La gioia dei giocatori del Toro dopo il triplice fischio
La gioia dei giocatori del Toro dopo il triplice fischio

Con i “se” e con i “ma” non si fa la storia, questo è un dato di fatto risaputo; eppure in Torino-Inter i “se” e i “ma” andrebbero quantomeno analizzati, di modo da evidenziare aspetti e sfaccettature che, altrimenti, potrebbero falsare la percezione generale della gara. Ed ecco che, non appena si inaugura un discorso di tipo ipotetico, cominciano a fioccare i rimpianti (o i sospiri di sollievo, a seconda dei punti di vista): cosa sarebbe successo se il Toro non avesse beneficiato di un calcio di rigore già dopo una manciata di minuti? E cosa invece se l’Inter avesse raggiunto il pareggio invece di sbattere prima contro il palo e poi contro la traversa? L’unica cosa certa in questa marea di interrogativi è che i ragazzi di Capriolo hanno confermato la particolare sintonia che lega i Granata e il trofeo Berretti, vinto un’ennesima volta per ritoccare al rialzo il primato di vittorie piemontesi, che da 10 sale a 11, allungando sul Milan secondo nella graduatoria a quota 7 e lasciando l’Inter a 6, con l’ultimo successo nerazzurro risalente alla stagione 2016/2017. Analizzando finalmente la partita, non può sfuggire il fatto che il rigore assegnato a favore del Toro dopo solo una decina di minuti abbia in qualche modo influenzato l’intera gara: sia prima sia dopo il fatto incriminato le due compagini hanno infatti giocato in totale equilibrio, e dunque un pareggio non sarebbe stato ingiusto. In questa prospettiva allora il fallo di mano commesso in area da parte di Vaghi acquista un peso maggiore: il direttore di gara ha visto bene, tant’è che neanche lo stesso numero 5 interista se l’è sentita di protestare. Dal dischetto parte dunque Moreo e il risultato cambia in 1-0 a favore dei Granata. Per i successivi 20 minuti la gara si trascina all’insegna dell’equilibrio, quando ecco che improvvisamente la squadra di Corti si risveglia colpendo un palo clamoroso con Gianelli, con il numero 7 che qualche minuto più tardi fa nuovamente intravedere le sue capacità balistiche con un tiro terminato fuori di un nulla. Al 37’ l’Inter colpisce il secondo palo della propria partita con Mulattieri, bravissimo a sgusciare fra i centrali granata e a indirizzare il cross di Ballabio, ma sfortuna ha voluto che per questione di centimetri il pallone non sia finito in rete. La risposta del Torino passa per i piedi di Garetto, che nel finale di primo tempo su suggerimento di Bongiovanni costringe Pozzer al colpo di reni prodigioso per togliere la sfera dalla porta. La grande occasione avuta incoraggia i ragazzi di Capriolo, che nella seconda frazione di gioco scendono in campo in modo totalmente diverso, crescendo in termini di ritmo e intensità tanto da riuscire a dominare su un’Inter che è andata via via calando. I piemontesi crescono, alzano il baricentro e cominciano a premere nella metacampo interista nel tentativo di legittimare il vantaggio e trovare il raddoppio; al 23’ l’intento fallisce in modo imponderabile, in quanto la conclusione a botta sicura di Kone viene respinta sulla riga da parte di Colombini, ma alla fine arriva il 2-0 per il Toro: prima l’appena entrato Ibrahimi costringe Pozzer alla seconda grande parata di giornata, ma poi sugli sviluppi dell’angolo che ne è derivato capitan Leggero ha incornato di testa senza lasciare alcuno scampo all’estremo difensore del Biscione. Al triplice fischio è festa grande per i ragazzi di Capriolo, che alzano al cielo il trofeo Berretti; ai giocatori dell’Inter invece sono state riservate solamente le medaglie per i secondi classificati, dure da digerire quanto i due legni colpiti nei primi 45 minuti.

TABELLINO

RETI: 11’ rig. Moreo (T), 31’ st Leggero (T).

TORINO (3-5-2): Lewis 6, Bongiovanni 7, Ricossa 6.5, Laurenzi 6.5 (34’ st Enrici 6), Leggero 7.5, Siniega 7, Cuoco 6 (30’ st Rotella 6.5), Garetto 7.5, Kone 5.5, Moreo 6.5 (30’ st Ibrahimi 6.5), Sandri 6.5 (41’ st Niang sv). A disp. Fontana, Olivero, Ottone, Fiorio, Montenegro, Del Bianco, D’Ambrosio, Tassone. All. Capriolo 10.

INTER (4-4-1-1): Pozzer 7, Ballabio 6.5, Colombini 7, Serpe 6.5, Vaghi 6, Vezzoni 5.5 (18’ st Chrysostomou 6), Gianelli 7 (34’ st Del Grosso 6), Attys 6.5, Mulattieri 6.5 (34’ st Fonseca 6), Rossi 6.5 (18’ st Vergani 6), Burgio 6.5. A disp. Milani, Feltrin, Mancuso, Pojani, Sami, Confalonieri, Krasniqi, Cirenei. All. Corti 9.

ARBITRO: Rutella di Enna 7. L’unica decisione importante, quella del rigore, sembra corretta. Per il resto una conduzione di gara sicura.

AMMONITI: 11’ Vaghi (I), 15’ Vezzoni (I), 7’ st Cuoco (T).

