Hans Nicolussi Caviglia, Juventus
Hans Nicolussi Caviglia, Juventus

Il big match della 31° giornata sorride all’Atalanta. La formazione bergamasca centra la quarta vittoria consecutiva, imponendosi per 2-1 ai danni della Juventus. Un k.o. che fa male in casa bianconera, e che rischia di complicare la corsa ai play-off della squadra di Francesco Baldini. L’Atalanta inizia subito con il piede giusto la partita, firmando l’immediato vantaggio con la rete di Colley. L’attaccante nerazzurro si incarica della battuta di una punizione dal limite: il pallone passa tra le maglie della barriera bianconera e s’infila alle spalle di Israel. La Juventus, però, rialza subito la testa: Rosa sterza e prepara la conclusione dentro l’area, ma il suo tentativo si infrange sulla base del palo. Come recita il famoso detto: “Gol sbagliato, gol subito”, la Dea impone il secondo scacco matto della sua partita, questa volta targato Cambiaghi. Fa tutto Zortea, doppio passo e conclusione deviata da Israel. Sulla ribattuta, però, è lestissimo Cambiaghi a fiondarsi sul pallone e sigillare il raddoppio bergamasco. Le montagne russe di emozioni continuano, con la squadra di Francesco Baldini che rientra in partita tre minuti più tardi. Sene riceve l’imbucata di Fagioli e si presenta a tu per tu con Carnesecchi: l’ex Vanchiglia prende la mira e infiocchetta nell’angolino il gol della speranza. Nel finale di primo tempo, poi, si esaltano i due portieri, con Carnesecchi che dice no a Nicolussi Caviglia e Israel che si oppone al bolide firmato Cambiaghi. La ripresa si apre con la velenosa parabola disegnata da Moreno, il cui tiro sibila a lato di pochissimo. Sono ancora i guantoni di Israel, poi, a dire di no ai tentativi atalantini, prima di Louka e poi di Traore. La Juventus prova a riequilibrare l’incontro trascinata da Hans Nicolussi Caviglia. Tentativo potente del centrocampista aostano respinto da Carnesecchi. Una ripresa povera di emozioni rispetto ai primi 45′, con l’Atalanta di Brambilla capace di chiudere tutti gli spazi ed impedire agli avversari di graffiare sotto porta. I bianconeri attaccano con insistenza, supportati dall’imprevedibilità sugli esterni di Moreno e dalla fantasia di Fagioli e Nicolussi Caviglia. Le speranze juventine, però, si spengono nel finale, con il triplice fischio del direttore di gara che consegna ai padroni di casa le chiavi dei tre punti.

TABELLINO
RETI (2-0, 2-1): 11′ Colley (A), 15′ Cambiaghi (A), 18′ Sene (J).
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi 6.5; Zortea 7.5, Okoli 6.5, Guth 6.5, Brogni 6; Ta Bi 6.5, Colpani 6.5, Gyabuaa 6.5; Traore 7 (44′ st Cortinovis sv), Colley 7 (1′ st Louka 6) (34′ st Peli sv), Cambiaghi 7. A disp. Ndiaye, Bergonzi, Heidenreich, Da Riva, Pina Gomes. All. Brambilla 7.
Juventus (4-2-3-1): Israel 7; Rosa 6.5 (36′ st Ahamada sv), Gozzi 6, Parodi 6 (17′ st Capellini 6), Anzolin 6; Nicolussi Caviglia 6.5, Morrone 6 (17′ st Bandeira 6); Monzialo 5.5 (17′ st Portanova 6), Fagioli 6.5, Sene 7 (1′ st Petrelli 5.5); Moreno 6.5. A disp. Loria, Pinelli, Vlasenko, Penner, Francofonte, Leone, Markovic. All. Baldini 6.5.
Arbitro: Zufferli di Udine 6.5.
Ammoniti: 10′ Parodi (J), 34′ st Okoli (A).

PAGELLE JUVE
Israel 7 La Juventus rimane in partita grazie agli interventi del portiere uruguaiano. Attento, provvidenziale, sicuro nel respingere le minacce atalantine. Una grande iniezione di fiducia per lui.
Rosa 6.5 Sta ancora tremando il palo colpito dal terzino bianconero. Il numero due è solito a spingersi in avanti con pericolosità, e il legno colpito testimonia la sua grande dote nell’inserimento in area avversaria. 36′ st Ahamada sv.
Anzolin 6 Inizio di partita molto complicato lungo il suo versante, dove Traore e Zortea spingono con frequenza e pericolosità. Il terzino mancino fatica a contenere le loro scorribande, prendendo successivamente le dovute contromisure nella ripresa.
Gozzi 6 Cambiano gli interpreti nella retroguardia bianconera, ma lui è presenza fissa a guidare la linea difensiva. Superate le difficoltà del primo tempo, il numero quattro si carica sulle spalle la Juve chiudendo gli spazi agli assalti della Dea.
Morrone 6 Il centrocampo avversario lo ingloba perfettamente nella sua morsa, impedendogli di ragionare con la sua intelligenza tattica. Prezioso come schermo davanti alla difesa, non sempre riesce ad innescare i compagni con i suoi lanci in avanti. 17′ st Bandeira 6 Spinge tanto, calibrando tanti cross interessanti.
Parodi 6 Welcome back verrebbe da dire. Dopo l’infortunio che lo ha tenuto ai box per parecchi mesi, il difensore della Juventus Under 23 è sceso in Primavera per mettere minuti nelle gambe. Partita al di sotto delle sue potenzialità, ma ci vuole tempo per ritrovare la condizione atletica. 17′ st Capellini 6 Prestazione diligente, poche sbavature per il difensore al centro della retroguardia bianconera.
Monzialo 5.5 L’esterno francese è sempre uno dei più insidiosi con la sua velocità. Tenuto a bada dalla solida difesa orobica, il numero sette fatica ad imporsi. Lontano dalla porta, ha poche chance per rendersi pericoloso. 17′ st Portanova 6 Cerca con i suoi inserimenti di scardinare il solido muro bergamasco.
Nicolussi Caviglia 6.5 Il centrocampista aostano ritorna in Primavera dopo l’ambizioso palcoscenico con l’Under 23 e soprattutto la prima squadra. Ha un QI superiore, si vede, e cerca di mostrarlo con le sue giocate in mezzo al campo. Non sempre riesce nel suo intento, ma quando carica la conclusione è sempre pericoloso.
Moreno 6.5 Schierato come terminale offensivo, non propriamente nelle sue corde, il numero nove si adatta con sacrificio alla nuova posizione. Sale in cattedra nella ripresa, pericoloso sotto porta grazie anche all’ingresso in campo di Petrelli che gli permette di allargare il suo raggio d’azione.
Fagioli 6.5 Qualità nel palleggio da parte del numero dieci. Da sottolineare l’assist per Sene: un’imbucata che ha permesso all’esterno di sigillare il gol della speranza.
Sene 7 C’è ancora la firma dell’attaccante ex Vanchiglia nel tabellino bianconero. Intesa perfetta con Fagioli e conclusione chirurgica che non lascia scampo a Carnesecchi. 1′ st Petrelli 5.5 Pronti, via, la sua conclusione dentro l’area viene respinta. Fatica, poi, a trovare spazi per incidere.