28 Ottobre 2020 - 10:08:04
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Torino – Lazio Primavera: 11 metri di sventura, Raul Moro condanna i granata

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Sconfitta interna al  “Goia” di Volpiano nella prima uscita stagionale del Torino Primavera, contro un’ottima Lazio. Un risultato, nel complesso, giusto per Cottafava e i suoi, ma che lascia ugualmente un po’ d’amaro in bocca per come è maturato. Due rigori condannano i granata, il primo, battuto da Franco, solare, mentre il secondo, battuto invece da Moro, rimane un’incognita. Cottafava schiera i suoi con un 3-4-3, modulo versatile e coperto, con Siniega e Procopio sulle fasce pronti ad arretrare sulla linea dei difensori in fase di non possesso. Risponde Menichini con un 4-3-1-2 votato alla qualità, alla tecnica e alla rapidità della punte Moro e Nimmermeer, mentre Shehu agisce dietro di loro pronto ad innescarli.

La gara parte subito con il botto, grazie ad un corner da destra di Greco che trova tutto solo Celesia, che di testa, dopo un minuto, trova l’angolo giusto e fa 1-0. Neanche il tempo di esultare che due minuti più tardi arriva la pronta risposta degli ospiti, con Shehu innescato sulla destra da Novella: il fantastista pesca la corrente Moro al centro e il talentino ex Barça pareggia i conti. Si placano gli animi, e comincia il lento ma inesorabile controllo sulla partita della Lazio. Marino, nel ruolo di play davanti alla difesa, fa da metronomo, mentre il Toro non riesce a trovare iniziative, causa un pressing asfissiante dei biancocelesti. Le poche volte che i granata riescono a passare la prima linea trovano praterie, come all’ottavo minuto, quando Celesia, tutto solo sulla sinistra, indirizza dentro un cross velenoso, che però viene messo in angolo da Franco. La Rotonda e Tesio, però, si fanno vedere poco, e allora la Lazio imprime sempre più il suo marchio sulla gara. Raul Moro sulla sinistra, poi, è incontenibile: alla mezz’ora salta netto un uomo e mette al centro, dove Bertini è prontoa calciare; la palla, però, viene intercettata dal braccio di Portanova, che nel tentativo di respingere il tiro commette l’ingenuità. Per l’arbitro ci sono pochi dubbi: è calcio di rigore. Dal dischetto va Franco che tira una gran botta centrale e spiazza Pirola. 1-2. Continuano le iniziative laziali, con i centrocampisti che si abbassano spesso per cominciare la manovra, mentre il Toro è in difficoltà. Ma sul finire di primo tempo Greco trova campo sulla sinistra e manda dentro Favale che riesce a scavalcare l’uscita di Furlanetto, ma la conclusione si stampa beffarda sulla traversa. E’ l’ultima emozione della prima frazione.

La ripresa comincia con gli stessi 22 interpreti, e per il primo quarto d’ora presenta anche lo stesso copione, con la Lazio a fare la partita e il Torino ad attendere. Ma al 15′ improvvisamente un lampo di Favale sembra dare speranza ai suoi: il tiro da lontano sembra ben indirizzato e prende anche un giro favorevole, ma Furlanetto è bravissimo a tuffarsi e deviare in angolo la conclusione. Dal successivo calcio d’angolo ancora un brivido per la retroguardia ospite, con Siniega che di testa trova la coordinazione, ma ancora Furlanetto alza in angolo, non ravvisato, però, dal direttore di gara. Tempo di cambi per Cottafava, che cambia 2/3 del tridente e inserisce Guerini e Vianni per Favale e lo spento Cancello. I due nuovi entrati sembrano subito in confidenza e duettano bene, ma sull’altro lato si fa vedere Shehu, che su punizione non va lontano dal miracolo all’angolino. Sempre su punizione, però, arriva l’insperato pareggio granata: Guerini si incarica della battuta dai 20 metri, e dalla sua mattonella, perfetta per un sinistro toglie le ragnatele dall’incrocio, con il solito Furlanetto che tocca ma non salva. L’inerzia cambia totalmente: una squadra che pareva spenta ora, con i cambi, trova nuova verve e conduce il gioco, mentre la Lazio sembra rintronata da questo pareggio. I ragazzi di Menichini devono recriminare in almeno un paio di situazioni in cui non sono riusciti a concludere, specialmente con Moro, ma ora le offensive del Toro sembrano più organizzate: tre minuti dopo il gol ancora Celesia ad inventare, serve un cross dalla sinistra a Guerini, che però non colpisce bene e regala la palla a Furlanetto. Sembra che la gara possa volgere ad un pareggio, che farebbe certamente più piacere a Cottafava che a Menichini, ma al 41′ ecco la beffa granata: Castigliani riceve palla in mezzo all’area e si districa; nella confusione cade a terra e l’arbitro indica il dischetto per un presunto fallo di Portanova ai danni dello stesso Castigliani. Le proteste del Torino valgono a poco, e dagli undici metri Raul Moro corona la sua prestazione con la personale doppietta con un rigore chirurgico che Pirola era anche riuscito a toccare.

