18 Giugno 2021

Pro Sesto-Renate Under 17: Marocco illude, Ghibellini e Mariani la ribaltano, nerazzurri saldamente in vetta

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Andrea Barilaro
Andrea Barilaro
Responsabile dei campionati giovanili regionali della Lombardia

Talento, cinismo e capacità di saper soffrire. Il primo porta nomi e cognomi precisi: Christian Ghibellini, autore del gol (secondo stagionale) del momentaneo pareggio, Jacopo Lisco, protagonista di un assist delizioso che ha portato al gol partita, Davide Mariani, autentico eroe di giornata a dieci dal termine. Il secondo e il terzo, invece, sono caratteristiche di squadra del Renate. Una squadra solida e brava a non arrendersi mai, plasmata a sua immagine e somiglianza dal proprio tecnico Giancarlo Robbiati. Il successo di misura al Breda contro la Pro Sesto (1-2) coincide con la terza vittoria consecutiva per i nerazzurri, che mantengono così la vetta solitaria della classifica a punteggio pieno. Quindici minuti di fuoco mandano quindi in estasi il Renate, costringendo dunque la Pro Sesto a leccarsi le ferite, le quali faranno probabilmente molta fatica a cicatrizzare. La squadra di Martinelli cade per la seconda volta consecutiva tra le mura amiche, nonostante il gol di Marocco nella ripresa (il primo stagionale) avesse dato l’illusione di poter battere la capolista. Escono comunque a testa alta i sestesi, i quali possono contare sia su una rosa profonda e di grande talento, sia su un tecnico che sa come tirare fuori il meglio dai singoli.

4-4-2 contro 4-3-3. Il primo è della Pro Sesto, con Martinelli che ne conferma nove rispetto alla formazione iniziale che ha strapazzato il Modena 4-0. Le due new entry sono Valtorta sulla sinistra e Di Mango al centro della difesa, con Costante e Silba a completare il reparto. In mediana c’è capitan Macovei con Ciarmoli, le corsie esterne sono affidate a De Carlini e Marocco mentre in avanti Esposito agisce alle spalle di Goffi. Il ritmo forsennato imposto in avvio dal Renate coglie clamorosamente impreparata la Pro Sesto, che ci mette quindici minuti abbondanti per entrare in partita. Non è un caso che l’innalzamento del baricentro sestese coincida con la crescita dei due centrali di centrocampo: Macovei e Ciarmoli. Sono proprio i due mediani il fulcro del gioco biancoceleste, anche se la prima potenziale occasione passa per i piedi della coppia d’attacco e dell’esterno sinistro. Al 14′ Goffi ed Esposito si cercano e trovano molto bene in area, con quest’ultimo che serve un gran pallone a Marocco. Solo una chiusura miracolosa di Bovi evita agli ospiti di subire gol. Al 28′ ci prova invece Goffi il quale, servito in profondità con un colpo di testa di Silba, tira a lato debolmente. Il secondo è del Renate, per l’occasione capitanato da Tettamanti, vista la squalifica di Robbiati. I due successi consecutivi suggeriscono ai nerazzurri di puntare forte sui cosiddetti “titolarissimi”: le uniche eccezioni rispetto alla gara vinta contro il Carpi sono Mariani (terzino destro) e Baioni (esterno di destra). In mediana Zaccaria – affiancato da Comi e Maccario – disegna calcio, mentre in avanti Lisco è chiamato a farsi valere tra i due colossi della Pro Sesto. L’approccio dei ragazzi di Robbiati racconta la fame e la voglia dei nerazzurri le quali, unite alla consapevolezza dei propri mezzi, porta gli ospiti vicinissimi al gol dopo appena centoventi secondi. L’inserimento di Comi, arrivato prepotentemente sul fondo, porta il capitano nerazzurro a servire Maccario in area. Il tiro dell’otto nerazzurro, pescato in buonissima posizione, finisce però di poco alto sopra la porta di Formosa. L’inizio forsennato è seguito da una seconda parte di prima frazione più attenta, dovuta anche dall’ingresso in partita della Pro Sesto. Sebbene siano gli ospiti a dettare i ritmi e controllare il gioco, ciò che manca è la convinzione di poter far male dalla trequarti in su.

