14 Aprile 2021

Centallo sulle ali dell’entusiasmo, i 2006 di Ballario all’arrembaggio

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Sono passati tre anni da quando per la prima volta Roberto Ballario ha preso il timone dei 2006 della Giovanile Centallo nell’ultimo anno di Esordienti. In questo lasso di tempo il giovane tecnico, classe 1991, ha programmato in ogni suo passo, come è solito fare, un progetto che potesse esaltare il suo gruppo. Arrivati alla stagione 2020-2021, i frutti della sua perseveranza sono ben visibili a tutti: punteggio pieno in campionato (12 punti su 4 uscite), 15 gol fatti e 0 subiti.

LA CARRIERA DI ROBERTO BALLARIO

I primi passi nel mondo del calcio Roberto Ballario li ha mossi da piccolino all’Auxilium Cuneo. «Giocavo in mezzo al campo – ricorda l’allenatore – Inizialmente facevo il centrocampista centrale, poi per qualche anno mi sono spostato sulla fascia, ma alla fine sono tornato a fare il centrale». La passione con il tempo cresce, portandolo in Prima squadra a San Sebastiano di Fossano, in Prima categoria. L’addio al calcio giocato arriva a 24 anni ma Ballario, che ha sempre fatto del campo il suo habitat naturale, non intende abbandonare il calcio. Così, nel 2013, arriva l’occasione di guardare le partite da un’altra prospettiva, quella della panchina. «Un mio vecchio allenatore, tornato all’Auxilium Cuneo, la società che mi aveva lanciato, mi aveva chiesto una mano quando ancora giocavo. Nel frattempo smisi di giocare e decisi di abbracciare questa avventura». Dopo due anni da vice, nella stagione 2015-2016 arriva la chiamata del Caraglio, da parte di José Veneri, attuale tecnico dell’Olmo Under 17 ed ex allenatore di Ballario, che decide di affidare al giovane tecnico i 2002, allora Giovanissimi fb. Nella stagione 2016-2017 si aprono le porte di quella che oggi Roberto considera casa: la Giovanile Centallo. «Mi chiamò Antonio Piscitello, ora mio carissimo amico. Mi fidai delle sue parole, era lì da tanti anni e spese parole importanti per convincermi della serietà del Centallo. Mi motivava l’idea di un progetto basato sui giovani, come dice il nome stesso della società». Dopo il primo step di fiducia arriva l’incontro con l’allora presidente (ora onorario) Gianpaolo Olivero, con il Direttore tecnico Andrea Sasia e con il Direttore generale Aurelio Mandrile. Le sensazioni positive si confermano nei fatti, e Ballario, convinto dalla professionalità tanto nella formazione di istruttori e tecnici, quanto in quella dei giocatori, approda al Centallo come vice di Piscitello con i 2004, al secondo anno di Esordienti. L’anno successivo arriva a Centallo Beppe Mazzola, ex Cuneo, che convince Ballario a seguirlo con gli Allievi 2001. Dopo due anni da vice, arriva la grande occasione: nella stagione 2018-2019 Roberto Ballario torna alla Scuola Calcio, prendendo il timone dei 2006, allora all’ultimo anno di Esordienti. Da lì in poi inizia un percorso di crescita costante e di lavoro meticoloso su quelli che oggi sono Under 15, plasmati in una delle squadre più temute del cuneese.