Finisce dunque 3-2 per gli ospiti, che raccolgono i primi, meritati, tre punti del campionato. Unica nota stonata per i biancocelesti è sicuramente la gestione del vantaggio, che poteva portare ad un pareggio che avrebbe significato beffa assoluta. Dal lato granata, invece, c’è da rivedere il centrocampo, troppo passivo nel primo tempo, anche se Cottafava può gioire per come sta gestendo la rosa. Non è da tutti i giorni che i due principali subentrati cambino così l’inerzia di una partita. Ci sarà da lavorare.

TORINO – LAZIO 2-3 – TABELLINO
Reti: 1′ Celesia (T), 3′ Moro (L), 30′ rig. Franco (L), 34′ st Guerini (T), 42′ st rig. Moro (L).
TORINO (3-4-3): Pirola, Mirabelli, Celesia, La Rotonda (44′ st Fimognari), Portanova, Procopio (44′ st Aceto), Siniega, Tesio, Cancello (16′ st Vianni), Favale (16′ st Guerini), Greco (30′ st Lovaglio). A disposizione: Edo, Morra, Dellavalle, Savini, Lovaglio, Ibrahimi. Allenatore: Marcello Cottafava.
Lazio (4-3-1-2): Furlanetto, Novella, Ndrecka, Marino, Pino (16′ st Pica), Franco, Moro, Bertini, Nimmermeer, Shehu (31′ st Castigliani), Czyz. A disposizione: Peruzzi, Zappala, Migliorati, Marino, Ferrante, Marinacci, Tare. Allenatore: Leonardo Menichini.
Ammoniti: 29′ Portanova (T), 49′ st Nimmermeer (L).
Arbitro: Perenzoni di Rovereto 6 Bravo nel tenere calma una partita che poteva scaldarsi rapidamente. Primo rigore sacrosanto, secondo che lascia ancora qualche dubbio.

