17 Maggio 2021

Inter-Lazio Primavera 1: Satriano in stato di grazia, Casadei giganteggia, nerazzurri al secondo posto

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Colpire e affondare. Nel primo tempo a colpire ci hanno pensato l’autogol di Novella – propiziato da una grande azione di Satriano – e il quarto gol in campionato con la Primavera (sesto stagionale contando i sigilli in Primavera Tim Cup e in Under 18) di Casadei. Ad affondare nella ripresa è invece Mirarchi, subentrato da pochi secondi al classe 2004 Iliev, protagonista di una grande prestazione alla prima da titolare con la Primavera. Un’Inter arrembante e in totale controllo non sbaglia al Breda contro la Lazio, imponendosi con un 3-1 convincente e senza storia, in una partita mai veramente in discussione. Ottavo risultato utile consecutivo per i nerazzurri che approfittano, in un colpo solo, sia dello stop casalingo contro il Sassuolo della Roma – portandosi così a meno due dalla vetta – che del ko della Juventus contro la Spal, ritornando al secondo posto solitario. Ennesima prova di forza per i ragazzi di Armando Madonna, bravi a imporsi con qualità e determinazione contro una Lazio sempre più in crisi. Terzo ko consecutivo per i biancocelesti di Menichini, che rimangono in questo modo al penultimo posto in classifica, davanti solamente all’Ascoli. Settima sconfitta in campionato per i biancocelesti, rimasti in dieci a metà del secondo tempo per l’espulsione di Castigliani. A nulla serve il gol di Tare in apertura di ripresa, con il quale però il centravanti di Menichini si sblocca in campionato.

L’esordio. Non tutti i mali vengono per nuocere. Il male per l’Inter è sicuramente l’assenza di Oristanio, out per la seconda partita consecutiva causa positività al Covid-19. Sostituito da Mirarchi a Empoli, il “diez” nerazzurro è ancora costretto a dare forfait. E come risponde Madonna? Lanciando dal primo minuto il giovane classe 2004 Iliev, alla prima da titolare in Primavera. Per il resto il tecnico nerazzurro non sorprende nelle scelte, confermando otto undicesimi della formazione che ha battuto l’Empoli. In avanti Madonna si affida alla coppia ormai collaudata Fonseca-Satriano, mentre in mediana spazio per il tridente che ha battuto l’Empoli: Sangalli in cabina di regia, Squizzato e Casadei mezzali. Due novità invece in difesa. Ad affiancare al centro Kinkoue c’è Sottini al posto di Moretti, mentre per le corsie esterne confermato Tonoli a destra e spazio al rientrante Vezzoni a sinistra, partito dalla panchina a Empoli. Tre le novità anche negli interpreti laziali del 4-3-1-2 di Menichini, tutti appartenenti alla cerniera centrale: Cesaroni sulla trequarti, Marino in cabina di regia e Novella al centro della difesa. Per il resto confermato l’undici che è caduto in casa contro il Cagliari. Tare e Cerbara in avanti, Bertini e Czyz in mediana; Floriana, Pica e Ndrecka in difesa.

Tripudio nerazzurro. Schieramenti tattici a specchio, differenziati però da quello che è il modo di interpretarli. Da una parte scende in campo la solita Inter propositiva, brava a occupare molto bene il terreno di gioco con i suoi interpreti e giocare in profondità appena ne ha l’occasione. Dall’altra c’è una Lazio inevitabilmente condizionata dal penultimo posto in classifica, che spiega un approccio poco attento e deciso, soprattutto in fase di non possesso. Due approccio dunque diametralmente opposti, la cui conseguenza è il gol del vantaggio nerazzurro. Lo zampino – ancora una volta – è dell’uomo probabilmente più in forma dell’Inter: Martin Satriano. Il centravanti uruguaiano dimostra dimestichezza con il dribbling andando via a Ndrecka sulla destra, oltre a una grande qualità tecnica mettendo dentro l’area un cross decisamente velenoso. Il pallone messo in mezzo dall’attaccante porta infatti alla sfortunata deviazione verso la propria porta di Novella, sulla quale Furlanetto non può nulla (12′). Terza autorete consecutiva per la Lazio, che si somma ai due gol regalati al Cagliari nell’anticipo della scorsa giornata. Il gol dell’immediato vantaggio porta l’Inter a cercare immediatamente il gol del raddoppio, sfruttando l’inerzia del match a favore dei baby nerazzurri. Nel giro di quattro minuti l’Inter va infatti per tre volte vicina al raddoppio, con le occasioni che portano un nome preciso: Martin Satriano. Al 19′ il centravanti uruguaiano va vicino al gol con un gran colpo di testa (su assist al bacio di Iliev), il quale finisce però sul palo. Al 22′ ci prova invece direttamente su calcio di punizione (finito di poco alto con una traiettoria velenosa a scendere), mentre un minuto dopo – sfruttando un errore in disimpegno di Furlanetto – ci prova da buona posizione al limite dell’area, con il tiro che finisce però debole tra le mani dell’estremo difensore laziale. Gli unici segni di vita laziali nel primo tempo sono affidati al proprio uomo di maggiore qualità: Cerbara. Al 40′ il centravanti laziale va via molto bene a Sottini, mettendo un pallone interessante in area di rigore. Decisiva la chiusura di Tonoli, che spazza via pallone e pericoli. Gli stessi che corre la Lazio quando l’Inter gioca palla a terra, come nel finale di tempo. La manovra nerazzurra porta Vezzoni – salito molto bene sulla sinistra – al cross, che risulta essere un cioccolatino succulento per chi, come Casadei, fa del terzo tempo e dello stacco di testa la propria arma migliore. La mezzala nerazzurra non fallisce l’occasione, mettendo a segno il quarto gol in campionato, il sesto stagionale dopo quello in Tim Cup (sempre di testa, sempre su assist di Vezzoni) al Crotone e quello nel campionato Under 18 (45′).

La Lazio ci prova, Inter in gestione. La doccia fredda nel finale di primo tempo ha tutto per abbattere definitivamente la Lazio, ma così non è. Anzi, in avvio di ripresa avviene l’opposto: la Lazio alza il proprio baricentro, dimostrando di volerci provare; l’Inter, invece, fatica ad esprimere il gioco espresso nel corso della prima frazione. Non è infatti una sorpresa il gol della Lazio, che accorcia le distanze al 13′. Ciò che sorprende è invece la modalità con la quale i biancocelesti accorciano le distanze, bravi a sfruttare una delle rare leggerezze difensive dell’Inter. Sugli sviluppi di calcio d’angolo, dopo una deviazione sfortunata di Casadei, il pallone finisce a Tare, che con un destro abbastanza fortuito lascia partire una traiettoria insidiosa che beffa Rovida. La reazione nerazzurra al gol di Tare è da grandissima squadra. E’ proprio nel momento di maggiore difficoltà che l’Inter dimostra di essere cresciuta sensibilmente come collettivo, con il gol del neo entrato Mirarchi che rimette due gol di distanza tra le due squadre. Entrato da pochi secondi al posto di Iliev, il fantasista nerazzurro è bravissimo a raccogliere al volo una respinta corta della difesa laziale e battere con un gran mancino Furlanetto. Primissimo sigillo stagionale per il trequartista di Armando Madonna. Se il gol di Casadei nel finale della prima frazione non ha tagliato le gambe ai ragazzi di Menichini, lo ha fatto sicuramente quello di Mirarchi. Complici anche i cambi studiati da Madonna, i nerazzurri non corrono più alcun pericolo fino al triplice fischio, mantenendo il doppio vantaggio sui capitolini.

IL TABELLINO

INTER-LAZIO 3-1
RETI (2-0, 2-1, 3-1): 12′ aut. Novella (L), 45′ Casadei (I), 13′ st Tare (L), 17′ st Mirarchi (I).
INTER (4-3-1-2): Rovida 6, Tonoli 6.5, Vezzoni 7, Kinkoue 6, Sottini 6, Sangalli 7 (26′ st Lindkvist 6), Squizzato 6.5 (15′ st Boscolo Chio 6), Casadei 7 (40′ st Wieser sv), Fonseca 6.5, Iliev 7 (15′ st Mirarchi 7), Satriano 7.5 (26′ st Akhalaia 6). A disp. Botis, Dimarco, Moretti A., Zanotti, Goffi, Basti, Bonfanti. All. Madonna 7.
LAZIO (4-3-1-2): Furlanetto 6, Floriani Mussolini 6, Ndrecka 5.5, Marino A. 5.5, Novella 5, Pica 5, Cerbara 6.5, Bertini 5.5 (34′ st Guerini 6), Tare 6.5 (29′ st Nasri 6.5), Cesaroni 5 (15′ st Castigliani 5.5), Czyz 6. A disp. Peruzzi, Pino, Marino T., Marinacci. All. Menichini 5.5.
ARBITRO: Garofalo di Torre del Greco 6.5.
ASSISTENTI: Valletta di Napoli e Pedone di Reggio Calabria.
ESPULSO: 31′ st Castigliani (L).
AMMONITI: Bertini (L), Tonoli e Sottini (I).