Tutto nella ripresa. L’inizio del secondo tempo ha tutte le sembianze di un vero e proprio “remake” rispetto a ciò che si è visto nei primi minuti di gara. Il Renate pressa alto, gira velocemente il pallone ma fatica a verticalizzare. Neanche l’ingresso di Treccozzi per Baioni, con il primo scelto per aumentare la fisicità del reparto offensivo, riesce a fare male alla retroguardia solida e attenta dei padroni di casa. Di contro la Pro Sesto, anche in virtù dei minuti di fuoco che ha vissuto in avvio, cerca di attutire il colpo e si preoccupa maggiormente della fase difensiva. Il Renate gioca e tiene il pallone, la Pro Sesto si chiude e si difende. Tuttavia le occasioni più ghiotte le creano i padroni di casa, trascinati dalla fisicità e dal talento di Goffi. Pescato in profondità da Valtorta, autore di un assist inaspettato direttamente da rimessa laterale, il nove di casa costringe Glionna agli straordinari, con il portiere nerazzurro che para un tiro insidioso e indirizzato verso l’angolino basso (9′). L’occasione di Goffi suggerisce ai ragazzi di Martinelli un messaggio chiaro: a questo Renate si può fare male. I sestesi alzano il proprio baricentro e, complici anche i cambi (su tutti l’ingresso di Saracino), trovano il gol del meritato vantaggio. A metterci lo zampino è il solito Goffi. Il centravanti biancoceleste prima vince un duello tutto fisico con Maccario, poi serve un cioccolatino a Marocco, che di fronte a Glionna non si fa pregare e calcia un mancino potentissimo che finisce sotto la traversa (20′). Il gol di Marocco, sebbene – almeno ipoteticamente – avrebbe le carte in regola per indirizzare la partita verso i sestesi, chiama una reazione d’orgoglio del Renate. Il pareggio ospite arriva dopo soli tre minuti: il calcio di punizione sulla trequarti di destra di Comi pesca sul secondo palo Ghibellini, che di testa è bravo ad approfittare di un’uscita sbagliata di Formosa e infilare il gol dell’1-1 (secondo stagionale). Il sigillo di Ghibellini è il preludio di quindici minuti di fuoco per il Renate, d’inferno per la Pro Sesto. Il gol del pari rinvigorisce i ragazzi di Robbiati, che al 35′ trovano addirittura il gol del sorpasso, ancora una volta sugli sviluppi di una palla inattiva. Lo schema su calcio d’angolo battuto da Comi pesca fuori area Lisco, che con il destro serve un cioccolatino a Mariani. Il terzino nerazzurro, oltre ad essere veloce e coraggioso nell’inserimento, è una sentenza davanti a Formosa. Partita ribaltata, controllata nei restanti dieci minuti e portata a casa con forza, grinta e determinazione.

IL TABELLINO

PRO SESTO-RENATE 1-2
RETI (1-0, 1-2): 20′ st Marocco (P), 23′ st Ghibellini (R), 35′ st Mariani (R).
PRO SESTO (4-4-2): Formosa 5, Silba 6 (13′ st Pastore 6), Valtorta 5.5, Ciarmoli 5.5 (29′ st Martini 6), Costante 6 (21′ st Silanos 6.5), Di Mango 6.5, De Carlini 5.5 (13′ st Curzi 6.5), Macovei 7, Goffi 6.5, Esposito 5.5 (13′ st Saracino 6.5), Marocco 7 (29′ st Uva 6). A disp. Rimbu, Segato, Zannelli. All. Martinelli 6.5.
RENATE (4-3-3): Glionna 6.5, Bovi L. 6, Mariani 7.5, Zaccaria 6.5 (18′ st Bovi C. 6), D’Amato 6, Valussi 6, Comi 7, Maccario 6.5 (37′ st Ciarmoli sv), Baioni 6 (1′ st Treccozzi 6.5), Lisco 6.5 (37′ st Adamo sv), Ghibellini 7 (27′ st Resnati 6). A disp. Tanzi, Colombo , Molteni, Vaccani. All. Robbiati 7.
ARBITRO: Palmucci di Milano 5.
ASSISTENTI: Orsogna di Milano e Giuffrida di Cinisello Balsamo.

