16 Maggio 2021

Brescia-Pordenone Primavera 2: Rondinelle, il destino adesso è solo nelle vostre Manu

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Alla 17ª giornata, sulle note di “Freed from desire” di Gala il Brescia va a piegare fra le mura amiche senza troppi patemi il Pordenone per 3-1, e inanella così la terza vittoria nelle ultime 4 gare disputate (l’unico pareggio col Venezia), preparandosi così al meglio per il gran finale di campionato. Mancano solo 5 gare infatti e i biancazzurri sono ancora lì in zona playoff, il destino a questo punto è solamente nelle loro mani.

Grossa Manu. Il primo tempo non presenta particolari colpi di scena, anche perché il Brescia stavolta annovera qualche rifacimento di modulo passando dal solito 4-2-3-1 al 4-4-2 in linea, dovuto alla panchina di Canciani e all’utilizzo dal primo minuto al fianco di Parzajuk di Del Barba sulla prima linea. Quindi centrocampo a 4 con Manu Denis a destra e Verzeni a sinistra, mentre in mezzo l’inedito duo Bertoni-Mor. Quest’ultimo, classe 2004, fin dall’avvio garantisce un’ottima fase di gioco e non fa rimpiangere l’assente Butturini. Dietro l’unica novità è rappresentata da Magri basso a sinistra, mentre dall’altra parte come al solito Boafo, in mezzo invece Maccherini e Castellini. A far le prove generali del gol è Del Barba all’11’, colpendo l’incrocio da fuori con una bellissima fiondata. Poco dopo invece apre le danze il solito Manu Denis con un’azione personale conclusasi con un bel tiro angolato alla destra del portiere. Sesto gol in 16 presenze per il fantasista bresciano, in pratica uno ogni 152 minuti. Una volta in vantaggio il Brescia fatica a raddoppiare, ma comunque è sempre pienamente in possesso della gara tant’è che ci prova prima dell’intervallo anche con Bertoni alla mezz’ora (Passador devia in angolo). Poca cosa invece il Pordenone, nel suo 4-3-1-2 iniziale. I friulani creano solo una buona azione con Turchetto verso il tramonto di frazione, ma per il resto non sembrano particolarmente pericolosi.

Brescia in relax. Al ritorno dagli spogliatoi esce Manu per l’inserimento di Barazzetta: un cambio dettato probabilmente da turnover o problema del fantasista, di certo non una punizione. Il 10 infatti stava conducendo la solita gara sontuosa. Ma non c’è nemmeno il tempo di digerire il tè ed ecco arrivare il raddoppio bresciano firmato da uno strepitoso Mor, davvero un cecchino nell’armare il suo destro ed andare a silurare le ragnatele nel sette dal limite. Raddoppio e partita quasi in ghiacciaia per i ragazzi di Aragolaza, e il quasi lo si deve solo ai 40 minuti abbondanti ancora da giocare. Infatti con questa rete i padroni di casa comunque si danno alla gestione del tempo rimanente, dettando tempi e modi di gioco senza incorrere in eccessiva frenesia. Sulle ali dell’entusiasmo derivante dal doppio vantaggio ecco quindi anche Verzeni rischiare il tris, quando a seguito di una bella discesa biancazzurra il suo sinistro terminava qualche metro a lato. Ma il gol è rimandato solo di poco, perché sugli sviluppi di un angolo Castellini mette dentro nell’ammucchiata, da dove sbuca la zampata di Maccherini per il tris delle Rondinelle, ormai definitivamente sul velluto. Ovviamente a risultato acquisito i padroni di casa possono permettersi di abbassare i ritmi, giocando al gatto col topo per lasciare uscire gli ospiti che così alzano il baricentro ritrovando quella profondità che per lunghi tratti era mancata nel corso della gara. Ad un quarto d’ora dalla fine c’è ancora spazio per gli ultimi tentativi del Brescia, questa volta avanzati dall’ex Pavoniana Iddrissou, che prova il doppio passo sulle zolle di sinistra costringendo quindi Passador alla deviazione in angolo.

Bandiera neroverde. A rendere meno amara la trasferta del Pordenone verso il finale è Carli, anche lui subentrato, quando raccoglie un malinteso difensivo fra Rovelli e i compagni. Ecco dunque Carli ringraziare per il gol della bandiera, in pratica un piattone facile facile a porta spalancata. Peraltro poco dopo sempre Carli chiama ancora il numero 1 bresciano a distendersi in tuffo per evitare il 3-2: avrebbe avuto il sapore della beffa. Successivamente girandola di cambi e gioco spezzettato, anche se il risultato sembra ormai acquisito. Brescia quindi che abbassa i giri del motore, via via perdendo pure momenti di concentrazione. Finirà 3-1, col Pordenone in 10 per l’espulsione di Samotti per un fallo su Barazzetta dal limite agli sgoccioli del match, che alimenta l’ultimo tentativo di Castellini da calcio piazzato. Game over. Ora arriva il bello per gli Aragolaza boys, la prossima a Verona con la capolista.