PAGELLE TORINO (3-5-2)
Lewis 6 Il suo pomeriggio è stato più tranquillo del suo collega nerazzurro, non deve compiere particolari parate, ma deve ringraziare i legni della porta.
Bongiovanni 7 Staziona altissimo all’altezza della linea di metacampo, proponendosi con qualità e continuità. Riesce a contrastare sia Colombini sia Burgio, nonostante fossero in due a imperversare sulla sua corsia.
Ricossa 6.5 Dopo pochi minuti inaugura con Sandri un’azione sullo stile dell’asse Insigne-Callejon del Napoli, senza però trovare il pallone per pochi centimetri.
Laurenzi 6.5 Una prestazione nel complesso attenta. Quando nella ripresa deve marcare Vergani, gli si appiccica come un francobollo senza lasciargli spazio.
Leggero 7.5 Le palle alte le prende tutte lui di testa, e questo discorso vale anche quando si trova in area avversaria.
Siniega 7 Fra i tre centrali del Toro è quello che prova più frequentemente a giocare di anticipo, e nel complesso la cosa gli riesce bene. E’ lui quello a crederci più di tutti e a recuperare il pallone che poi varrà il rigore.
Cuoco 6 Il meno brillante del reparto piemontese: prova a proporsi nelle due fasi, ma i suoi propositi non sempre vanno a buon fine.
Garetto 7.5 Una furia. Si scatena nel primo pressing andando in pressione su tutto e tutti, e in aggiunta sfiora una grandissima rete.
Kone 5.5 Pecca per mancanza di concretezza, è troppo fumoso. Si accende a metà del secondo tempo, ma brucia la grande occasione perché gli è mancata la cattiveria necessaria.
Moreo 6.5 Si incarica della battuta di un rigore pesantissimo. La personalità dimostrata paga i suoi dividendi e il Toro passa in vantaggio, anche se è calato un po’ nella ripresa.
Sandri 6.5 Il cervello del centrocampo piemontese, ha qualità nell’impostazione e una grande visione di gioco. I suoi lanci, soprattutto nella direzione di Ricossa, sono sempre intelligenti.
All. Capriolo 10 Voto stellare per una stagione stellare. In stagione è arrivata solo una sconfitta, per mano di un’altra formazione che è diventata campione d’Italia come la Virtus Entella, ed è riuscito ad entrare nella testa dei giocatori per riuscire a esaltare le loro qualità. Il suo 3-5-2 (mi scusino i tifosi Granata) ricorda quello del primo Conte alla Juve: nel primo tempo cerca di fiaccare l’avversario, per poi colpire con violenza e convinzione nella ripresa.

PAGELLE INTER (4-4-1-1)
Pozzer 7 Incolpevole per definizione in occasione del rigore, compie almeno due grandi parate che tengono a galla i nerazzurri.
Ballabio 6.5 Fra i due terzini è probabilmente quello che spinge di meno, ma lo fa con tanta qualità, e il traversone per Mulattieri ne è stato un esempio lampante.
Colombini 7 Riesce a gestire uno come Bongiovanni sulla propria fascia, e in aggiunta arriva sul fondo con notevole facilità. Il salvataggio su Kone è stato semplicemente fantastico.
Serpe 6.5 Non soffre né la qualità di Moreo né gli strappi di Kone, quindi conferma una volta di più le sue spiccate attitudini difensive.
Vaghi 6 Il fallo del rigore nasce da una vera ingenuità. Nel resto della gara però riesce a limitare i danni.
Vezzoni 5.5 Non è parso particolarmente in giornata, forse condizionato dal cartellino giallo recapitatogli già al 15’ del primo tempo.
Gianelli 7 Il più pericoloso della banda nerazzurra, inventa dal nulla due conclusioni che fanno tremare il Torino.
Attys 6.5 È il testimone dei miglioramenti compiuti da tutta la squadra nell’arco della stagione. Recupera un’infinità di palloni in mediana.
Mulattieri 6.5 A lungo stretto nell’asfissiante stretta dei tre centrali granata, riesce comunque a ritagliarsi quei centimetri per quello sfortunato colpo di testa.
Rossi 6.5 La sostituzione può sembrare una bocciatura, ma rischia di essere fuorviante perché è stato come al solito uno dei più vivaci.
Burgio 6.5 Parte in sordina, largo sulla fascia sinistra, per poi crescere nel finale della prima frazione con un paio di spunti interessanti.
All. Corti 9 Anche per lui un voto che non può non essere rivolto a tutta la stagione. Le difficoltà iniziali sono state brillantemente superate, probabilmente a partire da quella sfida contro l’Atalanta che ha fatto capire a tutti come questa Inter avrebbe potuto giocarsela con chiunque. E se non fosse stato per quel palo e quella traversa lui e la squadra avrebbero potuto essere campioni d’Italia.

LE INTERVISTE: ASCOLTA CAPRIOLO

LE INTERVISTE: ASCOLTA CORTI

Le due formazioni prima del calcio d'inizio
Le due formazioni prima del calcio d’inizio

 

I ragazzi di Capriolo alla premiazione
I ragazzi di Capriolo alla premiazione
I due marcatori, capitan Leggero e Moreo, alzano l'ambito trofeo
I due marcatori, capitan Leggero e Moreo, alzano l’ambito trofeo

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