Torino-Juventus, Under 17, Marco Sesia (Torino)
Torino-Juventus, Under 17, Marco Sesia (Torino)

Dopo la sconfitta contro il Napoli, il Torino Primavera di Sesia trova i primi tre punti della stagione ribaltando la sfida contro i pari-età della Roma (QUI per rivivere le emozioni del match). I giallorossi si erano portati sullo 0-2 al duplice fischio salvo poi subire una clamorosa rimonta granata nella seconda frazione. Alla fine dell’avvincente gara, l’allenatore del Torino Primavera Marco Sesia ha rilasciato varie dichiarazioni alle domande dei giornalisti presenti.

Sulle parole all’intervallo ai propri ragazzi sotto di due lunghezze: «Ho detto che sono stati molti bravi, hanno fatto la partita che dovevano fare sia tecnicamente sia professionalmente e di continuare così considerando la gara sullo zero a zero. Se non fosse stato sufficiente ci saremmo rimessi al lavoro per la sfida di sabato ma mi premeva almeno restare in partita, sfruttando i possibili episodi a favore per cambiare la gara. Sono stato fortunato nell’essere un buon profeta ma devo fare i complimenti ai ragazzi perché oggi era una partita difficile contro una grande squadra, diventata tra il primo e secondo tempo difficilissima da gestire. E’ arrivata una vittoria bella, importante, meritata e soprattutto da Toro».

Sulle difficili scelte da fare vista l’ampiezza della rosa ricca di qualità a disposizione: «Nel secondo tempo c’era bisogno di corsa, attaccare gli spazi, sacrificio e freschezza nella qualità. Tutto questo è avvenuto e devo fare veramente grandi complimenti ai ragazzi. Arrivavamo da una sconfitta, non era facile, ci chiamiamo Toro e per alcuni non avendo fatto partite in questa categoria, me compreso, questo nome può pesare. Questa vittoria ci deve dare grande forza per il futuro».

Sul difficile compito della gestione di una rosa ricca di giocatori, fuori quota e la ricerca di un’identità: «Non è semplice però mai come quest’anno siamo in funzione della prima squadra. La società non mi ha chiesto nessun tipo di risultato ma di lavorare dando il massimo, cercare di far migliorare i prospetti interessanti per la futura prima squadra. So esattamente dove sono e il passato di questo club dunque dovrò fare dei risultati per ottenere punti importanti in quanto si tratta di un campionato con retrocessioni, non solo di vetrina. In primis dovremmo salvarci, anche se sembra una banalità, ma questo è un campionato che con i due ulteriori fuori quota ha alzato la qualità».

Sulla fase difensiva, trafitta nuovamente da goal evitabili: «Sono ragazzi che devono fare esperienza in questa categoria, bisogna aspettarli e dargli fiducia consapevoli che l’errore può avvenire come a Napoli e oggi. La fortuna oggi è stata che siamo stati il Toro, abbiamo ribaltato questa partita dando tempo e modo per migliorare in vista della prossima gara tra quattro giorni».

Il mancato esordio al Filadelfia: «Se faccio il sentimentale sì, mi è mancato non esordire lì già oggi, ma son abituato a lavorare per quello che ho e per dove sono. Dobbiamo dare grande rispetto alla maglia che portiamo, successivamente ben venga il Filadelfia che non vedo l’ora che arrivi. Lì però sarà un fardello in più per i ragazzi e ci sarà bisogno di gente come me disposta a dare una mano perché questo è un campionato dove ti perdonano poco».

Sulle tempistiche riguardo l’apice del gioco del Torino: «Non lo so, è un processo dove dobbiamo accelerare e mettere dentro il più possibile anche se non sarà facile. I tempi e i modi di calcio e calciatori sono diversi da quello che erano abituati. Qui cerchiamo intensità, ripartenze e qualità: dobbiamo essere pratici ed ottimizzare quello che abbiamo»

Sul mix tra qualità e lotta in attacco con Lucca e Rauti sugli scudi: «Loro hanno fatto bene. Oltre a Rauti, che conosciamo bene, lo stesso Lucca ha fatto una giocata importante sul 3-2 ma deve migliorare nello sfruttare la fisicità. Devo dire però che ha fatto una buona partita lavorando con la mezzala».