21 Giugno 2021

L’adrenalina di Davide Dottore e la sfida Regionale del Caraglio: obiettivo salvezza

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Da sette anni a questa parte Davide Dottore ha scelto la sua strada: la panchina. E anche la società a cui affidarsi per compiere questo importante salto, il Caraglio. «Gioco da quando ho 5 anni, attualmente nel campionato Acsi con il Dronero 2000. Dopo più di 30 anni di calcio, avevo voglia di testarmi come allenatore». Il primo banco di prova è stato quello della Scuola calcio, proprio con l’annata di cui oggi tiene saldamente il timone, i 2006: «Ho iniziato come secondo con i 2006 allora Pulcini, in coppia con Gabriele Chioso. Abbiamo lavorato con loro per tre anni, poi nel successivo biennio ci siamo dedicati ai 2007». Nell’annata 2019-2020 arriva l’opportunità di dirigere come prima guida una squadra, e Dottore non ha dubbi su quale annata seguire: i 2006 da cui tutto è partito. «Amo l’adrenalina – prosegue il tecnico – Il campionato Giovanissimi è già un campionato agonistico, con classifica e marcatori. Volevo spingermi più avanti, e provare qualcosa di diverso dalla Scuola calcio. Ho avuto la fortuna di poter creare un gruppo importante, aggiungendo anche ragazzi provenienti da realtà limitrofe come Val Maira e Pro Dronero». I risultati di questo lavoro meticoloso si vedono subito e l’annata nel campionato provinciale (sezione di Cuneo) lo dimostra. Il Caraglio 2006 chiude al secondo posto in classifica dietro al Salice, collezionando 15 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio. Quest’anno la promozione ai Regionali, con un timore reverenziale d’obbligo, di fronte a un campionato complesso con tante realtà organizzate: «Eravamo una grande squadra per i Provinciali – continua Dottore – La paura di affrontare i Regionali c’era, anche dopo l’annata super della stagione precedente. C’è stata da subito grande voglia di affrontare questa sfida, nessuno voleva fare brutta figura». Il Caraglio inizia con il piede giusto la sua nuova avventura: 5 punti in 4 partite, 3 guadagnati nella vittoria in trasferta con il Pinerolo. «Ho 7 anni di esperienza, non 20. Tutti i risultati ottenuti sono frutto di un merito comune, della squadra al completo, miei, dello staff e della società».

Tre figure hanno segnato particolarmente la carriera di Davide Dottore in panchina. «Sono molto legato e grato a Gabriele Chioso, mio compagno di avventure per 5 anni, con cui ho anche giocato, io da seconda punta e lui da prima. In più ringrazio la società Caraglio nelle persone di Barbara Luciano, ex giocatrice di Serie A, molto preparata e parte integrante della Federazione per il calcio femminile, e Aurelio Dutto, che gestisce l’organizzazione delle squadre e mi ha dato la possibilità di allenarne una dopo aver fatto gavetta». Tre fari per il tecnico biancoverde che, dopo un passato da giocatore nelle Giovanili del Busca, arrivando ai Regionali, e dopo aver assaporato la Promozione con l’Olmo, continua ancora a vivere di calcio in campo e in panchina.

LA ROSA

Allenatore preparato e cristallino nel modo di esporsi, Davide Dottore, arrivato ai Regionali, aveva un obiettivo: mantenere la categoria. Per farlo si è circondato di persone fidate e competenti. In primis Alessio Dutto, vice allenatore, nonché compagno di squadra: «Gioca con me in Acsi, da quest’anno segue i 2006 in panchina affiancandomi. È un ragazzo che mangia calcio tutti i giorni, molto preparato». Non da meno Roberto Tomatis: «È il nostro dirigente a tutti gli effetti, una roccia per la squadra. Capisce di calcio e conosce bene le dinamiche all’interno del Caraglio, è una persona che apprezzo molto». Sul campo invece la scelta dell’allenatore è ricaduta sul 4-4-2 con il centrocampo a rombo, alternato anche a quello classico. Un modulo a cui la rosa di Dottore si è adattato subito.

