14 Aprile 2021

Amad Diallo Traore dall’Atalanta al Manchester United: da Zingonia all’Old Trafford, una storia da predestinato che abbiamo vissuto gol dopo gol

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Dennis Carzaniga
Dennis Carzaniga
Caposervizio Redazione Lombardia

Martedì 28 giugno 2016, Orogel Stadium, Cesena. È la grande notte della finale Scudetto dei Giovanissimi Nazionali, e a sfidarsi ci sono la Roma di Valerio D’Andrea e l’Atalanta di Stefano Lorenzi. Per 21 giovani calciatori classe 2001 è la prima partita in uno stadio dei grandi, la prima vera occasione per mostrare il proprio valore vista la diretta televisiva su RaiSport. I giocatori però sono 22 e il ventiduesimo ha un anno in meno rispetto a tutti gli altri, è un classe 2002, si chiama Amad Diallo Traore e 1654 giorni dopo quella sera passerà ufficialmente al Manchester United per una cifra intorno ai 40 milioni di euro (25+15 di bonus). Si, perché adesso è ufficiale (CLICCA QUI per leggere l’annuncio del Manchester United): Amad Diallo Traore trasloca dai campi di Zingonia all’Old Trafford, uno stadio che ha conosciuto fior di leggende e che è alla continua ricerca di degni eredi.

Ma torniamo a quella sera di quattro anni e mezzo fa. Quando in tribuna stampa arrivano le distinte ufficiali, il nome di Traore (oggi solamente Diallo) sulla casella numero 11 spicca immediatamente. «E questo chi è?» borbotta qualcuno in tribuna. In effetti, prima di quella notte il ragazzo aveva disputato nell’Under 15 solamente quattro spezzoni di partita: entra nella ripresa (al 5′) nell’andata dei quarti col Sassuolo segnando il gol del definitivo 3-0, gioca da titolare il ritorno (1-1, esce al 15′ del secondo tempo) e poi subentra nell’intervallo della semifinale contro il Genoa (a cui va aggiunta l’unica presenza in campionato, alla 2ª giornata contro il Como). Contro la Roma tocca a lui occupare il posto di attaccante esterno sinistro titolare nel 4-2-3-1 orobico: e mai scelta fu più azzeccata. Per noi di Sprint e Sport la titolarità di Traore non fu certo una sorpresa, e soprattutto non lo fu per il collega che quell’anno seguiva da vicino la categoria Giovanissimi Regionali (l’Under 14 di oggi). «È un fenomeno» andava ripetendo da inizio stagione: del resto, 44 gol in 24 presenze erano un “discreto” biglietto da visita. Se sarà veramente un fenomeno lo dirà il campo, come sempre, ma certo è che quella sera ci fu la conferma delle grandissime potenzialità di questo ragazzo che lo scouting dell’Atalanta aveva pescato dalla Scuola Calcio del Boca Barco, una piccola società emiliana con la prima squadra in Prima categoria. E il campo, quel martedì 28 giugno 2016, parlò eccome. Siamo al 10′ del primo tempo supplementare di una partita tirata ed equilibrata, e siamo sullo 0-0: una di quelle classiche finali che spesso vengono decise da un episodio, un’invenzione, un colpo di genio. È questo il momento in cui nasce la stella di Amad Diallo Traore: Kichi dal vertice destro dell’area di rigore gli passa il pallone, lui con il sinistro stoppa, si sposta il pallone mandando a vuoto Simonetti e sempre col mancino, dai 20 metri, indovina una conclusione che finisce imparabilmente sotto l’incrocio dei pali. Un gol tanto bello quanto importante: l’Atalanta, che poi troverà il raddoppio con Cortinovis, conquista uno Scudetto di categoria che mancava da 8 anni.

Atalanta-Roma, finale Scudetto Giovanissimi 2016: l'esultanza con Cortinovis
Atalanta-Roma, finale Scudetto Giovanissimi 2016: l’esultanza con Cortinovis

Atalanta-Roma, finale Scudetto Giovanissimi 2016: l'esultanza con Brogni
Atalanta-Roma, finale Scudetto Giovanissimi 2016: l’esultanza con Brogni

L’annata successiva (2016-2017) fu la più tribolata, a causa di un problema che lo tenne lontano dai campi praticamente per tutto il girone di ritorno. Un vero peccato per l’Atalanta, visto che i numeri dell’andata erano stati nuovamente mostruosi: 19 gol in 14 presenze con l’Under 15 e squadra in testa alla classifica fino al 15 gennaio quando Amad Diallo Traore si infortuna nel match contro la Spal. Esce al 27′ del primo tempo, e la squadra – non è un caso – perde la sua prima partita in campionato e chiude poi la regular season al secondo posto dietro all’Inter. Torna giusto in tempo per le fasi finali, nei maledetti quarti di finale contro la Sampdoria (gioca sia l’andata che il ritorno segnando un gol e risultato mvp in entrambe le gare, ma non basta per evitare l’eliminazione) e marcando presenza anche nella fase finale Under 16 entrando nel secondo tempo del ritorno dei quarti contro il Milan poi Campione d’Italia di Alessandro Lupi e Daniel Maldini.

