18 Giugno 2021

Per Filoni il pareggio è giusto, ma è l’Atalanta ancora una volta a incantare

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Una partita emozionante, una partita tra due grandissime squadre. Juventus e Atalanta hanno lottato a viso aperto, mostrando all’Europa intera come anche in Italia sia possibile giocare uno scontro diretto con ritmo e senza paura. Il risultato è stato un pareggio. Abbiamo chiesto ad Antonio Filoni (tecnico dell’Under 19 Regionale del Cnh Industrial) di analizzare la partita da un punto di vista tecnico e tattico:

La Juve è partita in fase di non possesso con un 4-4-2 classico. I terzini erano Cuadrado a destra e Danilo a sinistra, con centrali Bonucci e De Ligt. I centrocampisti erano Arthur e Bentancur in mezzo, con McKennie e Chiesa larghi. In fase di possesso impostava come al solito a 3, con Chiesa e Cuadrado molto alti. Chiesa in realtà stava molto stretto, interpretando il ruolo in maniera diversa rispetto a Cuadrado. L’Atalanta ha giocato con un 3-4-1-2 atipico, perché in fase di non possesso gli uomini di Gasperini giocavano uomo a uomo e stavano altissimi. Quando la Juve aveva palla, l’Atalanta non aveva modulo: come al solito, gli uomini di Gasperini sono stati molto coraggiosi. Tutte e due le squadre nel primo tempo hanno difeso molto alte. Era difficile trovare spazio per i centrocampisti. L’Atalanta ha cercato di bloccare Arthur (almeno fino alla sostituzione) con Pessina, provando a inibire dunque la principale fonte di gioco della Juve. I centrocampisti da entrambe le parti hanno provato soprattutto a lavorare sulle seconde palle. Lo spazio era poco e, soprattutto la Juve, ha cercato spazi con palle in profondità al di là della linea difensiva avversaria. Morata si è trovato un paio di volte davanti alla porta, ma non è stato lucido e non è riuscito a sfruttare al meglio delle ottime occasioni. E poi c’è stata tanta aggressività da entrambe le parti (il gol della Juve nasce proprio così). Anche l’Atalanta ha sfiorato un gol con Zapata in questo modo: conquista della palla con una pressione avanzata e immediata ricerca della porta avversaria. La stessa scelta di Pessina nasce, probabilmente, con questa intenzione. Il problema, però, sorge in fase di possesso: Pessina non è Gomez e si vede. Nel secondo tempo la Juve, complice anche un’evidente stanchezza, ha un po’ abbassato il baricentro e l’Atalanta ha costruito di più. L’Atalanta fisicamente è davvero impressionante. Riescono a giocare uomo contro uomo per cento minuti senza calare mai di intensità: sono davvero uno spettacolo. Poi certo, ci sono stati alcuni episodi clamorosi che avrebbero potuto portare la vittoria alla Juve. Gasperini ha provato con i cambi a stravolgere l’andamento della gara. L’inserimento di Gomez nasce proprio in questo senso: i suoi movimenti tra le linee e la sua classe hanno subito fatto la differenza. Pirlo invece non ha modificato il piano di gara. Non so se l’abbia fatto per ragioni fisiche o meno. Forse semplicemente ha voluto accontentarsi del pari. Ha messo dentro Alex Sandro, mantenendo il 4 4 2 anche in fase di possesso. Probabilmente ha patito l’assenza di Arthur, che nei piani doveva essere l’uomo in più là in mezzo. Devo dire che in generale è stata comunque un’ottima partita, per tecnica e intensità“.

Giampiero Gasperini, per Filoni, ha dimostrato a tutti che la sua Atalanta è una grande squadra

Qual è stata la mossa decisiva dei due allenatori?
Devo dire che per l’Atalanta, in generale, il trequartista è fondamentale. Gasperini ha messo Pessina perché gli garantisse una maggior copertura e aggressione in fase di non possesso. Poi con Gomez ha aggiunto qualità. Per la Juve invece direi il lavoro dell’esterno di sinistra. Chiesa se viene dentro al campo può essere molto pericoloso, soprattutto se gli avversari giocano a due in mezzo al campo. Secondo me può essere molto importante anche nel prosieguo della stagione.
Chi ha meritato?
Ai punti la Juve. L’Atalanta però nel secondo tempo mi è davvero piaciuta molto, per atteggiamento, personalità e intensità. Il pareggio è giusto.
Migliori in campo?
Escludendo i due portieri (fantastici) nell’Atalanta direi i tre dietro. Vedere tre difensori che accettano l’uno contro uno contro gli attaccanti della Juve è veramente bellissimo. Il migliore in assoluto forse è stato Romero. Nella Juve direi Bentancur, che ha fatto bene sia da mezzala sia da vertice basso.

Romero ha fatto una partita magistrale, accettando l’uno vs uno contro assoluti campioni

Chi vince lo scudetto?
Io dico Milan. Ti dà la sensazione di essere sempre in partita, di non perdere mai la testa. Poi crea sempre moltissime occasioni.

 

Si ringrazia Antonio Filoni per la disponibilità.


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