A difendere la porta del Caraglio troviamo Gabriel Aimar e Cristian Lerda. Gabriel è dotato di buone basi su cui poter costruire. «È il classico portiere matto – esordisce Dottore – che alterna prodezze a momenti in cui cala l’attenzione. Non ha mai paura di niente, ed è grintoso: ci dà fiducia». Anche Cristian ha buona tecnica, dote che abbinata alla giusta dose di agonismo può essere determinante. La linea a quattro della difesa si apre con il terzino destro Federico Chiorino, un asso nella corsa, arrivato dal Csi, che sta lavorando molto sulla sua tecnica, migliorando molto nella sovrapposizione. Lo affianca Davide Isoardi, ex Valgrana al Caraglio dalla scorsa stagione: lo contraddistingue una grande passione per il calcio, che lo porta a dare sempre il massimo, elevandolo anche tecnicamente. Tra i centrali si staglia capitan Mathias Conte, un difensore molto tecnico, con grande esperienza e senso della posizione. «Non ha paura. È capitano per impegno, merito e bravura, elemento fondamentale per la nostra squadra: sa quando anticipare e quando invece aspettare». Al suo fianco ecco Julian Golè, la cui predominanza fisica, mescolata al senso della posizione, lo rende efficace nelle trame delle retroguardia, merito anche della sua grande concentrazione. Sulla corsia mancina il polmone d’acciaio Pietro Tomatis, vice capitano, una vera roccia per il Caraglio: corsa a perdifiato, resistenza e fisico straordinario fanno di lui un motorino indispensabile per la fascia. Con lui anche Christian Chiapello, ex Pro Dronero, e terzino dalla buona tecnica, che potrà ancora dimostrare tanto.

Davanti alla difesa le redini sono di Luca Armando, giocatore serio e disciplinato, dotato di una buona visione di gioco. «È molto metodico, si impegna tanto e la sua serietà in campo è un valore aggiunto». In più Luca è versatile e intelligente, caratteristiche che all’occorrenza gli permettono di ricoprire anche il ruolo di difensore centrale. Gli esterni di centrocampo offrono molte alternative. A sinistra c’è Stefano Belliardo, classe 2007: può giocare in tutti i ruoli in mezzo al campo, e con il suo mancino che è una sassata ha spaventato più avversari. Stefano è un mastino, un giocatore completo per la sua età. Spazio anche a Federico Rinaudo Nicola Palma. Federico è ben impostato fisicamente, e sa muoversi bene, lavorando ancora sulla grinta è pronto al salto di qualità; Nicola invece, anche lui proveniente dal Csi, è un concentrato di abnegazione, che riversa soprattutto sulla corsa e come spinta per migliorare anche tecnicamente. Sulla destra invece si impone Stefano Dalmasso, giocatore poliedrico, capace di giocare sia in mezzo al campo che come punta. Intelligenza, leadership e tecnica: elementi imprescindibili anche nel campionato Under 15.

Dietro alle punte il reparto è ricco. Partiamo da Mattia Oberto, provato in diversi ruoli, dal centrocampo all’attacco, ma anche di fronte alla difesa. Mattia è molto tecnico, e può dare ancora tanto per abbinare alle sue doti la giusta grinta. Matteo Molinengo è invece un ragazzo che ha buoni spunti a livello di gioco, ascolta ed è molto legato alla squadra, aspetti fondamentali per limare le sue caratteristiche migliorando ulteriormente. Infine c’è Yassine Naji, capace di exploit grandiosi e grandi numeri, qualità innate che gli permettono di spaziare e reinventarsi anche come punta. In attacco è imprescindibile il gemello di Stefano, Andrea Dalmasso, solitamente posizionato sulla destra ma in grado di spaziare su tutto il fronte d’attacco. Capocannoniere della squadra, rapido e con grande senso del gioco, è diventato un perno del Caraglio. Anche Leonardo Faramia sa spaziare su tutti i fronti, ricavando il massimo dalla sua grande voglia di giocare, in qualunque occasione. Ma non è finita qui, perché sul versante opposto troviamo Alessandro Prato. «È una mia scommessa – ammette Davide Dottore – Ho fatto un’amichevole con l’Auxilium Cuneo e mi aveva stupito. Rapido, volenteroso e innamorato del pallone, è il giocatore più veloce che ho in rosa, un esempio di grinta e determinazione». Infine, chiude la rosa Denis Uberto, ragazzo dal fisico perfetto per stare in mezzo all’attacco, alto quasi 1.85m, abbinando a questa qualità il lavoro che stava impostando anche sulla tecnica, può arrivare anche per lui il salto di qualità.


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