IL TABELLINO

BRESCIA-PORDENONE 3-1
RETI (3-0, 3-1): 13′ Manu Denis (B), 3′ st Mor (B), 25′ st Maccherini (B), 35′ st Carli (P).
BRESCIA (4-4-2): Rovelli 6, Boafo 6.5, Magri 6.5 (22′ st Iddrissou 6), Mor 7 (29′ st Trezza sv), Castellini 6.5, Maccherini 6.5, Verzeni 6.5 (29′ st Danesi sv), Bertoni 6.5, Parzajuk 6 (9′ st Canciani sv), Manu Denis 7.5 (9′ st Barazzetta 6), Del Barba 6.5. A disp. Gallina, Bui, Cristini. All. Aragolaza 6.5.
PORDENONE (4-3-1-2): Passador 6, Foschiani 6 (35′ st Zanotel sv), Cocetta 6 (27′ st Ballan sv), Morandini 6 (35′ st Movio sv), Samotti 5, Del Savio 6, Baldassar 6, Cucchisi 6.5, Turchetto 5.5 (22′ st Feruglio sv), Destito 5.5, Secli 6 (22′ st Carli 7). A disp. Masut, Maset, Comand, Lazri, Truant, Iacovoni, Ristic. All. Lombardi 6.
ARBITRO: Kumara di Verona 6.
ASSISTENTI: Lencioni di Lucca e Castro di Livorno.
ESPULSI: 5′ st Samotti (P).

LE PAGELLE

BRESCIA
Rovelli 6 Partiti insidiosa, non corre particolari pericoli ma l’occasione dove bisogna tirare fuori gli artigli non manca: buona la prima frazione, meno la ripresa.
Boafo 6.5 Costretto a partire col 21 sulle spalle al posto del consueto numero 2, ma il risultato non cambia: discreta spinta appena ne ha l’occasione e buona copertura: dovrebbe cercare ogni tanto di variare il menu.
Magri 6.5 Non ha molte occasione per scende sul fondo, dopo una partenza convincente è costretto a tener sott’occhio Cucchisi appena si propone: gara accorta la sua.
22’ st Iddrissou 6 Entra con grande entusiasmo, rischiando il gol in un assolo appena messo i piedi in campo: sarà lui il futuro bomber del team.
Mor 7 Toglie le ragnatele nella ripersa con un bolide pazzesco! Grande il suo apporto dall’inizio, non fa rimpiangere Butturini nonostante sia ancora un allievo: gioca da esperto, si merita più spazio. (30’ st Trezza sv).
Castellini 6.5 Buono l’utilizzo del fisico quando Turchetto prova a pressarlo, è una lotta tra giganti ma lui non sembra risentirne più di tanto.
Maccherini 6.5 Buon giro palla, gestisce il fraseggio dal basso senza troppi problemi, oltre a seguire i movimento di Turchetto e Destito come un investigatore privato.
Verzeni 6.5 Ha alle sue spalle Mor e questo gli garantisce la possibilità di spingere; nel complesso okay gli inserimenti, oltre a leggere con anticipo diverse palle. (30’ st Danesi sv).
Bertoni 6.5 Sempre arcigno nel mezzo, con sprazzi di buona visione di gioco: detta i tempi e gioca con grande autorevolezza. Niente male.
Parzajuk 6 Stavolta ci mette il fisico e lo usa per appoggi preziosi: sta ritornando a buoni livelli, anche se gli manca ancora il gol e un pizzico di personalità in più da quelle parti. (14’ st Canciani sv).
Manu 7.5 Come sempre ci mette lo zampino, è il giocatore in grado di inventare in qualsiasi momento e anche stavolta non perde il vizio del gol: altra grande prova di spessore, poi il cambio e speriamo non sia un problema fisico. Fin qui forma impressionante.
1’ st Barazzetta 6 Buon impatto sul match, si prodiga per dare brio alla manovra offensiva.
Del Barba 6.5 Il tecnico gli dà fiducia dall’inizio al posto di Canciani al fianco di Parzajuk e lui lo ripaga con un incrocio pazzesco da fuori dopo un quarto d’ora. L’avvio è incoraggiante e la partita prosegue con buona intensità: va premiato il suo spirito.
All. Gustavo Aragolaza 6.5 Poco da rimproverarsi, la squadra non finalizza l’ottima mole di gioco prodotta ma quantomeno non garantisce mai troppe sviste fatali. Doveva vincere e non ha fallito il colpo, mostrando anche una buona gestione di gara una volta in vantaggio.

PORDENONE
Passador 6 Non ha molte colpe, il Brescia spinge più che può e capitalizza al meglio le occasioni a sua disposizione, di cui 2 di pregevole fattura.
Foschiani 6 Non ha molto spazio per spingere anche perché dalla sua parte Verzeni non è un cliente agevole: fa qual che può, al massimo delle sue possibilità. (35’ st Zanotel sv).
Cocetta 6 Non ha un compito facile, deve guardarsi dalle percussioni di Manu Denis e questo non gli rende il compito facile: gara sofferta. (26’ st Balla sv).
Morandini 6 In mezzo al campo fatica ad imbastire una manovra compiuta, lui ci mette grinta ma serviva anche qualcosa in più per scardinare l’asse mediana avversaria. (35’ st Movio sv).
Samotti 5 Dà il massimo e non gioca nemmeno male, la gara si perde a centrocampo e lui prova ci mette carattere, muovendo anche bene la palla dietro. Buona precisione sui calci piazzati. Poteva risparmiarsi il rosso nel finale.
Del Savio 6 Stesso discorso del compagno, rimane guardingo e concentrato anche se non era facile fare punti al San Filippo: lui comunque è sul pezzo.
Baldassar 6 Si applica fino alla fine, correndo molto e applicandosi per la causa, ma il centrocampo è terra nemica.
Cucchisi 6.5 Recupera diversi palloni, alimenta spesso la manovra dei suoi sulla corsia di destra e nel complesso è autore di prestazione tutto sommato accettabile.
Turchetto 5.5 Pochi momenti per creare qualcosa, Maccherini e Castellini lo tengono a bada ma lui non riesce mai a svincolarsi dalla marcatura. Doveva creare di più sulla trequarti. (22’ st Feruglio sv).
Destito 5.5 Pochi spunti degni di nota, prova a mandare il compagno dentro ma poi dovrebbe prendersi più responsabilità: non sembra lucidissimo. Dovrà riflettere, serviva più spunto negli ultimi metri.
Secli 6 Buon pressing sugli avversari, prova a premere sul fronte offensivo ma da solo è difficile poter creare qualcosa. Buona l’applicazione.
22’ st Carli 7 Il più ispirato dei neroverdi, appena entra porta lo score sul 3-1 e poco dopo rischia la doppietta: efficace.
All. Stefano Lombardi 6 La squadra fa pochino per riprendere la gara, prova a sprazzi qualche sortita ma non sembra avere né la convinzione né la qualità necessaria per rimetterla in piedi. Esce però nella ripresa, e come attenuante può far leva sulla qualità dei gol bresciani.

ARBITRO: Kumana (Verona) 6 Buona la gestione della gara, è sempre vicino all’azione e non si concede distrazioni, di certo la gara non è complicatissima da arbitrare.

L’INTERVISTA

STEFANO LOMBARDI, PORDENONE
Il tecnico friulano è subentrato solo da pochi giorni alla guida della squadra, passando dall’Under 17 alla seconda squadra neroverde proprio in occasione dell’esonero di Attilio Tesser. Infatti, il club del presidente Lovisa ha optato per la scelta interna, premiando Domizzi, l’allenatore della primavera, alla guida della prima squadra. L’operazione ha quindi favorito il subentro di Lombardi per quest’ultimo scorcio di stagione, il quale si è detto comunque soddisfatto della prova dei suoi ragazzi nonostante la sconfitta. Queste le sue parole: «La squadra è andata ad affrontare una corazzata come quella del Brescia, giocando la partita a viso aperto. Come occasioni forse siamo in vantaggio noi. Siamo stati sfortunati ma bisogna dare merito agli avversari per i due gol importanti dal punto di vista del gesto tecnico subiti. Demerito nostro ma merito anche loro. Però, circa la gestione della palla e di alcune situazioni, ho visto i miei fare bene. Non c’erano assenze, ho fatto cambi per far sì che qualcuno ritrovasse il ritmo gara ma onestamente sono dispiaciuto per il risultato ma non per la prestazione. Encomiabile lo spirito di tutti. È da poco che ho preso in mano la squadra però i ragazzi hanno dato il massimo cercando di fare quello che chiedevo loro, sorprendendomi anche perché contro il Brescia non pensavo lo facessero». Il tecnico comunque ha già saggiato il campionato di primavera l’anno scorso, facendo il secondo di Paolo Favaretto. Questo il suo programma per l’ultima parte di campionato. «Chiaro che manca il tempo fisico e materiale per poter lavorare su alcuni principi, anche perché ci sono tante partite ravvicinate. Però se giocheremo la palla come oggi potremo fare bene».


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