TORINO – LAZIO – LE PAGELLE

PAGELLE TORINO
Pirola 6 Intuisce il secondo rigore ma non riesce a parare, spiazzato invece sul primo. In occasione dell’unico gol su azione dei biancocelesti può farci poco o nulla.
Mirabelli 5.5 Con il tempo prende le misure a Raul Moro, che lo fa impazzire per tutto il primo tempo, ma è troppo tardi.
Celesia 6.5 In gol dopo 60 secondi, la sua stagione non avrebbe potuto iniziare meglio. A volte si addormenta troppo in fase di costruzione, ma resta una sicurezza sulla sinistra.
La Rotonda 6.5 Esce alla distanza, dopo una prima frazione totalmente in ombra. Reazione in mezzo al campo da segnalare; cresce lui e cresce anche la squadra. 44′ st Fimognari sv
Portanova 5.5 Gara attenta la sua, con qualche incertezza sui fuorigioco per Nimmermeer. Ma quel braccio largo è troppo plateale per non essere visto. Errore che costa.
Procopio 6 Partita incolore la sua, forse leggermente meglio nel primo tempo, Quando duetta con Greco sulla sinistra. Serve più spinta per ampliare il ventaglio di opzioni dei granata. 44′ st Aceto sv
Siniega 5.5 Tanta corsa, e di questo gliene va dato atto, ma colpisce male in occasione di una palla gol e non entra mai davvero nel vivo del gioco.
Tesio 5 Oggetto misterioso in mezzo al campo, pochissimi palloni toccati, e come se non bastasse sparisce nel momento cruciale, quando la Lazio sta pressando a mille. Da rivedere la sua gara, ci si aspetta di meglio da lui.
Cancello 5.5 Si batte con foga tra i centrali Pino e Franco, ma è una lotta contro i mulini a vento. Si propone poco e non dà quai mai la profondità. 16′ st Vianni 6.5 Duetta con Guerini più di una volta e regala sprazzi di imprevedibilità che tanto sono mancati al Toro.
Favale 6 Qualche guizzo dei suoi, come il tiro a giro che impegna Furlanetto o la traversa colpita nel primo tempo. Sfortunato, anche se a tratti sparisce dai radar. 16′ st Guerini 7 Un gol da cineteca su punizione, che rende giustizia a quanto mostrato fin da subito al suo ingresso. Si intende perfettamente con gli altri subentrati.
Greco 6.5 Suo l’assist per il gol di Celesia. Unisce quantità alla già ben nota qualità che lo contraddistingue. Esce stremato dopo aver corso e creato più di tutti. 30′ st Lovaglio 6 Entra bene e con continuità nelle trame dei suoi.
Cottafava 6 Buoni solo a metà. Si è visto poco gioco palla a terra, e i suoi si sono svegliati sono con i giusti cambi, dei quali, però, va dato pieno merito all’ex Sampdoria. Vedremo cosa riuscirà ad inventare.

PAGELLE LAZIO
Furlanetto 6.5 Un paio di interventi tutt’altro che scontati, mentre con i piedi è ancora da rivedere. Ha grandi margini di miglioramento, e la sua stagione promette bene.
Novella 7 Una freccia su quella fascia destra. Come il migliore dei pendolini oscilla tra le due fasi, e si comporta sempre alla perfezione. Se Freddy Greco è stato limitato, lo si deve soprattutto a lui.
Ndrecka 6 Meglio nel secondo tempo, quando l’inerzia si sposta sulla sua fascia. Più offensivo del collega, con Moro forma un’accoppiata pericolosa.
Marino 6.5 Interpreta alla grande il ruolo da play, con tanti palloni giocati e un’ottima fase di interdizione, che gli permette di recuperare molti possessi.
Pino 6 Leader vocale dei suoi, bravissimo sulle palle alte, dove troneggia. Qualche sbavatura in fase di impostazione. 16′ st Pica 6 Copre attentamente la sua zona. Rischia la frittata sull’ultimo tiro della partita, ma mura bene.
Franco 6.5 Glaciale dal dischetto e sempre sull’attenti dietro. Insieme a Pino crea un muro contro cui Cancello può pochissimo.
Moro 7.5 Forse gli manca la zampata vincente, quel fiuto del gol che è dei grandissimi, ma quando parte palla al piede su quella fascia è un rebus irrisolvibile per chiunque. Il primo e l’ultimo gol portano la sua firma, e propizia anche l’azione da cui poi scaturirà il primo rigore della Lazio.
Bertini 6 Il meno in palla del centrocampo laziale, ma il suo lavoro silenzioso è preziosissimo per Menichini. Sporca tanti palloni e dà pericolosità da fuori ai suoi.
Nimmermeer 6 Nel primo tempo Portanova lo argina bene, poi si aprono spazi in campo aperto e lui ci banchetta. Manca di lucidità sotto porta e nell’ultima giocata, ma può solo migliorare.
Shehu 6.5 Perno di quasi tutte le sortite offensive, regala attimi di pura tecnica. La sua fantasia regala l’assist perfetto per il gol di Moro. 31′ st Castigliani 6 Non si vede molto, ma è scaltro a procurarsi il rigore decisivo.
Czyz 5.5 Un po’ fuori dalle trame biancocelesti, in compenso corre tanto ma spesso a vuoto. Se trova la partita giusta può essere devastante, ma stavolta gli è andata male. Si rifarà sicuramente.
Menichini 6.5 Imposta bene la partita, e per buona parte del primo tempo e l’inizio della ripresa i suoi comandano. Rischia di rimanere a bocca asciutta, ma gli va riconosciuta un’ottima gestione della gara.

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