IL METODO BALLARIO E LA FILOSOFIA DI GIOCO ALLA DE ZERBI

Nonostante la giovane età e una carriera tutta da scrivere, Roberto Ballario ha le idee ben chiare sulla sua filosofia di calcio e sulla metodologia di lavoro da seguire. «La differenza la fa sempre la preparazione – esordisce il tecnico – Tutti possono ispirarsi a un allenatore o a un giocatore, ma se non si ha una formazione adeguata diventa difficile farlo nel modo giusto». Formazione e metodologia sono fondamentali per la filosofia di gioco di Ballario, che si ispira a quella di Roberto De Zerbi, allenatore del Sassuolo: «Stimo moltissimo De Zerbi. Mi piace che chieda ai suoi giocatori di rischiare tantissimo anche nella loro metà campo, rischiando anche di perdere palla, ma privilegiando sempre la costruzione dal basso. Un’ideologia chiara, che deve essere un punto di partenza anche per noi nelle giovanili». Un altro punto cardine è per Roberto Ballario il rapporto con i ragazzi. «Sono un allenatore molto vicino come età ai miei giocatori, i 2006 hanno 15 anni in meno di me. Hanno un rapporto confidenziale con me, mi vedono quasi come un fratello a livello anagrafico» spiega il tecnico. Confidenzialità dunque, ma anche professionalità, un aspetto imprescindibile per Ballario, che si esprime anche nell’organizzazione del team che segue gli Under 15 in allenamenti e partite, composto dal vice allenatore Piero Parola, dal preparatore atletico Lorenzo Invernelli, laureando in Scienze Motorie, dal preparatore dei portieri Luca Dutto, e dai dirigenti Claudio Ciravegna Giovanni Piscitello. A questo si aggiunge il lavoro a stretto contatto con Giacomo Isoardi, tecnico dei 2007 al Centallo. «Mi piace allenare, mi diverto, sto bene quando lo faccio e cerco di farlo al meglio – conclude Ballario – La società e il suo presidente Stefano Pelissero pretendono preparazione, metodologia e passione: il prodotto che cerco di dare io è fatto seriamente, con programmazione a lungo termine e obiettivi ben precisi».

GLI UNDER 15 2006

I 2006 della Giovanile Centallo (foto di Oreste Tomatis)

Il percorso di crescita dei 2006 passa anche dalla scelta del sistema di gioco. Dal 2-4-2 degli Esordienti, al 4-4-2 usato nel campionato Under 14, fino al 3-5-2 adottato quest’anno, il modulo che meglio esprime le caratteristiche tattiche e atletiche del gruppo. A difendere la porta della Giovanile Centallo ci sono due pezzi da novanta. Riccardo Quaranta è il portiere storico dei 2006: da diversi anni a Centallo, e con un passato al Cuneo, è subito diventato il punto di riferimento del gruppo. Tra i pali è una sicurezza, specialmente nelle prese, e ha ampi margini di crescita per il gioco con i piedi. L’altra faccia della medaglia è Roberto Vizzini, arrivato questa estate dal Fossano. E’ il prototipo del portiere moderno: ha tecnica, una struttura fisica importante, è esplosivo e fa del gioco con i piedi la sua cifra distintiva.

La linea difensiva si apre con Tenon Kone sul versante destro. Kone è nato e cresciuto a Centallo: un difensore vecchio stampo, come lo definisce Ballario, esperto nella rottura del gioco. Corre a perdifiato, nel breve è velocissimo, doti che lo rendono una vera spina nel fianco e che lo hanno fatto notare anche dal Torino. Uno come lui dà il suo meglio affianco  a un regista difensivo come Alessandro Sapori. Basta il motto della squadra a descrivere l’importanza di Alessandro nel gruppo: “San Sapori, salvaci tu!”. Sapori è un giocatore che a 14 anni ha già dimostrato la maturità di un calciatore completo: testa alta e palla tra i piedi in ogni occasione, la sua visione di gioco illumina tutte le giocate del Centallo. Sul versante a sinistra si impone Davide Dompé, un terzino nato difensore centrale ma adattatosi esterno con il 3-5-2. 185 cm d’altezza per 80 kg di muscoli, la forza fisica di Davide è devastante così come il suo mancino. Il suo passato al Cuneo gli ha permesso di fare una crescita notevole, giocando in ambiti altamente selezionati. Lui e Kone sono le dighe della retroguardia, Sapori si occupa invece del lavoro di fino.

