligo le difese a quattro, mi piacciono i moduli offensivi, ma tutto varia in base alle caratteristiche dei giocatori. È giusto studiare i moduli e poi variarli: solo spaziando si impara, ma l’importante è che i ragazzi riescano a gestire le situazioni che gli si presentano davanti». Una scelta che ha intrapreso anche con i 2006.

A difendere la porta degli Under 15 c’è la saracinesca Matteo La Terra, un portiere di gran qualità, su cui il Bra fa affidamento per il futuro. Matteo eccelle per il posizionamento nei pali e nella gestione dello spazio della porta, in più è reattivo: caratteristiche che non precludono neanche l’interesse da parte dei professionisti. Il reparto della retroguardia è ricco e variegato. Sulla corsia di destra si impongono Fabio Floris ed Edoardo Portesio: Fabio è il classico terzino di carattere, che punta sul suo fisico e sulla combattività che lo contraddistingue; Edoardo invece è il cuore pulsante dei 2006 per la sua capacità di essere sempre presente, diventando così un elemento fondamentale nel gruppo. Tra i centrali c’è Alessandro Cerruti, un difensore, in prestito dal Toro, con un’abilità impressionante nella lettura del gioco e nella marcatura. Grazie alla sua tecnica, Alessandro sa gestire bene la palla in fase di possesso, ma il suo meglio lo esprime nella lettura del non possesso, un’arte in cui è maestro. Affianco a lui si stagliano Maurizio Pira, un giocatore di grande agonismo, imprendibile nella marcatura a uomo e negli anticipi, e Matteo Lombardi, talmente concentrato in partita che non sbaglia mai. Terzini sulla sinistra, Riccardo Balla e Cristiano Giacovelli: Riccardo è una garanzia, per la sua innata tranquillità nella gestione delle situazioni complesse; Cristiano è sinonimo di precisione assoluta, grazie alla sua tecnica e alla sua intelligenza tattica collabora molto con i compagni ed è millimetrico nelle sue azioni, dal passaggio al raddoppio.

Cinque sono i colossi del centrocampo. Rajan Stafa è un mediano d’eccezione: fisico, corsa, buona lettura del gioco e grandi capacità tecniche individuali. Simone Boschetto è una dinamo, un giocatore instancabile, sempre pronto a recuperare un pallone e a buttarsi in avanti, anche quando le gambe non reggono più. Poi, c’è capitan Alessandro Mazzoni, un giocatore già completo che riesce ad abbinare enormi doti fisiche e atletiche a una grande capacità di anticipo del gioco. Alessandro è un leader silenzioso, rispettato dai compagni senza il bisogno di dire una parola: è semplicemente l’esempio. Chiudono Carlo Salomone, un centrocampista strutturato per tutte le fasi di gioco, e Lorenzo Murgia, fonte inesauribile d’energia che dà benzina a tutta la squadra.

Grande possibilità di spaziare anche sugli esterni per Murgia. A sinistra fa faville Matteo Stingi, arrivato in prestito dalla Juve: un ragazzo dalla vena offensiva, con una capacità stratosferica di leggere in anticipo quello che succede in campo, dotato in più di un uno contro uno temibile. Sulla stessa corsia anche Fabrizio Spataro, molto abile nel duello singolo, con un temibile mancino. A destra troviamo Ilyas Hinane e Filippo Canova: Ilyas è un motorino inesauribile sulla fascia, si butta sempre nello spazio per fare il cross e fornire palle insidiose; Filippo invece è modello d’altruismo, dà il massimo per far suo il pallone e si danna l’anima per fare il giusto passaggio ai compagni. Il trequartista per eccellenza è Matteo Mondino, la cui dote principale consiste nel saper giocare d’intelligenza sia spalle che fronte alla porta. Matteo abbina la sua capacità di risolvere le situazioni critiche con l’estro nel mandare i compagni in porta. Chiudono infine la rosa, le due prime punte: da un lato Simone Caratelli, fresco di cambio ruolo (da esterno a centravanti puro), dall’altro Federico Iorio. Simone è un numero nove dal gran fisico, che sfrutta al meglio per farsi largo in area, Federico invece è una vera prima punta, un ruolo che gli calza a pennello in un Bra che punta a togliersi tante soddisfazioni in campionato.


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli