19 Gennaio 2021

Klaus Mihail: «Vi racconto Radu Dragusin, dai suoi primi passi alla Juventus»

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La gara di Champions League giocata mercoledì 2 dicembre tra Juventus e Dinamo Kiev ha dato la possibilità a Radu Matei Dragusin di debuttare con la Prima Squadra dopo varie presenze con l’Under 23 con cui ha conquistato l’anno scorso la Coppa Italia di Serie C. Un esordio che dimostra la rapida e costante crescita del difensore centrale rumeno arrivato in Italia nel 2018 superando la concorrenza agguerrita di Atletico Madrid e Paris Saint-Germain.

Abbiamo parlato con Klaus Mihail, direttore sportivo del Metropolitan Estudiantes FC Bucarest ovvero la prima squadra di Dragusin, all’epoca sotto il nome di Regal Sport Club Bucharest.

Klaus ha iniziato raccontandoci di questo progetto: «Ho iniziato la mia attività con l’Academy del Regal Sport nel 2013. Dal 2011 si seguono due semplici principi vale a dire nessuna persona con trascorso calcistico coinvolta, siamo tutti provenienti dall’ambiente aziendale, e l’importanza del motto “Famiglia, educazione, calcio”, valori fondamentali».

Come detto, fino a sette anni fa Klaus non aveva alcuna esperienza nel calcio ma tra il 2014 e il 2018 l’Academy ha avuto una crescita esponenziale andando a svolgere tornei internazionali in Turchia, Italia, Spagna e Serbia oltre ad avere a disposizione uno staff tecnico completo dall’Atletico Madrid per la squadra Under 17. I Colchoneros hanno stretto un accordo di affiliazione con la società che nel mentre ha spostato le strutture e alcuni giovani ragazzi al Rapid Bucarest, continuando in contemporanea ad avere attiva la propria Academy dove sono rimasti alcuni calciatori come per esempio Dragusin, che fa parte di una ricca generazione di talenti nati nel 2002 che sono stati campioni nazionali U15 nel 2017. In tutto ciò Klaus Mihail è stato membro del consiglio di East Street Investment della squadra inglese Charlton Athletic Football Club oltre ad aver girato l’Europa con prove e visite accademiche in club come Leicester City, PSG, Juventus, Bologna, Sampdoria, Pescara, PSV Eindhoven, Valencia e Atletico Madrid.

Tornando a Dragusin, Klaus ha parlato delle prime impressioni avute su Radu: «Era un ragazzo ben istruito ed è stato con noi sin dalla nascita del nostro club. Come detto, siamo partiti dal concetto di famiglia ed essendo il team manager i ragazzi mi chiamavano per qualsiasi cosa. Radu a volte era emotivo e la sua prestazione calcistica ne risentiva, simile a Harry Maguire al Manchester United: ad alcuni piaceva, ad altri no. La svolta c’è stata intorno ai 14 quando Dragusin ha migliorato il suo carattere. Questo perché viveva da solo mentre i genitori erano lontani dal lavoro. Inoltre, avendo una famiglia separata, ha dovuto affrontare alcune situazione che hanno fortificato il suo carattere».

«Il mio rapporto personale con Radu è sempre stato buono – prosegue Klaus – dato che ho spesso viaggiato con lui per accompagnarlo ad alcune prove con altre società. Ricordo soprattutto quella del 2017, a Nizza. Ci siamo divertiti molto e abbiamo condiviso la stanza, ho avuto modo di conoscerlo ancora meglio». 

Con questo cambiamento caratteriale Dragusin si è trasformato in un leader anche nella nazionale giovanile rumena: «Radu è stato capitano della Romania U16, ora è diventato titolare anche nella squadra nata nel 2001 essendo nella rosa dell’Under 21. Il fatto che sia il più giovane della rosa, considerando che abbiamo per lo più giocatori nati nel 1999, è motivo di orgoglio» .

Nel 2018 arriva poi il suo trasferimento alla Juventus: «C’erano molte persone che hanno lavorato a questo trasferimento. Considerando la nostra filosofia di club, abbiamo sempre preso decisioni basate sul futuro del giocatore piuttosto che sui guadagni finanziari del club o personali. Considerando la situazione attuale una squadra come la Juventus, che gioca in Serie A, Coppa Italia e Champions League, ha bisogno di 40 giocatori viste le possibilità di contagio. Quando a settembre ho visto Dragusin in rosa per la stagione sapevo che il suo momento sarebbe arrivato molto presto. Penso che abbiamo l’uomo giusto, nella giusta situazione: Adrian Mutu, allenatore della Romania U21, che gli ha inviato un messaggio per congratularsi in seguito. Gli unici due calciatori rumeni ad aver giocato per la Juventus, un enorme traguardo. Piccolo aneddoto: anche io ho un amico in Italia, anche lui è un agente, Fabio Viviani, che mi scrive su Whatsapp ogni giorno che gioca la Juventus solo perché pensa che porti fortuna alla squadra. Scherzi a parte, l’importanza di un club del genere è molto sentita anche qua»-

Sul futuro di Dragusin, Kalus non ha dubbi: «Penso che Radu sia un ottimo atleta, con una buona genetica che corre in famiglia visto che la mamma è un ex cestista mentre il padre giocava a pallavolo, così come la sorella minore di Radu. Penso che sia un ragazzo intelligente, riceviamo feedback dalla scuola e dicono tutti che parla un italiano perfetto. Si è adattato molto bene lì. Dragusin ha tutto l’eccellente talento che il calcio rumeno ha avuto negli ultimi 15 anni che però non ha saputo far fronte alla pressione. Mi riferisco ad Adrian Mutu, più precisamente, che aveva tutto per competere per il Pallone d’Oro. Certo, abbiamo avuto Cristian Chivu di cui essere molto orgogliosi soprattutto per la sua stagione all’Inter nel 2010. Se abbiamo cresciuto questi ragazzi abbastanza bene, questi faranno fronte alla pressione lavorando tutti i giorni come se fosse l’ultimo. Infine, vorrei citare il proprietario del club, che è anche uno dei miei mentori: “Per noi, le persone nel club, la posta in gioco è zero. Le nostre vite rimarranno le stesse, non diventerò più ricco o più povero se un ragazzo avrà successo come calciatore. Ma se lui ci riuscirà, cambierà la vita sia a lui sia alla la sua famiglia. Combattete per questo, ragazzi!”».

La strada da fare è ancora lunga, ma Radu Dragusin ha già bruciato le tappe dimostrando qualità tecniche, fisiche e mentali di livello. Qua sotto una delle sue prime foto calcistiche in Serbia, Stara Pazova, durante il ritiro della nazionale del febbraio 2015. Chi l’avrebbe detto che in meno di 6 anni avrebbe calcato il campo dell’Allianz Stadium di Torino in Champions League…

Dragusin
Radu Matei Dragusin

 

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