Pordenone-Renate: è successo di tutto, friulani campioni

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Stadio Bruno Benelli di Ravenna, Pordenone-Renate, finale scudetto Under 17 Serie C: ad affrontarsi sono due formazioni che si sono fronteggiate solamente un anno fa per il titolo Under 16. Sorge spontanea una domanda: il tempo sarà gentiluomo o tiranno, ma soprattutto da che punto di vista sarà gentiluomo o tiranno? Ci sarà una bramata rivincita, oppure le speranze e le attese di rivalsa verranno frustrate dalla vittoria della squadra che si era imposta 363 giorni fa? Per scoprirlo bisognerà paradossalmente affidarsi al tempo stesso, ovvero a quei 90 minuti che potrebbero dare un significato completamente diverso alla stagione delle due compagini protagoniste di Pordenone-Renate.

Il primo tempo di Pordenone-Renate

Fin dalle prime battute di gioco i ragazzi di Robbiati prendono in mano le redini della sfida, con una serie di scambi provati dai giocatori spintisi in avanti (Iovine, Manarelli, Fischetti, Colombo, Ripamonti, Bianchi o Nespoli) che rischiano di far venire il mal di testa alla retroguardia del Pordenone. La prima conclusione nello specchio giunge però – come nella sfida contro la Paganese – dagli sviluppi di un calcio d’angolo, anche se il colpo di testa di Zalli parato da Plai viene invalidato da un fallo in attacco commesso in precedenza dalle Pantere. La pressione dei Nerazzurri sui portatori di palla friulani è asfissiante e la sensazione è che il gol sia nell’aria, specie se i Neroverdi per cercare di rifiatare sono costretti a buttarla lunga alla ricerca di Carli, nella speranza che il numero 9 riesca a combinare qualcosa contro il muro composto da Zalli e D’Ovidio. Verso il quarto d’ora il Pordenone prova a guadagnare fiducia e ad alzare il proprio ritmo, incoraggiato da qualche errore nel giro palla del Renate, ma di pericoli dalle parti di Proverbio neanche l’ombra. Al 21′ Bianchi cerca di segnare direttamente da angolo come fatto nel ritorno dei quarti contro la FeralpiSalò, ma Plai riesce a bloccare in due tempi; qualche minuto dopo un’azione straripante di Ripamonti viene sventata in qualche modo da Capraro, sul pallone che ballonzola al limite dell’area si avventa Fischetti ma la sua conclusione al volo è troppo imprecisa. 24′: ennesimo scambio fra Iovine, Fischetti e Nespoli, il numero 11 prova un tiro-cross sul secondo palo ma Ripamonti non ci crede e Basso riesce a spazzare. Alla mezz’ora per una volta è il Renate a sfruttare una ripartenza per provare a rendersi pericoloso dopo un angolo a favore dei Neroverdi, ma la conclusione di Manarelli termina di molto lontano dai legni della porta difesa da Plai.
Per i 10 minuti successivi di presupposti ce ne sono molti, ma le occasioni vere latitano, complice una maggiore efficacia difensiva della squadra di Pillin e qualche giocatore neroverde, come Spader, Cucchisi o Antoniazzi, che comincia vistosamente a salire d’intensità. Al 44′ Bianchi crede nella verticalizzazione di Cisternino che tutti presumevano fosse lunga, mantiene la palla in campo e prova a rientrare per battere a rete con il suo mancino, ma la conclusione non arriva e l’aver perso due o tre tempi di gioco fa in modo che i centrali del Pordenone riescano a recuperare. I tifosi nerazzurri hanno continuato a urlare “RE-NA-TE” dal primo minuto facendo risuonare tutti gli spalti, ma fino al 45′ la spinta garantita dai sostenitori delle Pantere rimane senza effetto; la prima frazione di gioco di Pordenone-Renate termina 0-0.

Il secondo tempo di Pordenone-Renate

Non passa neanche un minuto dall’inizio del secondo tempo che Spader imbecca in area il subentrato Cescon, che se non fosse stato per la chiusura di Iovine si sarebbe presentato pericolosamente davanti a Proverbio. La minaccia appena sventata non impaurisce i ragazzi di Robbiati, che in breve tornano a mettere sotto pressione la difesa friulana grazie ai continui scambi e triangolazioni provati dai giocatori in proiezione offensiva. Al 9′ Bianchi strappa, Ripamonti ricama per Nespoli ma Antoniazzi devia in angolo; al 17′ invece è capitan Cisternino a provare a bussare alla porta di Plai, anche se il suo mancino arrotato lambisce solamente il lato esterno del palo. Ripamonti ci prova di testa al 21′ su suggerimento di Bianchi e la sua conclusione è sporca; sul ribaltamento di fronte è il Pordenone a farsi temibile, ma sull’imbeccata di Spader per Carli è Proverbio ad arrivarci per primo in uscita bassa.
La gara si sblocca finalmente al 22′ della ripresa: in concomitanza con l’ennesimo coro dei tifosi delle Pantere, questa volta declinato in “OLE-RENATE-OLE”, Fischetti serve in area Bianchi, il quale salta Capraro con un “sombrero” per poi spedire la sfera in porta con il suo magico mancino. Da questo momento in poi i ragazzi di Robbiati si possono permettere il lusso di lasciare un po’ di più la palla al Pordenone per cercare di colpire in contropiede di modo da chiuderla definitivamente, contando su una linea difensiva Iovine-D’Ovidio-Zalli-Manarelli semplicemente insuperabile. La situazione più nitida creata dal Pordenone, la prima volta che il Renate è andato veramente in apprensione, è datata addirittura al 39′, con Tirelli che serve Cescon per un tentativo da buonissima posizione che termina malinconicamente alto; poco dopo, al 42′, i friulani protestano per un possibile fallo di mano di D’Ovidio, ma il direttore di gara ha fatto proseguire e del resto il contatto – se c’è stato – vedeva il numero 6 troppo vicino per parlare di volontarietà. Al 49′ Doumbia ha la palla del raddoppio, che però termina a lato; la cosa diventa clamorosa perchè al 50′ il portiere dei Neroverdi Plai sale per sfruttare l’ultimo calcio d’angolo della gara e pareggia di testa con un colpo di testa alla Brignoli. Si va ai supplementari.

I supplementari di Pordenone-Renate

La situazione poteva farsi dura per i ragazzi di Robbiati, perchè un pareggio arrivato in un modo  simile quando si era convinti di avere ormai il titolo in tasca avrebbe potuto rappresentare una bella batosta dal punto di vista psicologico, eppure il Renate, dimostrando una forza d’animo sorprendente e una preparazione atletica ottimale, continua a giocare. Ecco dunque che arriva un’azione avviata da Doumbia e cross di Iovine per Galatà, anche se Plai è sicuro e blocca. È vero, l’atmosfera è cambiata, la sensazione stavolta è che il Pordenone possa segnare per primo, anche considerata un’inerzia positiva dal punto di vista mentale che può mettere le ali ai giocatori di Pillin. Succede però puntualmente l’opposto: dopo un pregevole gioco di gambe Trentin inciampa letteralmente sul pallone consegnando la palla per la ripartenza del Renate, Cisternino allarga su Galatà che serve Tramutoli: il numero 20, come contro la Paganese, segna da subentrato, questa volta con una bella zampata ad anticipare la copertura del difensore all’altezza del primo palo. La girandola delle emozioni non termina qui, perchè anche Lazri ha una bella sintonia con il segnare a gara in corso, e al 10′, trovandosi solo sulla trequarti del Renate, lascia partire un missile che si infila all’incrocio senza che Proverbio possa opporsi in qualche modo. Le Pantere ci tengono a chiudere in avanti il primo tempo supplementare, con Doumbia che cavalca sulla fascia e pesca Galatà in area friulana sul secondo palo, con la sua conclusione che però è alta.
Anche la prima emozione del secondo tempo supplementare è di marca Renate, con Doumbia che clamorosamente colpisce la traversa dagli sviluppi di un angolo, costringendo Plai a togliergli la palla dai piedi per impedire che una possibile ribattuta certificasse il nuovo vantaggio dei ragazzi di Robbiati. In questi 15 minuti Galatà prova a salire in cattedra con tante giocate sulla sezione alta della corsia di sinistra, senza però alcuna fortuna. Al 120′ il risultato è ancora un pareggio, quindi Pordenone-Renate continua fino ai calci di rigore.

I calci di rigore di Pordenone-Renate

Primo rigore per il Renate: D’Ovidio insacca alla sinistra di Plai.
Primo rigore per il Pordenone: Morandini insacca alla destra di Proverbio.
Secondo rigore per il Renate: Plai ipnotizza Fischetti parando alla propria destra.
Secondo rigore per il Pordenone: Proverbio para la conclusione centrale di Mandato.
Terzo rigore per il Renate: Plai para ancora sulla propria sinistra su Maffia.
Terzo rigore per il Pordenone: Sandoletti insacca nell’angolo alto alla destra di Proverbio.
Quarto rigore per il Renate: Cisternino segna optando per una soluzione potente e precisa.
Quarto rigore per il Pordenone: Lazri supera Proverbio tirando alla destra del portiere.
Quinto rigore per il Renate: Zalli si fa ipnotizzare da Plai. Pordenone campione d’Italia.

I rigori sanciscono dunque il termine di Pordenone-Renate, consegnando ai Neroverdi il secondo titolo consecutivo di campione d’Italia Under 17 Serie C. Abbiamo ricevuto risposta al quesito iniziale, anche se dopo 120 minuti più recuperi e non “solo” dopo 90: il tempo è stato gentiluomo per il Pordenone, e tiranno per le Pantere. A quanto pare inoltre i ben 8 volti nuovi nella formazione titolare dei friulani rispetto alla finale del 24 giugno 2018 sono stati fatali ai ragazzi di Robbiati, piegati ai rigori dopo una grandiosa stagione e nonostante tanto, tantissimo cuore. Non ci resta che fare i complimenti e toglierci il cappello a questo Pordenone campione d’Italia che è riuscito a vincere nonostante tutto e tutti, ma ovviamente il nostro rispetto va anche alle Pantere, che hanno disputato una gara mostruosa.

IL TABELLINO DI PORDENONE-RENATE

PORDENONE-RENATE 2-2 d.t.s., 5-4 dopo calci di rigore.
MARCATORI: 22′ st Bianchi (R), 50′ st Plai, 8′ 1ts Tramutoli (R), 10′ 1ts Lazri (P).

PORDENONE (4-3-3): Plai, Basso (14′ st Sandoletti), Antonazzi (23′ st Morandini), Sautto, Capraro, Trentin, Spader (23′ st Lazri), Cucchisi (31′ st Mandato), Carli (31′ st Tirelli), Bottani (23′ st Del Savio), Cassaro (1′ st Cescon). A disp. Pagnucco, Turchetto. All. Pillin.

RENATE (4-3-3): Proverbio, Iovine, Manarelli, Cisternino, Zalli, D’Ovidio, Fischetti, Colombo (31′ st Maffia), Ripamonti (36′ st Galatà), Bianchi (48′ st Doumbia), Nespoli (31′ st Tramutoli). A disp. Ratto, Locatelli, Bonsi, Petito, Moroni. All. Robbiati.

ARBITRO: Galipo’ di Firenze.
ASSISTENTI: Matera e Cleopazzo di Lecce.
AMMONITI: Zalli (R), Carli (P), Ripamonti (R), Morandini (P).


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