21 Giugno 2021

Under 15: Davide Stangalino, un cuore che batte per la Sparta Novara

Le più lette

LG Trino-La Biellese Eccellenza: Kambo scaccia la paura ma non evita lo spareggio, sarà “finale” con l’RG Ticino

È successo di tutto. Partiamo da ciò che conta di più, ovvero il risultato. Il 2-2 finale tra LG...

Renate-Pergolettese Under 17: vai col Lisco, le Panterine volano ai quarti di finale quando tutto sembrava ormai perduto

Un viaggio all'Inferno durato 91 minuti, una partita che sembrava stregata e un finale che nemmeno nei migliori sogni...

Union Calcio Basso Pavese Under 19, il tecnico Pelagalli si ispira ai sacri valori: rispetto e impegno massimo

Giuseppe Pelagalli è l’attuale tecnico dell’Union Calcio Basso Pavese, che dopo una lunga carriera da calciatore, ha deciso di...

Davide Stangalino vive di calcio. È così dal 1970 quando, all’età di quattro anni, Davide mette per la prima volta piede allo stadio Alcarotti, per seguire insieme al padre la partita di Coppa Italia del Novara. «Guardavo rapito il match, attaccato alla rete metallica dello stadio – ricorda il tecnico della Sparta Novara – In casa mia si è sempre vissuto il calcio, da quel momento lì però l’Alcarotti è diventata casa mia, forse lo è sempre stata e lo è tuttora».

la carriera di davide stangalino

Con la consapevolezza di voler fare del calcio un elemento portante della propria vita, Davide Stangalino inizia a giocare, riconoscendo subito il suo elemento portante: la porta. «Ho sempre e solo fatto il portiere. Mi hanno messo tra i pali perché avevo i piedi di legno» ricorda il tecnico. I primi passi li muove nel Sant’Andrea’s a Novara, società con cui disputa il campionato Esordienti secondo anno e Giovanissimi fb. Poi il passaggio alla Voluntas Novara per terminare il biennio Giovanissimi e infine quello alla Sparta Novara per l’intero ciclo Allievi. Ma Davide Stangalino è un itinerante, come lui stesso si definisce, e la sua parabola non termina qui. Dopo aver completato la trafila delle Giovanili, Davide approda al Trecate, in Serie D, per poi tornare ancora alla Sparta e infine al Borgolavezzaro, società in cui disputa più di 200 partite ufficiali tra Seconda e Prima Categoria. Non mancano successi nel palmarés, tanto alla Sparta, dove vince il titolo Allievi, quanto al Borgolavezzaro, dove festeggia la vittoria del campionato di Seconda Categoria.

Lasciato il calcio giocato, Davide Stangalino si proietta subito sulla panchina. L’esordio arriva nel 2008 con gli Esordienti primo anno classe 1996 del San Rocco. A partire dall’anno successivo il tecnico si accasa al San Giacomo Novara, per seguire sempre i 1996 traghettandoli dalla Scuola calcio al Settore giovanile. Una scelta che paga, perché nella stagione 2010-2011 Stangalino vince il campionato Giovanissimi fb, arrivando poi in finale di Coppa Piemonte, persa con il Kl Pertusa. Dopo il San Giacomo, Stangalino sceglie il Trecate, dove rimane per ben sei anni, regalando alla società in cui aveva militato da giocatore un titolo provinciale con i 2000 allora Giovanissimi (stagione 2014-2015), per poi arrivare fino alla finale di Coppa Piemonte, persa contro il Cenisia. Con un bagaglio già importante sulle spalle, Stangalino fa il salto in Seconda Categoria, alla Trecatese. Rimarrà lì un anno solo, ma si rivelerà un periodo fondamentale per il tecnico. «Siamo riusciti a salvarci, è stata un’impresa. Ci davano per retrocessi a tre giornate dalla fine. Mi ricordo lo spareggio decisivo contro la Granozzese: a 7′ dalla fine eravamo in svantaggio, dopo aver colpito un palo e una traversa, e aver sbagliato un rigore; siamo riusciti a rimontarla sul finale vincendo 3-1». Dalla stagione successiva Davide Stangalino torna alla sua casa, la Sparta Novara, prendendo il timone dei 2004, una squadra forgiata in due anni in un gruppo di guerrieri, capace di issarsi fino a diventare campione Regionale per la categoria Giovanissimi nella stagione 2018-2019, grazie alla vittoria sul Pinerolo per 1-0 con gol di Alessandro Visconti. «Un successo voluto e costruito. Rimarrà indelebile». Terminato il ciclo con i 2004, Stangalino ricomincia il biennio Giovanissimi con i 2006, che allena dalla stagione 2019-2020.

Davide Stangalino, allenatore della Sparta Novara 2006

IL METODO STANGALINO

Ingegnere nella vita e sul campo da calcio, Davide Stangalino non lascia mai nulla al caso. I numeri sono inconfutabili, la fisica si applica anche alle partite. «La mia filosofia di calcio è semplice – ci spiega l’allenatore dei 2006 – La velocità si esprime nel rapporto tra spazio e tempo. Se gioco la palla veloce, rubo spazio e tempo agli avversari». La programmazione è fondamentale per il tecnico: «Voglio sapere tutto: come giocano i miei avversari, quanto è lungo il rettangolo da gioco, moduli, statistiche. I numeri non mentono, mai». E, seguendo questo metodo rigoroso, il sistema che più predilige è il 4-3-3. «Il libro “La mia rivoluzione” di Johan Cruyff spiega i principi del calcio moderno. Parla del concetto delle cinque linee che occupi in campo con tutti i giocatori: la difesa, un centrocampista di copertura davanti alla retroguardia, due mezzale, un vertice basso o alto in attacco e le due punte esterne. Il 4-3-3 è il modulo che ti permette di sfruttare al meglio questa filosofia». Guardando agli allenatori che hanno fatto la storia, uno in particolare ha segnato Davide Stangalino, Carlo Mazzone: «Due concetti ho estrapolato dal suo modo di allenare. “Se la palla è nostra difficilmente ci fanno gol, se ce l’hanno gli avversari è più probabile che accada” e “Palla a terra, palla nostra; palla alta, palla degli avversari”. Due idee chiare, che applico con le squadre che alleno, più possesso riusciamo ad avere meglio è».

i giovanissimi 2006

Da due anni, il progetto a cui si dedica Davide Stangalino è quello dei 2006. Un gruppo di spartani coeso, che la scorsa stagione ha dimostrato di poter essere in lizza per il titolo. Con questa squadra Davide ha scelto di deviare dal 4-3-3, proponendo il 3-5-2, più adatto per le caratteristiche tecniche, fisiche e atletiche dei suoi giocatori. In una rosa in cui tutti hanno sempre una chance per partire titolari, la scelta è veramente ampia.

Tra i pali si impongono Alessio Balice Tommaso Spagnoli. Alessio è una garanzia per i novaresi, una molla pronta ad esplodere in ogni momento, specializzata nel neutralizzare anche i tiri più alti e angolati; Tommaso invece ha dimostrato una crescita davvero importante, che lo ha portato a diventare un punto di riferimento per la partecipazione al gioco di squadra. Nella retroguardia a destra si impone Andrea Gincu, giocatore dalla forza esplosiva infinita, in mezzo ecco capitan Simone Trapani, un concentrato di personalità e tecnica capace di svolgere alla perfezione il ruolo di registra arretrato, sulla sinistra, infine si staglia Simone Rivoltella, un vero martello che non fa vedere palla agli avversari. Jolly Alessio Menucelli, ex Trecate, in grado di spaziare su tutti i versanti: la sua dote migliore è la volontà di ferro che mette in ogni partita e anche in ogni allenamento.

Passando al centrocampo, gli esterni sull’out di destra sono Meralb Ceka Tommaso Ferrari: il primo è un talento dai piedi educati, il secondo invece si affida a corsa e tecnica per sbloccare ogni match. Ferrari inoltre può anche ricoprire il ruolo di mezzala destra insieme a Mattia Bizzaro. A far girare la squadra ci pensa Emanuele Martelli, un play che disegna calcio. Nato mezzapunta e trasformato in regista, Emanuele ha sfoderato tutto le sue qualità cristalline, diventando l’Andrea Pirlo di Novara. In coppia con lui ecco Momo Benkhourrauge, tecnico con entrambi i piedi, una dote che risalta sempre in mezzo al campo. La mezzala sinistra è “Ringhio” Leonardo Fatone, il Rino Gattuso della Sparta: sempre pronto alla guerra, Leonardo non ha paura di nessuno, entra in campo è dà l’anima fino all’ultimo secondo. Stesso ruolo per Vincent Vendola, che sa fare legna per aiutare i compagni nella costruzione. Sull’out di sinistra si staglia un altro martello, Andrea Perri: con lui in campo è difficile averla vinta. In attacco la torre è Alessandro Boffino, una “belva” come dice lo stesso Stangalino. Alessandro è l’incubo delle difese che patiscono i suoi gesti tecnici in area e non riescono mai a marcarlo. Ma occhio anche a Lorenzo Scaglia, un peperino che diventa imprendibile nell’ultimo quarto d’ora di gioco, in cui riesce a cambiare volto alle partite, e a Tommaso Bertelegni, jolly offensivo ambidestro adattabile anche a mezzala. Chiudono il cerchio Jacopo Colombo, un giocatore in grado di spaziare in tutto il reparto offensivo grazie alla foga agonistica che lo contraddistingue, e Luca Ruggerone, che fa della velocità il suo più grande punto di forza.

L’obiettivo con questa squadra, vista la stagione precedente, era quello di poter poter puntare al titolo, ora si aspettano gli sviluppi del campionato. «Quest’anno abbiamo giocato troppo poco per fare pronostici basati sui fatti – commenta Davide Stangalino, che poi conclude – Il mio obiettivo primario è tornare in campo serenamente, abbracciarci presto per un gol».


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli