16 Maggio 2021

Inter-Spal Primavera 1: trionfa l’attenzione e la voglia di non perderla, Madonna e Scurto tornano a muovere la classifica

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Attenzione e voglia di non perderla. Questi i veri protagonisti di Inter-Spal: ingredienti che sicuramente non vanno a braccetto con gol e spettacolo, i quali decretano infatti il pareggio tra i milanesi e i ferraresi. Un punto a testa in un match di alta classifica, che ha visto di fronte due squadre – tra le protagoniste indiscusse del girone d’andata – reduci entrambe da un momento molto complicato. Risulta infatti un punto guadagnato sia per la formazione di Madonna che per quella di Scurto, che per motivi diversi possono entrambe sorridere. Da una parte i nerazzurri, anche grazie alla sconfitta della Roma contro il Genoa, rimangono infatti in piena lotta per la vetta della classifica. Dall’altra i biancocelesti, reduci da tre sconfitte consecutive, restano agganciati al treno playoff e in piena lotta per le posizioni che contano. Si conferma bestia nera per i nerazzurri la Spal, che dopo la vittoria nella gara di andata strappano un punto d’oro al Breda. Prova intelligente e di maturità per gli ospiti, bravi a limitare l’Inter in avvio, per poi provare il colpaccio nella seconda parte della prima frazione e nella ripresa, soprattutto grazie all’ingresso dei pezzi pregiati di casa: Seck e Moro. Prestazione non del tutto convincente invece per i padroni di casa – salvati da una grande prestazione del rientrante Stankovic – ai quali è mancata la cattiveria sotto porta, oltre che la qualità dalla trequarti in su.

Conferma Zanotti, sorprese per Scurto. La brutta sconfitta di Genova grida ancora vendetta, ma la formazione di Armando Madonna riparte proprio dalla nota più lieta della gara contro la Samp: Zanotti. Seconda gara consecutiva da titolare per il laterale destro classe 2003, che va a completare la linea difensiva (difesa dal rientrante Stankovic) formata da Kinkoue e Sottini al centro, con capitan Vezzoni a sinistra. In mediana, scontata la squalifica, rientra Sangalli, con Casadei e Squizzato mezzali. Novità invece sulla trequarti. Con Oristanio ancora out e Lindkvist lontano dalla forma ideale, spazio a Mirarchi, preferito a Iliev alle spalle della coppia Satriano-Fonseca. Qualche cambio in più in casa Spal. La squadra di Scurto si presenta a Milano dopo tre “zeri” consecutivi, confermando il proprio schieramento tattico (4-3-3), ma cambiando diversi interpreti. In difesa, per sopperire all’assenza di Iskra, spazio a Savona, con la coppia Peda-Owolabi al centro e Yabre a sinistra. In mediana Simonetta è preferito a Zanchetta, con Attys (ex Inter) e Ellertson mezzali. In avanti invece c’è Piht, affiancato da Carrà e Cuellar, con i primi due preferiti a Moro e Seck, inizialmente in panchina.

Attenzione, intraprendenza, voglia di ripartire. La prima è della Spal, scesa in campo con grande rispetto – forse anche troppo – dell’Inter. La squadra di Scurto è sicuramente brava a concedere poco ai nerazzurri, ma risulta troppo poco intraprendente in avanti. La seconda è dell’Inter, vivace e decisamente vogliosa in avvio nel cercare di fare male alla Spal. La terza è invece di entrambe. Dell’Inter, chiamata in esame dopo una settimana “horror”, condita dalle sconfitte con Lazio in Tim Cup e Samp in campionato. Della Spal, costretta a tornare a fare punti dopo tre sconfitte consecutive, eventualmente anche per rilanciare le proprie ambizioni di gloria. La prima mezz’ora, infatti, è a tinte nerazzurre. Sangalli in mediana disegna calcio, Casadei sembra tornato ai suoi livelli, mentre Satriano e Fonseca si cercano (e trovano) costantemente. Al 21′ sono proprio i due centravanti nerazzurri ad andare vicino al gol. Satriano sulla destra si beve Owolabi, mettendo al centro un pallone delizioso per Fonseca. Da zero metri il nove nerazzurro manca però clamorosamente l’aggancio, con il pallone che si spegne sul fondo. Di contro la Spal ci mette mezz’ora a entrare totalmente in partita, e non è un caso che lo fa quando i suoi uomini più rappresentativi prendono il ritmo: Carrà, Cuellar e Attys. Il primo con la velocità, il secondo con gli inserimenti, il terzo con lo strapotere fisico. La conseguenza? Tre potenziali occasioni per la Spal. Il primo a provarci è Piht, che con un pallonetto da fuori (sfruttando un’uscita sbagliata di Stankovic) chiama Sottini agli straordinari (30′); il secondo è Savona, servito da Attys e bravo a mettere un pallone insidioso nell’area di porta, respinta da Stankovic (35′); il terzo è lo stesso Attys, che dalla trequarti di destra lascia partire un destro potentissimo, che si spegne però sul fondo (38′).

Scurto cala gli assi, nerazzurri in difficoltà. Il finale frizzante di primo tempo suggerisce Scurto un messaggio chiaro inequivocabile: quest’Inter si può battere. Il tecnico della Spal cala infatti gli assi: fuori Carrà e Cuellar, dentro Seck e Moro. I frutti di tali scelte si vedono (per ben due volte) immediatamente. Al 1′ è Moro – servito in area da Seck – a impegnare Stankovic, mentre al 2′ è lo stesso esterno a mettersi in proprio, rientrare sul sinistro, e calciare verso la porta di Stankovic. Il portierone nerazzurro si fa però trovare ancora pronto. Subito due cambi anche per l’Inter. Fuori un irriconoscibile Fonseca e Mirarchi, dentro Bonfanti e Wieser. Nonostante i cambi la manovra offensiva nerazzurra, come accaduto nel finale della prima frazione, stenta a decollare. Il più intraprendente rimane Satriano, con Bonfanti che fatica a entrare in partita, marcato strettamente da Owolabi. In poche parole, l’intraprendenza (nerazzurra) e l’attenzione (biancoceleste) viste nel primo tempo cambiano sponda. L’intraprendenza è della Spal, con la squadra di Scurto ben messa in campo e trascinata dai subentrati Moro e Seck. L’attenzione è dell’Inter, con una differenza sostanziale rispetto al primo tempo: la reazione alla mezz’ora, che ha caratterizzato la Spal nella prima frazione, non si vede nell’undici di Armando Madonna. Differenze sì, ma anche similitudini. Queste ultime riguardano l’andamento del match: poche occasioni, tanti duelli a centrocampo e la voglia di “non perderla” che prevale a quella di “vincerla”. Tale atteggiamento ferma il risultato sullo 0-0 fino al novantesimo.

IL TABELLINO

INTER-SPAL 0-0
INTER (4-3-1-2): Stankovic 7, Zanotti 6.5 (23′ st Moretti A. 6), Vezzoni 6 (39′ st Dimarco sv), Kinkoue 6, Sottini 6, Sangalli 6.5, Squizzato 5, Casadei 6, Fonseca 5 (1′ st Bonfanti 5), Mirarchi 5 (1′ st Wieser 5.5), Satriano 6.5 (42′ st Akhalaia sv). A disp. Rovida, Tonoli, Lindkvist, Iliev, Goffi, Botis. All. Madonna 6.
SPAL (4-3-3): Galeotti 6.5, Savona 6.5, Yabre 6, Peda 6, Owolabi 7, Simonetta 6.5, Attys 7 (40′ st Colyn sv), Ellertsson 6.5, Piht 6, Carrà 6.5 (1′ st Seck 7), Cuellar 6.5 (1′ st Moro 6.5). A disp. Wozniak, Alcides Dias, Borsoi, Csinger, Raitanen, Semprini, Zanchetta, Campagna, Pinotti. All. Scurto 6.5.
ARBITRO: Saia di Palermo 7.
ASSISTENTI: Allocco di Bra e Filip di Torino.

LE PAGELLE

INTER
Stankovic 7 Sostituito molto bene da Rovida, entra ed è subito decisivo. Non compie interventi eccezionalmente difficili, ma para molto bene fornendo anche grande sicurezza all’intero reparto arretrato.
Zanotti 6.5 Alla seconda da titolare non sente la pressione, fornendo un’altra prova importante dal punto di vista della concentrazione e della continuità. Sbaglia pochissimo in fase di ripiegamento, mentre risulta un po’ assente in fase di possesso. Rimane comunque una delle note più liete delle ultime settimane dell’Inter.
23′ st Moretti A. 6 Nei pochi minuti a disposizione, seppur in un ruolo non semplice per uno con le sue caratteristiche, garantisce solidità e buona copertura.
Vezzoni 6 Nel primo tempo non gli spettano grandissimi compiti in fase difensiva, potendo concentrarsi sulle avanzate sulla corsia di sinistra. Nella ripresa, complice l’ingresso di Seck, deve concentrarsi sulla fase difensiva. Ha di fronte un osso durissimo, va spesso in difficoltà ma ne esce indenne (39′ st Dimarco sv).
Kinkoue 6 Tralasciando le solite leggerezze in fase di impostazione, oramai un vero e proprio marchio di fabbrica, regala una prestazione di normale amministrazione. La Spal attacca in modo più convinto dalle corsie esterne, dunque spesso si è trovato senza avversari diretti.
Sottini 6 Discorso simile a quello fatto per Kinkoue, con la differenza che non sbaglia mai in fase di impostazione. Tuttavia, l’ingresso di Moro gli crea non poche difficoltà, soprattutto per la velocità e il talento del centravanti ospite.
Sangalli 6.5 Già a Genova si era capito quanto sia importante Sangalli per questa squadra: il match contro la Spal non è altro che una conferma. Solita prova di grande generosità e tenacia del mediano nerazzurro, il quale non è però preciso come al solito quando servono le sue doti di passatore.
Squizzato 5 Da mezzala nel primo tempo bocciato, da trequartista nel secondo non pervenuto. Tocca pochissimi palloni anche per merito della retroguardia ospite, questo è vero, ma un po’ di vivacità in più e personalità non guasterebbe. Nell’Inter si conferma esserci un “problema” nella ricerca del vice Oristanio.
Casadei 6 Inizia molto bene, per poi andarsi a spegnere piano piano nella ripresa. La sosta delle nazionali lo ha fatto sicuramente rifiatare, ma anche contro la Spal il classe 2003 è apparso non al meglio della condizione fisica, non riuscendo a fare la differenza come al suo solito in mezzo al campo.
Fonseca 5 Si rende protagonista delle azioni offensive nerazzurro solamente in un’occasione. In tale circostanza, tuttavia, si mangia letteralmente un gol a porta vuota. Per il resto è apparso affaticato e un po’ sulle gambe: lontano parente dal Fonseca che siamo stati abituati a vedere.
1′ st Bonfanti 5 Forse la delusione dell’ennesima panchina, soprattutto dopo un buon approccio con la Samp, forse un po’ troppo nervosismo: partita da archiviare in fretta per il centravanti ex Virtus Bergamo. Si fa sempre anticipare da Owolabi, non riuscendo a crearsi potenziali occasioni per provare a fare male alla Spal.
Mirarchi 5 L’approccio è quello giusto, ma ciò che manca è la mentalità. Le qualità tecniche sono tutte dalla sua parte, ma da uno del suo talento è lecito aspettarsi sempre di più. Gioca un primo tempo da spettatore non pagante, non ripagando la fiducia offertagli.
1′ st Wieser 5.5 Arriva sempre in ritardo su ogni pallone, così come risulta spesso troppo distante quando deve intervenire in contrasto. Cercato e trovato molto bene in un paio di occasioni dai suoi compagni, manca l’appuntamento tutte le volte facendosi anticipare.
Satriano 6.5 Non ha grosse chance di mettersi in mostra, anche grazie al grande lavoro della coppia centrale della Spal. Tuttavia nel primo tempo serve un assist al bacio per Fonseca, mentre nella ripresa è l’ultimo a mollare. In giornate com queste, però, un supporto da parte dei compagni sarebbe oro (42′ st Akhalaia sv).
All. Madonna 6 Complici anche le assenze, schiera un undici praticamente obbligato. L’inizio è anche positivo, ma la sua squadra pecca in lucidità e cattiveria. Tutto sommato un punto che può starci, considerando anche il momento.

SPAL
Galeotti 6.5 Effettua un solo intervento, per giunta elementare, poi il nulla. Il merito è dei suoi compagni di reparto, ma anche della sicurezza che dimostra negli interventi.
Savona 6.5 Inizialmente soffre la posizione di Vezzoni, ma quando prende le misure può essere devastante. Spina nel fianco sulla corsia di destra, nel primo tempo va anche vicino al gol impegnando Stankovic con un tiro-cross velenoso.
Yabre 6 La Spal attacca con maggiore frequenza sulla destra, di conseguenza i suoi compiti sono più che altro difensivi che offensivi. Normale amministrazione in una gara senza particolari problemi dalla sua parte.
Peda 6 Si perde Fonseca nel primo tempo, ma per sua fortuna l’attaccante interista manca clamorosamente l’appuntamento con il gol. Ha modo di riscattarsi nella ripresa, controllando abbastanza bene un Satriano stanco e rimasto con poche energie.
Owolabi 7 Un primo tempo da cinque, una ripresa da nova. La media? Un bel sette in pagella. In avvio si fa beffare clamorosamente da Satriano, mentre dopo l’intervallo è tutt’altro giocatore. Si prende la briga di marcare Bonfanti, riuscendoci alla grandissima.
Simonetta 6.5 Inizia a rilento, per poi prendere man mano fiducia con il passare dei minuti. Un po’ nascosto in fase di impostazione, risulta comunque fondamentale nello smistamento delle seconde palle.
Attys 7 Alla Vieira. Corre, lotta, imposta, difende e, all’occorrenza, calcia anche in porta. Esce stremato a cinque dal termine, dopo una partita di grandissima sostanza in mediana. È lui l’uomo in più della Spal, soprattutto nel primo tempo (40′ st Colyn sv).
Ellertsson 6.5 Si preoccupa di gestire un Casadei volenteroso nel primo tempo, ma con il passare dei minuti guadagna campo e trova spazi da attaccare con la sua qualità.
Piht 6 Se fosse entrato il suo pallonetto saremmo qui a parlare d’altro. Tuttavia risulta il meno convincente del reparto offensivo ferrarese. Meglio nel primo tempo da centravanti che da esterno nella ripresa.
Carrà 6.5 Il più vivace nel primo tempo. Quando entra in partita lo segue a ruota la sua squadra. Esce per scelta tecnica da inizio ripresa, lasciando spazio al “titolarissimo” Seck.
1′ st Seck 7 Gli bastano trenta secondi per accendersi: prima offre a Moro un grande assist, poi si mette in proprio e impegna Stankovic. L’inizio col botto suggerisce all’Inter di rivedere la marcatura su di lui. La conseguenza? Pochi altri guizzi, ma che qualità!
Cuellar 6.5 Discorso sulla falsariga di quello fatto per Carrà. Gioca un primo tempo di grande sostanza, sostituito ad inizio ripresa per scelta tecnica.
1′ st Moro 6.5 Se solo fosse entrato quel tiro dopo trenta secondi, saremmo qui a parlare d’altro. La verità è che il talento c’è e si vede, ma fatica ad accendersi stretto dalla marcatura dei due difensori nerazzurri.
All. Scurto 6.5 Fin troppo prudente forse all’inizio, spregiudicato ma con intelligenza nella ripresa. Capisce che può vincerla e ci prova. Una reazione serviva, ed è arrivata. I playoff rimangono un obiettivo largamente alla portata.

ARBITRO
Saia di Palermo 6 Non tira fuori alcun cartellino, dimostrando di poter controllare la gara senza problemi anche con il solo fischietto. Ottima anche la gestione delle panchine, infiammate sia dalla parte di Madonna che dalla parte di Scultro.

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