LE PAGELLE

INTER
Rovida 6 Non riesce a mantenere la porta inviolata per la terza gara consecutiva, dimostrando però ancora una volta di essere un portiere affidabile e di indubbie qualità. Insomma, più di un degno sostituto di Stankovic. Sulla rete ospite rimane sorpreso, ma non gliene si può fare una colpa.
Tonoli 6.5 Titolare per la seconda gara consecutiva, dimostra di essere un laterale al quale ci si può affidare senza particolari problemi. Non ha avversari diretti da contrastare, ma in ogni caso dalle sue parti l’Inter non corre mai pericoli. Gioca spesso a campo aperto per le avanzate di Casadei, facendolo molto bene.
Vezzoni 7 Il cross che porta al gol di Casadei è un remake di quanto visto con il Crotone in Tim Cup. Il suo è un mancino da esterno d’attacco, sicuramente non da quarto di difesa. Dove lo metti sta, e anche in fase di non possesso non sbaglia praticamente niente.
Kinkoue 6 Le giocata al cardioparla sono il suo marchio di fabbrica, ma allo stesso tempo ciò che lo rendono unico. Rischia in un paio di circostanze, ma è bravo ad uscirne alla grandissima. Fisicamente non fa vedere palla a Tare per un’ora abbondante di gioco.
Sottini 6 Qualche errore di concetto e posizionamento in fase di copertura lo commette, ma ciò non compromette la sua prestazione, che rimane comunque sufficiente. Sicuro nel far partire l’azione, nonostante la regia non sia proprio nelle sue corde.
Sangalli 7 In qualsiasi momento della partita, in qualunque zona del campo, una cosa è certa: Sangalli c’è. Ennesima dimostrazione di grande forza per il mediano nerazzurro, bravo in entrambe le fasi. Non a caso Madonna non vuole mai fare a meno di lui e delle sue qualità, importantissime per il gioco dell’Inter.
26′ st Lindkvist 6 Nei pochi minuti a disposizione corre molto e gestisce anche qualche pallone che scotta. Entra comunque a risultato acquisito senza correre troppi pericoli.
Squizzato 6.5 Bene in fase di costruzione, ottimo in fase di non possesso, meno bene in avanti. Le qualità offensive della mezzala nerazzurre sono ben note, ma fatica a metterle in mostra. Finché ci sono quei tre lì davanti (e non solo) a fare gol, va bene così.
15′ st Boscolo Chio 6 Un po’ pasticcione in qualche occasione, soprattutto quando riceve il pallone e deve girarsi. Il suo ingresso è comunque importante per far rifiatare uno Squizzato generosissimo.
Casadei 7 Come con il Crotone, il suo volo angelico gli vale un gol strepitoso. L’ennesimo in una stagione fino a questo momento fenomenale. Quando ha campo da attaccare sa essere micidiale, così come nelle palle inattive. Sia contro che, soprattutto, a favore (40′ st Wieser sv).
Fonseca 6.5 Non tira praticamente mai in porta, me risulta essere fondamentale per la manovra nerazzurra. Non è un caso che Madonna punti forte su di lui e sulle sue qualità fisiche. Il senso del gol comunque non manca, e siamo sicuri che il suo momento (come è successo domenica scorsa) arriverà.
Iliev 7 Immaginare esordio migliore era difficile. Classe 2004, fin dal primo pallone toccato ci fa capire cos’ha visto l’Inter e Armando Madonna il lui. Quando può gioca di prima, mentre quando è attaccato se la cava molto bene, soprattutto nello stretto.
15′ st Mirarchi 7 Entra nel momento più difficile. Risulta essere decisivo ai fini del risultato, con un gol splendido dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo. Che la panchina iniziale gli sia servita?
Satriano 6.5 Sembra una frase fatta, ma è realmente così: gli manca solo il gol. Ci mette lo zampino sull’autorete di Novella, mentre nel primo tempo ha altre tre occasioni per fare male. Sta vivendo un momento più che positivo e Madonna lo sa. Prestazione importante.
26′ st Akhalaia 6 Chiamato a non far rimpiangere Satriano, si fa trovare spesso fuori posizione, pasticciando anche un po’ quando servito in profondità e palla al piede.
All. Madonna 7 Ottavo risultato utile consecutivo (compresa la Tim Cup) e secondo posto. Se per Armando Madonna non è una domenica perfetta, quella vissuta al Breda ci si avvicina moltissimo. La sua Inter ha ormai un’identità chiara e precisa. Sognare lo scudetto ora è realtà.

LAZIO
Furlanetto 6 Sui gol non ha colpe evidenti, ma è anche vero che quasi ogni tiro verso la sua porta si trasforma in gol. Davvero troppo pasticcione con il pallone tra i piedi: rischia infatti due volte, su Satriano e Iliev, di regalare potenziali occasioni.
Floriani 6 L’unico che si salva nella retroguardia biancoceleste. Fatica a tenere Vezzoni e Squizzato quando salgono, ma tiene comunque botta in una partita sicuramente non semplice per lui.
Ndrecka 5 Spesso fuori posizione, dalla sua parte Casadei fa quello che vuole in fase offensiva. In occasione del gol del vantaggio dell’Inter è – come detto – fuori posizione, costringendo Pica all’uscita.
Marino 5.5 Inizia bene, si spegne nella ripresa. Quando la partita sale di tono sparisce letteralmente dal gioco laziale. certo, non è sicuramente aiutato dall’atteggiamento della sua squadra, ma serve davvero molto di più. Sicuramente in quella zona del terreno di gioco.
Novella 5 L’autorete abbastanza goffa è lo specchio della sua prestazione. Perde ogni duello aereo e fisico con Fonseca, non vedendola praticamente mai.
Pica 5 Si fa saltare troppo facilmente da Satriano, il quale risulta essere una vera e propria spina nel fianco per il difensore biancoceleste. Prestazione insufficiente.
Cerbara 6.5 Il migliore laziale in campo. L’unica potenziale occasione del primo tempo passa per i suoi piedi e la sua qualità, ma è troppo poco per fare male. È spesso lasciato troppo solo in avanti.
Bertini 5.5 Non la vede praticamente mai con Squizzato. Le sue doti offensive ci suggeriscono di valutarlo in chiave diversa, ma anche lì pecca. Prestazione assolutamente sottotono.
34′ st Guerini 6 Entra in un momento complesso ma costruisce trame di gioco interessanti: cosa non riuscita ai suoi predecessori in quel ruolo.
Tare 6.5 Si salva con il gol. Risulta essere una rete abbastanza casuale, questo è vero, ma la prima in campionato non si scorsa mai. Serviranno anche i suoi gol per la salvezza.
29′ st Nasri 6.5 Entra con l’atteggiamento e la voglia giusta, toccando diversi palloni e provando ad essere decisivo. Poco seguito però dai compagni di reparto.
Cesaroni 5 Assente ingiustificato. Si perde nella marcatura di un grande Sangalli, non riuscendo praticamente mai a pendere il pallone con il corpo rivolto verso la porta.
15′ st Castigliani 5.5 Gioca mezz’ora ma riesce comunque farsi buttare fuori. Ingenuo sul primo giallo, forse troppo severo il secondo. Il contatto comunque non c’è: avrebbe potuto comunque evitarlo.
Czyz 6 Il meno peggio del centrocampo ospite. Prova qualche giocata interessante ad inizio ripresa, dimostrando di avere voglia e lo spirito giusto. A volte però questo non basta.
All. Menichini 5.5 Approccio troppo timido, avvio di ripresa positivo ma non basta. La sua Lazio paga una differenza sostanziale dal punto di vista tecnico, non riuscendo con la voglia e la caparbietà a mettere i bastoni tra le ruote a quest’Inter così arrembante.

ARBITRO
Garofalo di Torre del Grego 6.5 Perfetto sotto il punto di vista tecnico e, ovviamente, fisico. Bene anche la gestione disciplinare, anche se il secondo giallo a Castigliani è forse una punizione troppo severe. Il giovane fischietto era comunque abbastanza vicino all’azione, come d’altronde nel corso dell’intera partita.

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