Sulla corsia di destra in mezzo al campo c’è Pietro Pellegrino, un vero e proprio motorino capace di spaziare su tutta la fascia. Mancino di nascita, la sua specialità è il cross, che sa trasformare spesso in assist. Come mezzala interna ecco Alessandro Brondino, anche lui ex Fossano. Ballario ha insistito tanto per averlo a Centallo, e la sua perseveranza ha pagato. Alessandro è un giocatore polivalente, cura tutte le fasi, da quella difensiva a quella offensiva, con la sua tecnica sopraffina, che abbina a una maturità non indifferente. Dà il suo meglio in coppia con il play Ettore Giraudo. La storia di Ettore parte curiosamente dai pali della Juventus, poi si è trasformato difensore centrale negli anni al Cuneo. Ora, con il 3-5-2, il ruolo di play gli calza a pennello perché gli permette di abbinare le sue qualità nella manovra del gioco al supporto alla retroguardia. Il suo talento lo rende un elemento cardine della squadra e l’ha proiettato anche in orbita Toro. Al suo fianco c’è la mezzala interna Luca Mistretta, giocatore di interdizione e tanto sacrificio: fa tanta legna, è tignoso e non molla mai l’avversario. Un mastino veramente ostico. Esterno a sinistra, Leandro Ceta, un giocatore dalle capacità atletiche importanti e dal vizio del dribbling. Dà grande supporto alla fase difensiva, ma ha anche le doti per poter brillare in avanti. Ma non è finita qui, perché Ballario può contare su un’ampia scelta a centrocampo. Tra gli esterni a destra non può mancare Federico Manfredi, la mascotte della squadra: piccolino fisicamente, ma molto forte tecnicamente e rapido. In spogliatoio lo chiamano “la mosca”: ronza da ogni parte del campo, e alla fine riesce sempre a rubare il pallone. Gli fa concorrenza sulla corsia Andrea Grosso, che può anche spaziare come terzino sulla sinistra, un giocatore affidabile e sempre disponibile nel bisogno. Esterno, ma sull’out di sinistra Paride Boniello, scheggia imprendibile con la specialità del dribbling. Spazia su entrambe le fasce Alessandro Bonetto, ambidestro: un talento tutto da scoprire, pronto al salto di qualità. Tra i centrocampisti centrali si impone anche Davide Brignone, ex Caraglio: crescita notevole dallo scorso anno, con lui in mezzo al campo Brondino diventa una seconda punta. Spazio anche a Simone Brutico, mezzala fisica e polivalente, con un mancino da tenere d’occhio.

Passiamo al reparto offensivo. La punta di riferimento è Mochrraf Boena Kiswendsida. La storia di Boena parte, come quella di Giraudo, dalla porta, diventa poi terzino e per un periodo decide di smettere di giocare. «Quando ho preso il gruppo dei 2006 siamo andati a riprenderlo perché giocasse di nuovo» rivela Ballario. Negli Esordienti Boena torna a far parte della difesa, ma lo scorso anno, nel derby con la Cheraschese, Ballario lo inserisce punta a 10′ dalla fine. Risultato? 2 gol e vittoria. Da allora è diventato una punta, che può contare su un fisico devastante, 186 cm e 80 kg di muscoli, e dalla solida tecnica, capace di scagliare sassate con il suo tiro. Arricchiscono il parco attaccanti Leonardo Baudino, ex Cuneo, un numero 9 che sa sempre farsi trovare davanti alla porta; Leonardo Ciravegna, una carta ancora tutta da scoprire, con tante qualità offensive e Michele Bertola, nato anche lui difensore e ora pronto a sparigliare le carte nell’area di rigore avversaria.

 

Con una rosa di questo calibro, l’obiettivo di Roberto Ballario si è evoluto nel tempo. Se l’anno scorso l’obiettivo stabilito nel pre-campionato era la salvezza, da ottenere il prima possibile, nel corso della stagione il tecnico è riuscito a capire che questo gruppo poteva togliersi qualche soddisfazione in più. «La salvezza resta sempre l’obiettivo primario, il primo traguardo – ribadisce Ballario -, ma visto il potenziale nostro e le aggiunte di Brondino e Vizzini, possiamo non nasconderci e dire che miriamo a qualcosa in più. Vogliamo lottare per il primo posto nel girone». Un intento chiaro, espresso senza presunzione, ma con la consapevolezza di poter dire la propria, come dimostra l’avvio del campionato a 12 punti. «Se qualcuno se lo meriterà più di noi, tanto di cappello, ma noi ci vogliamo provare a tutti i costi» conclude Ballario. Sulle ali dell’entusiasmo, il Centallo è pronto a ripartire.


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