Nel 2017-2018 Amad Diallo Traore passa direttamente nell’Under 17 di Giovanni Bosi, saltando a piedi pari lo scalino Under 16 e ritrovando i compagni classe 2001 con i quali aveva vinto lo Scudetto due anni prima. Sarà una stagione intensa, intrigante e con uno di quei finali che solo il calcio sa regalare. In campionato segna 9 gol in 23 presenze, poi gioca – da protagonista ovviamente – tutta la corsa al Tricolore: va a segno nell’andata dei quarti contro il Genoa (sconfitta per 3-2 poi ribaltata con l’1-0 del ritorno), poi firma il 3-0 che chiude la semifinale contro la Juventus e che regala un’incredibile finale-bis contro la Roma passata nel frattempo nelle mani di Francesco Baldini. La rivincita si gioca al “Tullo Morgagni” di Forlì, e l’Atalanta si presenta all’atto finale con tutti i crismi della favorita (vista anche l’assenza, tra le fila dei capitolini, della stellina Alessio Riccardi). Nel calcio però, si sa, la carta non conta nulla. Piccoli porta in vantaggio la Dea, Silipo pareggia su rigore, il “nostro” Amad Diallo Traore trova il 2-1 a metà secondo tempo, ancora Silipo pareggia e all’ultimo minuto Bucri trova il gol del Tricolore. La finale la vince la Roma, ma la sua stagione rimane comunque positiva visto anche l’anno di differenza rispetto a compagni ed avversari.

Il 2018-2019 è sicuramente l’annata più impegnativa per Amad Diallo Traore. Il passaggio, sempre da sottoetà, nella Primavera di Massimo Brambilla non è una cosa di tutto riposo ma l’impatto nella nuova categoria è all’altezza delle aspettative: 23 presenze con 6 gol segnati non sono numeri di poco conto. L’esordio arriva il 22 settembre 2018 contro il Palermo, entrando al 10′ della ripresa al posto di Ebrima Colley, il primo gol – decisivo, nel 4-3 in rimonta sul Napoli – è targato invece 11ª giornata, 8 dicembre 2018. Nel frattempo, si sdoppia giocando anche 11 partite (con 8 gol) nell’Under 17 con cui poi andrà a disputare le fasi finali in Emilia Romagna in un giugno per lui caldissimo. Come aperitivo demolisce la Juventus nei quarti di finale Under 17: doppietta all’andata (4-0), gol al ritorno (1-3) e Dea portata in spalla in semifinale. Come piatto principale, la corsa allo Scudetto Primavera entrando dalla panchina sia nella semifinale con il Torino sia nella finalissima contro l’Inter, vinta 1-0 e decisa da un gol di Colley su assist di un certo Dejan Kulusevski. Come dessert, stavolta amaro, la semifinale Under 17 dove l’Inter di Sebastiano Esposito si prende la rivincita: 3-0 secco e Atalanta eliminata. Poco male, perché il futuro si traduce con la convocazione in prima squadra da parte di Gian Piero Gasperini.

Under 17: Amad Diallo Traore in azione contro la Sampdoria
Under 17: Amad Diallo Traore in azione contro la Sampdoria

Esultanza e bacio della maglia
Esultanza e bacio della maglia

Il resto della storia, è storia recente. La data da cerchiare con la penna rossa è domenica 27 ottobre 2019. La prima squadra dell’Atalanta sfida in casa l’Udinese, Amad Diallo Traore entra in campo al posto di Josip Ilicic al 32′ del secondo tempo e 6 minuti dopo mette il suo primo sigillo in Serie A. Trecentossanta secondi, tanto è bastato al talentino della Costa d’Avorio per lasciare il segno con il suo marchio di fabbrica: azione convergente dalla destra verso il centro e sinistro fulminante che non lascia scampo a Musso. Finisce in goleada, 7-1, ma il ragazzo non ha nemmeno il tempo di godersi il momento visto che il giorno dopo è già di nuovo in campo per la Supercoppa Primavera contro la Fiorentina: l’Atalanta vince 2-1, segnano Gyabuaa e Piccoli ma il migliore in campo è Amad Diallo Traore. Nella massima serie racimolerà altre 2 presenze, contro Juventus e Parma. Poi la pandemia, il campionato Primavera viene sospeso (con lo Scudetto assegnato a tavolino all’Atalanta, in quel momento prima in classifica) e così arriviamo al 5 ottobre 2020, quando esce ufficialmente la notizia: Amad Diallo Traore sarà un nuovo giocatore del Manchester United. Il trasferimento – multimilionario – si concretizzerà solo più avanti, e così all’inizio della stagione 2020-2021 si presenta alla corte di Gasperini come una delle alternative del già fervido settore offensivo atalantino. 11 le convocazioni e 1 presenza, nella sconfitta per 2-0 in casa contro il Verona.

AMAD DIALLO – LA CARRIERA

2015-2016
Under 14: 24 presenze / 44 gol
Under 15: 5 presenze / 2 gol
Totale: 29 presenze / 46 gol

2016-2017
Under 15: 16 presenze / 20 gol
Under 16: 1 presenza / 0 gol
Totale: 17 presenze / 20 gol

2017-2018
Under 16: 1 presenza / 0 gol
Under 17: 27 presenze / 12 gol
Totale: 28 presenze / 12 gol

2018-2019
Under 17: 14 presenze / 11 gol
Primavera: 25 presenze / 6 gol
Totale: 39 presenze / 17 gol

2019-2020
Primavera: 16 presenze / 6 gol
Serie A: 3 presenze / 1 gol
Totale: 19 presenze / 7 gol

2020-2021
Serie A: 1 presenza / 0 gol
Totale: 1 presenza / 0 gol

TOTALE DALL’UNDER 14 ALLA PRIMA SQUADRA
Presenze: 133
Gol: 102


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