LE PAGELLE

PRO SESTO
Formosa 5 Sono evidenti le responsabilità su entrambi i gol del Renate. Sul primo effettua un’uscita scellerata e spiana la strada a Ghibellini, sul secondo avrebbe potuto fare qualcosa di più in uscita, visto che Mariani ha colpito di testa proprio nella sua zona.
Silba 6 Il merito di Ghibellini è di costringerlo a preoccuparsi di difendere, limitandolo molto in fase di possesso. Uno con le sue qualità tecniche e di spinta avrebbe potuto dare una grossa mano alla Pro, tuttavia non si lascia sorprendere dalle sue parti, controllando abbastanza bene la situazione.
13′ st Pastore 6 Chiamato a far fare il salto di qualità, riesce comunque a mantenere la posizione senza troppi problemi.
Valtorta 5.5 In occasione del gol del vantaggio ospite si perde letteralmente Mariani. Paga tuttavia colpe non solo sue, bensì di un intero reparto mal posizionato e poco attento. Risulta comunque spesso in difficoltà con Baioni prima e Treccozzi poi.
Ciarmoli 5.5 Totalmente assente in mediana, sia in fase di costruzione che in fase di ripiegamento. La sua fortuna è avere un Macovei in stato di grazie che corre per tre, nonostante la seconda metà della prima frazione sia stata comunque meglio rispetto all’approccio e alla seconda frazione (29′ st Martini 6).
Costante 6 Se il Renate non passa praticamente mai per vie centrali il merito è anche suo. Come per l’intero reparto, è assolutamente rivedibile il posizionamento in occasione dei calci piazzati. Rimane comunque una prova sufficiente, sebbene non sia riuscito a fare la differenza.
21′ st Silanos 6.5 Ci mette fisicità e qualità per contrastare gli attacchi del Renate. Entra per mantenere quantomeno il pari, tuttavia gli ospiti hanno la meglio.
Di Mango 6.5 Rispetto a Costante ci mette quel qualcosina in più che gli vale mezzo voto. Leader incontrastato della difesa, non perde un duello aereo e si fa trovare sempre pronto. Il duello aereo più importante, tuttavia, lo vede sconfitto (più per demeriti degli altri che propri).
De Carlini 5.5 Se è vero che sulla destra la Pro fatica ad attaccare, è altrettanto vero che non azzarda quasi mai la giocata, soprattutto le poche volte nelle quali gli capita l’occasione. Sostituito ad inizio ripresa per avere maggiore freschezza e lucidità.
13′ st Curzi 6.5 Si lascia andare in qualche salita offensiva interessante: risulta il migliore dei subentrati.
Macovei 7 Ci ha abituato da diversi anni a prestazioni di questo tipo. Un campionato intero giocato come centrale di difesa (lo scorso anno in Under 16) lo ha fatto maturare in fase difensiva, mentre fisicamente da migliorare c’è poco. Stesso discorso per le qualità tecniche, sebbene qualche volta avrebbe potuto fare qualcosina di più, ma glielo si può perdonare visto che ha corso novanta minuti senza fermarsi praticamente mai.
Goffi 6.5 Le qualità (soprattutto fisiche) ci sono e le dimostra tutte. La Pro gioca spesso su di lui, cercandolo costantemente sia con lanci lunghi che con palloni in profondità alle spalle dei difensori. Nell’unica occasione a tu per tu con Glionna va vicino al gol, mentre ci mette lo zampino sul vantaggio di Marocco. Risulta stanco e fuori dal gioco nel finale.
Esposito 5.5 Chiamato a fare da collante tra centrocampo e attacco, agendo alle spalle di Goffi, finisce per uscire sconfitto tra le grinfie dei centrali nerazzurri. Quando tocca il pallone dimostra di poterlo trasformare in oro, tuttavia gli arriva troppe poche volte, risultando soprattutto nella ripresa un oggetto misterioso.
13′ st Saracino 6.5 Nei pochi palloni a disposizione dimostra qualità e voglia di fare bene. Mancano però le occasioni per fare ciò che più sa fare: segnare. Arriveranno.
Marocco 7 Nel primo tempo ha l’occasione in apertura di fare male, mentre nella ripresa quando gli si presenta l’occasione non si lascia intimorire e infila un gol (in quel momento) fondamentale. In generale gioca per un’ora abbondante ad alti livelli, prima di lasciare spazio alla mezz’ora (29′ st Uva 6).
All. Martinelli 6.5 L’avvio è complesso, la seconda parte del primo tempo è ben giocata mentre ad inizio ripresa dimostrano di poter puntare al colpo grosso. pagano qualche disattenzione di troppo in fase di non possesso, soprattutto sulle palle inattive, le quali gli costano il secondo ko consecutivo al Breda.

RENATE
Glionna 6.5 Prestazione autorevole priva di sbavature. A dirla tutta qualcosa da dirgli ci sarebbe: il gol della Pro Sesto. Il tiro di Marocco è tanto potente quanto preciso, tuttavia qualcosina di più avrebbe potuto fare. Rimane comunque un portiere di assoluto livello, capace di garantire sicurezza al reparto difensivo e in generale all’intera squadra.
Bovi L. 6 Inizia forte sulla destra, soprattutto quando c’è da attaccare. Va invece in grossa difficoltà quando c’è da marcare uno come Marocco, ma in questo caso non si è fatta attendere la mossa di Robbiati: invertirlo con Mariani. Sulla sinistra spinge poco ma quantomeno non rischia quasi niente dalla sua parte.
Mariani 7.5 Ci mette venti secondi a mostrare le sue qualità. Appena dopo il fischio d’inizio salta un paio di avversari e lancia un messaggio: oggi non ce n’è per nessuno. Sulla sinistra fa il bello e il cattivo tempo, mentre sulla destra dimostra di sapere come fermare Marocco (nonostante il gol del vantaggio di quest’ultimo). La mossa di Robbiati vale doppio quando, a dieci dalla fine, Mariani si trasforma in bomber e infila il pallone alle spalle di Formosa con un inserimento straordinario, seguito da un colpo di testa chirurgico.
Zaccaria 6.5 Preziosissimo il suo contributo davanti alla difesa. Affiancato da due come Comi e Maccario che spingono e si inseriscono molto non è semplice mantenere gli equilibri, tuttavia ci riesce alla grande, soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa tutto il Renate fatica di più in fase di possesso, di conseguenza cala anche lui.
18′ st Bovi C. 6 Entra per sostituire Zaccaria, non facendolo rimpiange per niente. Tiene la posizione e risulta anche fondamentale quando c’è da tenere il pallone.
D’Amato 6 Sei per stima, così come quello al compagno di reparto. Stima perché gioca una partita non semplice, trovandosi spesso con quaranta metri alle spalle (quindi a campo aperto) contro attaccanti veloci come quelli della Pro Sesto. Fatica a marcare Goffi, tuttavia il centravanti della Pro non segna, dunque può andare bene così.
Valussi 6 Discorso pari pari a quello fatto per D’Amato. Anche lui è chiamato a giocare molto alto, dunque è normale farsi trovare impreparato in qualche ripartenza. Rimane comunque una prova positiva la sua, così come quella dell’intero reparto arretrato nerazzurro.
Comi 7 Se Robbiati gli ha affidato la fascia un motivo ci sarà. Uno? Macché, molti di più. Uno è sicuramente il carisma e la personalità le quali, unite a grandissimi doti tecniche e balistiche, gli permettono di usare sia il destro che il sinistro senza grosse differenze. Ci mette lo zampino sia sul primo gol (assist) che sul secondo (suo il calcio d’angolo che porta Lisco a pescare Mariani).
Maccario 6.5 Inizia da mezzala. Si inserisce costantemente, ha anche l’occasione per fare male in avvio ma la spreca. Prosegue da esterno alto, laddove fatica un po’ di più. Finisce ancora da mezzala, correndo su ogni pallone e di conseguenza non offrendo lo stesso apporto in fase di possesso rispetto al primo tempo. Rimane comunque emblematica la sua corsa di sessanta metri palla al piede a dieci dal termine, dopo una partita fatta di grande corsa e sacrificio (37′ st Ciarmoli sv).
Baioni 6 Bene l’approccio sulla corsia di destra, mentre si vede decisamente meno quando si sposta nei tre di centrocampo come mezzala. Viene sostituito a fine primo tempo.
1′ st Treccozzi 6.5 Entra con il piglio giusta mettendoci voglia, spirito di sacrificio e grandi qualità fisiche. Di occasioni per segnare non ne ha molte, tuttavia risulta fondamentale in un secondo tempo complesso.
Lisco 6.5 Una partita complessa divenuta più che positiva per un episodio. Risulta però normale quando quell’episodio (assist che porta al gol di Mariani) vale tre punti e la testa della classifica. Ci mette talento, qualità balistiche e fantasia nel pescare il compagno con un lancio a giro illuminante (37′ st Adamo sv).
Ghibellini 7 Nel primo tempo è uno dei più pimpanti: gioca con la squadra, punta spesso l’uomo e si dimostra una spina nel fianco. Nella ripresa cala decisamente, fin quando non ci mette la firma nel gol che vale il pareggio (secondo in campionato). Da gara sufficiente diventa più che positiva.
27′ st Resnati 6 Chiamato a tanto lavoro sporco, non fallisce l’appuntamento.
All. Robbiati 7 Sebbene sia costretto (per sua fortuna per l’ultima volta) a “soffrire” in tribuna, non fa mancare il suo solito carisma e la determinazione che sa trasmettere. Se a tutto questo ci aggiungiamo cambi tattici (Bovi e Mariani) e sostituzioni azzeccate, capiamo bene il motivo i suoi siano primi da soli e a punteggio pieno.

