11 Aprile 2021

Settimo Under 16: Erick Stan, portiere e cuoco d’eccezione

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La stagione del Settimo 2004, fin ora, è stata avara di soddisfazioni tra i numerosi cambi in panchina e un campionato regionale giocato sempre in orbita della lotta salvezza. Nell’incertezza di questa squadra regna però una certezza assoluta: Erick Stan, portiere e una delle note più liete della stagione. L’estremo difensore infatti oltre ad aver tenuto più volte in piedi i suoi limitando i danni, con la bellezza di 1530 minuti in stagione è anche il nono giocatore dell’intero girone A per minuti giocati (guida la classifica Mattia Cerminara del Borgosesia a quota 1594). Solo la quarantena a causa del Covid-19 ha impedito ad Erick di continuare a infilare i suoi guantoni per difendere la propria porta weekend dopo weekend.

È proprio il portierone del Settimo a raccontarci come sta affrontando l’assenza dal calcio giocato: «Sto passando questo periodo come se giocassi ancora. Nei giorni in cui ci sarebbe allenamento infatti riesco a tenermi attivo, da solo o anche grazie all’aiuto di mio papà, più o meno tre o quattro volte alla settimana. Purtroppo i guantoni non li ho più indossati ma continuando ad allenarmi è come se non li avessi mai tolti. La parte più difficile è resistere alla mancanza della partita settimanale di campionato al sabato pomeriggio, ma fortunatamente abbiamo trovato la soluzione. In cinque o sei tra compagni del Settimo ci troviamo online per giocare a Call of Duty, stando insieme riusciamo così a mantenere intatto lo spirito di squadra (ride, ndr)». Il Settimo riesce a rimanere compatto anche in questo momento storico delicato in cui Erick, proprio come quando vola tra un palo e l’altro della propria porta, non si fa trovare di certo impreparato: «All’incirca quindici giorni fa abbiamo iniziato le lezioni online e in linea di massima le facciamo tre volte alla settimana. Posso gestire bene il mio tempo tra i compiti, gli allenamenti individuali, i giochi online con i miei amici e la cucina in modo da poter mettere a frutto gli studi dell’istituto alberghiero che sto frequentando. È una mia passione e in questi giorni infatti in casa non faccio mancare mai Crepes e Pancakes, l’ideale per una merenda pomeridiana». La stagione è bloccata e poiché il calcio è fermo, la testa può iniziare a pensare anche ai progetti per i prossimi mesi: «Penso ad allenarmi per migliorarmi costantemente e guardare avanti. Ci sono tante possibilità e voglio valutare al meglio ognuna di essa, per capire quale sia la mossa migliore per il mio futuro tra il rimanere a Settimo o l’andare a giocare altrove».

Il momento è difficile e delicato per ognuno di noi e proprio per questo Erick spera che dopo la quarantena il futuro del calcio e non si impronti sulla base della serenità e della collaborazione: «Forse se si dovesse cercare di riprendere il campionato si andrebbe a finire troppo per le lunghe. In ogni caso la mia speranza è quella di poter tornare a giocare o fare qualsiasi altra attività in armonia abbandonando ogni tipo di litigio o incomprensione. Tornare a essere squadra in tutti i sensi. Sarà inoltre bellissimo il momento in cui rivedrò dal vivo il mio migliore amico Christian Paparo (attaccante del Settimo, ndr) o in generale le persone a cui sono più legato, perché ovviamente giochiamo o ci sentiamo online, ma non è come vedersi dal vivo e per questo tornare ad allenarsi insieme sarà ancora più emozionante». È una lotta che riguarda tutti e solo aiutandoci l’un l’altro possiamo uscirne bene, proprio come spiegato in conclusione da Erick che coglie l’occasione per ricordarci di non mollare: «C’è una squadra sola, non ci sono avversari e dobbiamo collaborare tutti. Il messaggio che voglio lasciare è quello di non buttarsi giù nonostante il momento complicatissimo, tenersi occupati in casa tra la lettura di un libro, la cucina, i giochi, alla play o di altri tipi, allenamenti individuali o qualsiasi altra attività può essere la soluzione». Per tornare alla normalità dobbiamo tenere duro perché solo così possiamo guadagnarci la nostra libertà e a quel punto sì, Erick, e come lui tutti i portieri d’Italia, potrà finalmente rindossare i suoi amati guantoni per davvero.


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