La Supercoppa Primavera 2019 finisce nella bacheca del Torino. Al termine di una partita pazzesca: ricca di gol e ribaltoni, condita da un black-out di 8 minuti all’impianto di illuminazione e conclusa solamente ai calci di rigore. Alla fine trionfano i granata, che con il rigore decisivo di Petrungaro (e le parate di Gemello) portano a casa la seconda Supercoppa della sua storia dopo quella del 2015, vinta contro la Lazio.

C’è stato veramente di tutto in questa finalissima, giocata allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni. Anche se nel primo tempo, fino al gol del Torino almeno, non è che si siano visti fuochi e fiamme. La posta in palio del resto era molto alta – ci si giocava il primo trofeo della stagione – e per mezz’ora si è pensato più a fare la cose semplici piuttosto che azzardare qualcosa. Armando Madonna presenta l’Inter con un 4-3-3 cangiante e molto tendente al 4-4-2. Davanti a Dekic ci sono Nolan e Ntube, con la scelta del “doppio destro” sulle fasce: a piede naturale Grassini, dall’altra parte Zappa con Corrado inizialmente in panchina. Da centrocampo in su è libera interpretazione: Persyn fa sia il centrocampista che l’attaccante esterno a destra, Salcedo parte da sinistra ma gioca quasi da seconda punta, Schirò fa un po’ la mezzala e un po’ il laterale mancino. In mezzo Gavioli e Pompetti a dirigere il traffico, con Merola che si sdoppia nel lavoro di seconda punta e falso nueve davanti. Federico Coppitelli risponde con uno schieramento quasi a specchio. Senza Kone Ben squalificato sceglie i muscoli di Adopo per la corsia mancina, completa il centrocampo con Onisa e De Angelis, consegna la destra a Belkheir e davanti si affida ovviamente alla collaudata coppia Rauti-Millico.

Risultato? I valori e le forze si respingono a vicenda, anche se è il Torino a tenere principalmente in mano il gioco. L’Inter si chiude a riccio e riparte, come al 24′ quando Gavioli fa 30 metri palla al piede e calcia alto da fuori area. I granata comunque manovrano meglio, anche se trovare gli spazi non è affatto semplice. Serve un capolavoro della coppia Gilli-Belkheir al 36′ per spostare gli equilibri: gran combinazione dei due sulla destra e cross in mezzo, Grassini respinge (troppo) corto e Onisa di prima intenzione dalla distanza infila l’angolo alla destra dell’incolpevole Dekic. L’Inter prima dell’intervallo prova ad affacciarsi dalle parti di Gemello con una bellissima punizione di Pompetti, ma il numero uno granata ci arriva e respinge.

Nel secondo tempo la partita si infiamma. Al 13′ si spengono tutte le luci dello stadio, con un black-out totale dell’impianto di illuminazione di 8 minuti (dalle 19:46 alle 19:54). E quando vengono riaccese, si accende anche il match.

Il Torino sente forte l’odore della preda e prova a chiudere i conti. Prima Belkheir si divora il raddoppio sul perfetto assist di Millico dalla sinistra alzando troppo il piattone (16′ st), poi è lo stesso Millico – ben azionato da Adopo – a provarci col mancino dai sedici metri, palla larga (21′ st). Passato il pericolo l’Inter si ricompatta, Madonna pesca bene dalla panchina inserendo Colidio e Corrado e al 35′ i nerazzurri pareggiano. Angolo di Pompetti, l’uscita di Gemello manda il pallone al limite dell’area, Schirò anticipa Petrungaro e la palla finisce sui piedi di Salcedo che non fallisce. A questo punto è l’Inter che capisce di poterla portare a casa, ma prima Colidio non trova il tempo giusto per deviare in rete il cross basso di Merola, poi è lo stesso Merola a calciare fuori col sinistro due invitanti palle gol. Si va ai supplementari.

E si ha l’ennesimo ribaltone. Perché l’Inter è riuscita a portare l’inerzia dalla partita dalla sua parte, ma a segnare è il Torino. Siamo al 4′ quando Millico lavora un pallone sulla sinistra, sul pallone arriva Petrungaro che calcia, Dekic respinge corto e Rauti – in posizione regolarissima nonostante le proteste della panchina che costano anche l’espulsione a un membro dello staff nerazzurro – insacca il tap-in del 2-1. Fatta? Macché. Ultimo minuto del primo supplementare: Millico batte con troppa fretta una punizione a favore, Marcos Lopez si allunga troppo il pallone che viene recuperato da Burgio, palla a Gavioli che parte palla al piede e allarga per Esposito (classe 2002 entrato al posto di Merola) che indovina il diagonale vincente. Sul 2-2, Adorante ha una buona occasione ma il suo colpo di testa finisce a lato non di molto, poi Colidio in contropiede mette sull’esterno della rete la palla-gol che lo avrebbe consegnato alla leggenda.

Dal dischetto, le cose sono chiare fin da subito. Isacco, Ferigra e Murati non sbagliano, mentre Gemello fa il doppio miracolo su Zappa e Pompetti. Adorante tiene in gara l’Inter, e anche Millico, che schucchiaia sulla traversa il penalty decisivo. Anche Esposito non sbaglia, e così il tiro decisivo è nei piedi di Petrungaro che si dimostra di ghiaccio e consegna la Supercoppa al Torino.

INTER-TORINO 2-2 (4-6 dcr)
RETI (0-1, 1-1, 1-2, 2-2): 36′ Onisa (T), 35′ st Salcedo (I), 4′ pts Rauti (T), 16′ pts Esposito (I).
SEQUENZA RIGORI: Isacco (T) gol, Zappa (I) parato, Ferigra (T) gol, Pompetti (I) parato, Murati (T) gol, Adorante (I) gol, Millico (T) traversa, Esposito (I) gol, Petrungaro (T) gol.
INTER (4-4-2): Dekic 5.5, Grassini 5.5 (23′ st Corrado 6.5), Nolan 6, Ntube 6.5, Zappa 7, Persyn 6 (11′ st Colidio 6.5), Gavioli 7.5, Pompetti 7, Schirò 6.5 (9′ pts Burgio 6), Merola 5.5 (9′ pts Esposito 7.5), Salcedo 7 (1′ pts Adorante 6.5). A disp. Stankovic, Van Den Eynden, Rizzo, Demirovic, Mulattieri. All. Madonna 6.5.
TORINO (4-4-2): Gemello 8, Gilli 7, Ferigra 7.5, Sportelli 6.5, Ambrogio 6 (1′ pts Michelotti 5.5), Belkheir 7 (20′ st Petrungaro 7), De Angelis 6 (12′ st Murati 7), Onisa 7.5 (1′ sts Isacco 6.5), Adopo 6.5, Rauti 7.5 (5′ pts Marcos Lopez 5), Millico 6.5. A disp. Trombini, Portanova, Moreo, Fasolino, Ghazoini, Enrici, Kone. All. Coppitelli 7.5.
ARBITRO: Amabile di Vicenza 7.5.
COLLABORATORI: Berti di Prato e Perrotti di Campobasso.
QUARTO UOMO: Feliciani di Teramo.
AMMONITI: Ambrogio (T), De Angelis (T), Rauti (T).

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