Il Lucento vince il
Francesco Totaro, bomber del Lucento Under 16 in gol contro il Lascaris

Il gioco al Lascaris, i tre punti al Lucento: ecco come si può sintetizzare il grande “Clasico” del calcio torinese. Una sintesi in cui però potrebbero perdersi i punti di forza dei rossoblù allenati da Vincenzo Grosso: grande solidità a difesa della propria tre quarti campo grazie alla grande capacità di densità; un Bergonzi (classe 2004) in formato deluxe, capace di salvare il risultato nel primo tempo con due interventi decisivi ravvicinati; e soprattutto un Totaro ancora una volta micidiale alla prima vera occasione da gol offertagli. Tutte qualità che, declinate con continuità nell’arco dell’anno, possono portare a qualcosa in più della «semplice salvezza» che va ripetendo il tecnico Grosso.

Il primo tempo è indubbiamente di marca Lascaris

Il primo tempo è indubbiamente di marca Lascaris: la squadra di Manavella gioca decisamente meglio, perché ha più ritmo e intensità, merito di una linea di centrocampo altamente mobile e capace di un buon palleggio. Nonostante questa superiorità le occasioni per passare in vantaggio si condensano solo nei minuti finali del primo tempo: palla sotto di Di Carlo per Mostacci, gol annullato per tocco di mano; poi Andrioli e Mostacci esaltano i riflessi di Bergonzi; infine Andrioli calcia molto bene (e forte) una punizione, ma la palla si perde a lato. La ripresa non sembra avere un copione diverso, poi al 5′ ecco l’acuto che spariglia tutto: palla rubata a centrocampo, Arduca non ci pensa un attimo a verticalizzare per Totaro che nello scatto brucia Marchesini e una volta davanti a Tribastone piazza il tocco vincente. Il Lascaris è incredulo e prova a sfogarsi aggredendo alto. Il Lucento regge l’onda d’urto e rischia poco (un colpo di testa di Regis nell’area piccola con palla fuori di poco), e anzi al 24′ su un’altra ripartenza trova il raddoppio: spizzata di Fusca, Gelmini (fuorigioco?) coglie tutti di sorpresa, segna e alza la cresta. La gara si chiude con un altro tiro a lato di Andrioli e con un sospiro che sapeva tanto di “non è giornata”.

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ASCOLTA LE PAROLE DI GIORGIO MANAVELLA, LASCARIS


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Giovanni Teolis
Redattore - «E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra»