Atalanta-Inter, la finale: le parole di Brambilla

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Massimo Brambilla
Massimo Brambilla

Sudore, fatica e tanto orgoglio. Questo è il carattere dell’Atalanta. Un carattere che ha permesso a questa squadra prima di dominare un campionato chiuso con larghissimo anticipo, poi andando a colmare quel gap che negli ultimi anni aveva sempre fatto la differenza con l’Inter e le altre squadre: la gara secca. Quella vista al Tardini di Parma è stata un’Atalanta fantastica, magari non la più bella dell’anno, ma dannatamente cinica e matura: pronta e vogliosa a riportare a Bergamo quello scudetto tante volte sfiorata, accarezzato, cullato ma che mancava da 21 anni. Nella conferenza stampa pare quasi commosso il tecnico orobico Massimo Brambilla: «Li ho finiti anche io gli aggettivi per questa squadra. I ragazzi hanno fatto un’annata straordinaria. Sono due anni che vinciamo il campionato, ma credo che mai come quest’anno alla fine abbia vinto la squadra più forte». Dopo i canonici elogi ai ragazzi il tecnico bergamasco torna sulla partita sottolineato i pregi ed i difetti della prestazione fatta: «Noi abbiamo regalato la prima mezz’ora, perché siamo scesi in campo con troppa tensione e non siamo riusciti a giocare come sapevamo. Stare in partita in quella mezz’ora è stato importante e via via che passano i minuti ci siamo uniti. Siamo stati bravi contro una squadra che aveva preparato il match e ci ha messo in difficoltà». Nota di merito, Brambilla la spende sul talentino svedese-macedone, Dejan Kulusevki, autore di un’altra presentazione monstre: «Dejan quest’anno ha avuto una crescita esponenziale, è stato un ragazzo che ha grande qualità ma anche tanta resistenza: è cresciuto anche dal punto di vista mentale ora sa anche difendere. Per quanto riguarda il fatto che possa andare in prima squadra non lo so, però per me è pronto per giocare tra i grandi». Prima di chiudere il tecnico bergamasco fa un tuffo nel passato riprendendo la finale Under 17 persa due anni fa dal gruppo dei ragazzi del 2000, proprio contro l’Inter in un match davvero denso di mille emozioni. Quella del Tardini è stata una rivincita o no? «La rivincita – chiude Brambilla – non esiste, però per quei ragazzi del 2000 che avevano perso la finale in modo rocambolesco sono molto contento per loro perché se lo meritavano. Non è una rivincita però è una soddisfazione anche per loro aver alzato una coppa meritatamente».


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