ARBITRO
Palmucci di Milano 5 Senza soffermarci sugli episodi alquanto discutibili (due: il primo in occasione del gol della Pro Sesto nella ripresa, il secondo nel primo tempo nell’area del Renate), ci capisce ben poco in un pomeriggio complesso. Di certo non è coadiuvato nel migliore dei modi dai due assistenti, soprattutto dal numero due: Giuffrida di Cinisello Balsamo). Atteggiamento scompassato quello del secondo assistente, il quale si è lasciato andare più volte a battibecchi alquanto fuori luogo con il pubblico, sia in tribuna che all’esterno del centro sportivo. Tornando all’arbitro effettivo, utilizza un metro di giudizio poco uniforme il quale non fa altro che alimentare l’agonismo (già di per sé alto) di una partita molto delicata. Sotto il punto di vista comportamentale sono emblematiche le proteste continue dei giocatori in campo (di entrambe le squadre) a seguito di quasi tutte le decisioni. Giuste o sbagliate che siano poco importa: se non si lavora preventivamente, soprattutto in partite come queste, la paghi. Da rivedere anche la gestualità (alle volte forzata ed esagerata) e l’utilizzo del fischietto. Il fischio dopo il gol (sebbene il regolamento preveda che si possa fare così come non fare) è oramai roba d’antiquariato, salvo ovviamente eccezioni (non presenti quest’oggi). In occasione dei tre gol, i giocatori stessi faticano a capire se sia effettivamente stata convalidata la rete, o se ci sia stato qualcosa di irregolare. Tutto ciò va contro la bellezza dell’esultanza, un po’ come accade con il Var (ma qui non si parla di una gara di Serie A, bensì di Under 17 Nazionale).

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